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LETTERA
APERTA:
DONAZIONE D'ORGANI
UN GRANDE GESTO D'AMORE
...È più di un anno che il coordinamento locale
dell’ULSS 17 per i trapianti d’organo e tessuti è operativo nei tre stabilimenti
ospedalieri di Este, Monselice e Montagnana. Da tempo
pensavo di scrivere qualcosa sull’attività svolta dal coordinamento
per fare opera di sensibilizzazione tra i colleghi infermieri, tra la gente
comune, per informare, perché non tutti sanno realmente in che consiste l’attività svolta dagli infermieri
del coordinamento.
Ma ogni volta che prendevo in mano la penna per scrivere, mi accorgevo che non era facile parlare
di donazioni di organi e tessuti. Le cose che si potrebbero scrivere
sono tante, si spazia dalle leggi che regolamentano il tutto, alle percentuali di donazioni in un
anno di attività svolta, ma non è certo questo il messaggio che volevo dare a tutti coloro che avessero
letto il mio scritto, a chi aveva subito la perdita di una persona cara, poi un giorno arriva la chiamata
per un decesso avvenuto presso lo stabilimento di Este: è un collega di lavoro. Non avrei mai
pensato che un giorno mi sarei trovata, come coordinatrice delle donazioni, a dover chiedere il consenso
proprio ai famigliari di un collega. Il coinvolgimento emotivo è grande. A stento ho trattenuto
e lacrime, avrei voluto non essere
ì, ma poi la convinzione che il suo gesto, come quello di tante persone
generose come lui, dava l’opportunità di continuare a vivere ad altre persone in lista d’attesa per
un trapianto, ha fatto nascere dentro di me quella forza e serenità necessarie per avvicinare la moglie
e i parenti. Pensate che il 50%
delle persone muore in attesa di trapianto. Allora ho capito che dovevo scrivere quello che il mio cuore
mi diceva di scrivere. La donazione è un grande gesto d’amore, uno dei più nobili che l’essere
umano possa compiere. In un momento di grande dolore e sconforto per la perdita della persona cara
non è facile per il famigliare prendere una decisione. Ecco perché la legge invita il cittadino ad esprimere
la propria volontà finché è in vita: non lasciamo questo compito così difficile ai nostri famigliari.
Come fare allora? Se io sono favorevole o se non lo sono, registro la mia decisione presso l’ULSS di appartenenza,
o presso il medico di famiglia, o lascio uno scritto. Viene spontaneo chiedersi: ma
perché devo donare?
Perché non è sempre vero che chi attende un trapianto è quello della porta accanto, gli altri, quelli che
io non conosco, la malattia può colpire chiunque, qualunque dei miei cari in un momento qualsiasi
della vita senza preavviso; allora come vorrei tanto che gli altri donassero...
Non sono importanti i
grandi discorsi di fronte alla morte,
i concetti, le leggi... ma la relazione d’aiuto che si instaura con la persona che ci sta di fronte, con il
suo dolore, con la sua rabbia, con il suo vissuto, con le sue paure ele
sue angosce... Agli infermieri del coordinamento è stato affidato il delicato compito
di avvicinare e di stare accanto ai famigliari per offrire aiuto, ascolto,
attenzione e conforto, il tutto con tanta umanità e semplicità.
A loro spetta il compito di guidare i famigliari nella presa della decisione,
qualunque essa sia, chiarendo dubbi e perplessità che spesso l’idea della donazione suscita.
La scelta non è facile, ma deve essere libera e consapevole e l’infermiere
del coordinamento si appresta
perché il tutto avvenga con serenità qualunque sia la decisione. Grazie alla generosità delle persone
dell’ULSS 17, le donazioni alla Banca degli Occhi di Mestre sono state 144 nel 2003, 109 nel primo
semestre 2004 e 7 donazioni multitessuto alla Banca dei Tessuti di
Treviso. Un grazie a tutti perché sono convinta che la Vostra decisione,
qualunque sia stata, è avvenuta nel rispetto della persona cara.
Barina Marisa
Coordinatrice Infermieristica
Trapianti d’Organo e Tessuti
ULSS 17
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