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QUEL FORMICOLIO ALLA MANO CHE SVEGLIA DI NOTTE:

LA SINDROME DEL 
TUNNEL CARPALE



CHE COS’È LA SINDROME
DEL TUNNEL CARPALE?

Si tratta di una patologia dovuta ad una compressione di
un nervo (chiamato nervo mediano) a livello del polso che determina
dolore, intorpidimento e formicolio alla mano.
Quando questo nervo passa dall’avambraccio alla mano deve passare
nel polso all’interno di una galleria stretta: il tunnel carpale.
Il pavimento di questa galleria è costituito dalle ossa del polso ed il
tetto da una banda di tessuto fibroso chiamata legamento trasverso.
All’interno vi scorrono il nervo mediano e nove tendini che collegano
l’avambraccio alla mano. La sindrome del tunnel carpale si verifica quando la pressione aumenta all’interno di questa galleria,
in genere per un rigonfiamento dei tendini che schiacciano il nervo mediano all’interno di questo spazio chiuso. Il nervo lavora
male provocando formicolio al pollice, indice, medio ed anulare soprattutto durante la notte ma anche durante alcune attività quotidiane come guidare, leggere il giornale, stirare.

È UNA PATOLOGIA FREQUENTE?
In uno studio recente condotto in una regione dell’Inghilterra, sono
stati registrati tutti i casi di sindrome del tunnel carpale diagnosticati
dal 1992 al 2001 ed è stata calcolata una incidenza media di 200 nuovi casi ogni 100.000 abitanti
all’anno. In una ULSS come la nostra ci dovremmo quindi aspettare circa 350 nuovi casi all’anno.
Questo numero penso che si avvicini molto alla nostra realtà in quanto nell’anno 2003 sono stati eseguiti nella nostra ULSS 287 interventi per sindrome del tunnel carpale; ovviamente non tutti i casi diagnosticati sono finiti in sala operatoria.
È più frequente nelle donne (2-3 volte) e compare con maggior frequenza
tra i 40 ed i 60 anni.

QUAL È LA CAUSA DELLA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE?
Nella maggior parte dei casi non vi
è una causa nota. Vi sono però alcune condizioni note che fanno
aumentare la pressione all’interno del tunnel carpale: fratture o prolungata
immobilizzazione in gesso del polso, artrosi del polso, artrite
reumatoide, lavori ripetitivi e squilibri ormonali (menopausa, diabete,
disturbi della tiroide).
La gravidanza può determinare una ritenzione di liquidi all’interno del canale causando l’insorgenza dei sintomi che però in genere scompaiono dopo il parto.

COME SI FA LA DIAGNOSI?
La diagnosi viene fatta con la raccolta dei sintomi, della storia clinica
e con la visita del paziente. Viene eseguita una elettromiografia
per confermare la diagnosi, definire la gravità della compressione
e per escludere altre sedi di compressione
 el nervo mediano (gomito, colonna cervicale).
Una radiografia del polso ed alcuni esami del sangue possono essere necessari per individuare eventuali cause note di compressione del nervo mediano come visto precedentemente.

QUAL È IL TRATTAMENTO?
Innanzitutto bisogna identificare e trattare eventuali condizioni mediche
(es. diabete) che possono favorire la comparsa della sindrome
del tunnel carpale.
Nei casi più lievi si può ricorrere all’immobilizzazione
 el polso mediante l’utilizzo di tutori che impediscano la flessione del polso; si
può inoltre ricorrere all’uso di antinfiammatori per via orale o localmente all’interno del tunnel carpale. Nei casi in cui i sintomi siano importanti o nei casi in cui non ci
sia stato un miglioramento con il trattamento conservativo si dovrà
ricorrere all’intervento chirurgico per diminuire la pressione sul nervo.
Viene eseguita un’incisione di circa 2 cm sul palmo della mano
vicino al polso e viene quindi tagliato il legamento che forma il
tetto del tunnel. In questo modola galleria perde il suo tetto, non è
più uno spazio chiuso e le strutture al suo interno possono muoversi
più liberamente.

È NECESSARIO ESSERE RICOVERATI?
L’intervento viene eseguito in dayhospital e cioè con ingresso al mattino e dimissione nel pomeriggio- sera del giorno stesso.

E DOPO L’INTERVENTO?
Dopo l’intervento viene applicata una fasciatura che verrà rimossa
nel corso delle successive medicazioni. L’attività lavorativa può in genere essere ripresa dopo due settimane. Nel frattempo è importante
muovere le dita al fine di migliorare
 a circolazione e prevenire la rigidità delle articolazioni.
I sintomi possono scomparire subito o dopo un certo periodo di
tempo (settimane o mesi). In particolare, quando la compressione è molto marcata e presente da lungo tempo, i sintomi possono migliorare molto ma non
scomparire completamente.

Gianluca Bisinella
Unità Operativa
Ortopedia – Este
ULSS 17

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