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SCABBIA
CHE FARE?
La Scabbia è un’infestazione della cute provocata da un
piccolo parassita, l’acaro Sarcoptes Scabiei. Si contrae attraverso un contatto stretto con un individuo
a sua volta già infestato. Tale trasmissione avviene per contatto personale e può interessare soggetti
di qualsiasi età. Il periodo d’incubazione è relativamente lungo (2-6 settimane) e l’individuo
colpito non necessariamente manifesta
subito sintomi, pur essendo contagioso. Di fatto il primo segno d’infestazione è il pruritointenso che compare soprattutto
di notte, in varie zone
del corpo umano, in particolare mani, piedi, ascelle, addome e genitali.
Questo parassita può colpire solo l’uomo e i modi di trasmissione si
possono riassumere come segue:
1. contatto diretto con la cute della persona infestata;
2. contatto indiretto, soprattutto con tessuti (indumenti, biancheria del letto, asciugamani, fodere
di poltrone, etc.), meno frequentemente oggetti (scarpe,
spazzole, etc.) venuti precedentemente a contatto con il malato. In questo caso è più facile
assistere a piccole epidemie in ambito familiare o nelle comunità frequentate.
Lontano dall’uomo l’acaro sopravvive solo qualche giorno ed è infrequente
trovare l’acaro della scabbia sui pavimenti, sui lavandini, sui mobili o sugli oggetti privi
di rivestimento in tessuto. Gli animali domestici non hanno alcuna responsabilità, non contagiano né
possono essere contagiati. Non si tratta certo di un’infezione pericolosa
ma, allo stesso tempo, non è prevenibile in senso stretto, non esistendo vaccini né altri farmaci
preventivi. Pertanto, oggi, a tutti gli effetti, la prevenzione consiste in un attento controllo
dell’infestazione nei soggetti che sono venuti a contatto con le persone
parassitate e ovviamente nel controllo della corretta guarigione di queste
ultime.
COSA FARE DUNQUE?
Se compare il sintomo prurito è necessario sempre contattare il
proprio medico. Infatti tale sintomo è sicuramente aspecifico ma non per questo elemento da trascurare.
Successivamente potrà essere effettuata la visita specialistica necessaria e cioè quella dermatologica
al fine di chiarire definitivamente
la natura della sintomatologia pruriginosa. Qualora venga posta la diagnosi di scabbia è necessario
seguire poche ma essenziali norme igieniche:
• evitare il contatto personale fino a 24 ore dopo l’inizio del trattamento
curativo specifico;
• i capi di vestiario, effetti letterecci (lenzuola, etc.), dovranno essere
idoneamente disinfestati con le modalità classiche (lavaggio ad alte temperature comunque
superiori a 60°C, stiratura con ferro ben caldo);
• materassi e cuscini dovranno essere accuratamente avvolti in involucri di nylon per un mese
circa (periodo corrispondente al ciclo evolutivo dell’acaro);
• divani, poltrone e tessuti usati per arredamento dovranno essere accuratamente disinfestati
mediante aspirazione e successivo lavaggio;
• ovviamente il ciclo terapeutico disposto dal medico dovrà essere seguito con le modalità e per
il periodo prescritti e contemporaneamente all’esecuzione di tutte le altre norme igieniche
sopra menzionate.
Emerge che la scabbia può essere sconfitta solo se viene conosciuta in modo corretto e gestita con
scrupolo e attenzione sia sulla persona colpita che sui contatti.
I farmaci usati a scopo terapeutico hanno la loro efficacia, ma risulta fondamentale l’approccio sistemico
che comprende necessariamente
l’adozione di comportamenti adeguati al fine di bloccare la diffusione. Scabbia: cosa fare? Ora lo
sappiamo!
Alda Scorzon, Sabrina Barin
Direzione Medica dell’Ospedale
Maria Gabriella Penon,
Raffaella Bisi, Luana Belcaro
Servizio Igiene e Sanità Pubblica
ULSS 17
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