3° QUADRIMESTRE 2004 redazione@bussolasalute.com

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LA SALUTE PASSA
PER L'INTESTINO



È vero! Ci si accorge di quanto sia fondamentale il ruolo che
un’alimentazione sana ed equilibrata svolge sul proprio stato di
salute solo quando, ai primi sintomi, sentiamo venire meno quel benessere psicofisico, che sempre più frequentemente diamo per scontato. L’alimentazione, infatti, assicura all’organismo la giusta dose di principi nutritivi (proteine,
zuccheri, grassi, acqua, sali minerali e vitamine) necessaria allo svolgimento di tutte quelle funzioni compatibili con la vita stessa. Una dieta non corretta o semplicemente sbilanciata, può produrre condizioni tali che, a lungo termine, rischiano
di aggravarsi per l’insorgenza di specifiche patologie.
Tra tutti gli apparati di cui è costituito il nostro organismo, il digerente
è, certamente, uno tra i più importanti. Basti pensare che dal suo buon funzionamento dipende molto la nostra salute.
L’apparato digerente (bocca, faringe, esofago, stomaco ed intestino)
lo possiamo immaginare come un tubo cavo particolarmente lungo (l’intestino da solo può arrivare a misurare 6 metri) attraverso il quale il cibo, assunto quotidianamente, subisce modificazioni di natura chimica (processi digestivi), in grado di favorire l’utilizzo dei principi nutritivi in esso contenuti da parte dell’organismo (processi d’assorbimento). Altri “protagonisti” annessi all’apparato digerente sono le ghiandole salivari, il fegato ed il pancreas.
Le malattie a carico dell’apparato digerente sono, purtroppo, molto frequenti e, spesso, si tratta di patologie ad andamento cronico.
La loro gravità è variabile, a seconda del grado di compromissione dei processi funzionali ed organici di cui sopra (appunto digestivi ed’assorbimento). In ogni caso, è fondamentale evitare che la malattia comprometta lo stato nutrizionale dell’organismo, indotto da uno sbilanciamento, in negativo, tra nutrienti assimilati e fabbisogno alimentare. In questi casi, può capitare di non riuscire a soddisfare le esigenze nutrizionali del proprio organismo, il quale non rifornito adeguatamente con la dieta esterna, compensa il deficit adoperando le proprie risorse di deposito (grassi, proteine), per consentire il normale svolgimento delle funzioni vitali. È come dire che l’organismo inizi a “mangiare” se stesso. Alcuni esperti nel campo
nutrizionale parlano di “autocannibalismo”! Tutto questo, ovviamente, comporta un decadimento della qualità della vita, perché influisce sul decorso clinico della malattia, condizionando, se non addirittura vanificando, ogni genere di intervento terapeutico (medico, chirurgico, farmacologico) in essere o in programmazione. Un evento patologico, di qualunque origine esso sia, influenza inevitabilmente
il rapporto che ciascuno di noi ha con il cibo, vuoi perché costringe a specifiche restrizioni dietetiche sia di tipo qualitativo che di tipo quantitativo, vuoi perché la
malattia è tale da debilitare fortemente l’organismo, a tal punto da
trovarsi nell’impossibilità di alimentarsi autonomamente. In questi
casi, è buona regola clinica salvaguardare lo stato nutrizionale del paziente sottoponendolo ad un ciclo “terapeutico” di nutrizione
artificiale. Si definisce nutrizione artificiale, la somministrazione di sostanze nutritive attraverso vie alternative a quelle naturali, nel caso in cui le modalità fisiologiche di alimentazione non possano o non debbano essere attuate. Da diversi anni
la nutrizione artificiale ha acquisito pari dignità alla stregua degli interventi
terapeutici adottati tradizionalmente in ambito clinico, a tal punto da indurre gli operatori sanitari, operanti sia negli ospedali sia nel territorio, ad una maggiore attenzione verso il potenziale rischio di malnutrizione a cui va incontro
ogni paziente per effetto della propria malattia.
A questo scopo, le Aziende Sanitarie della Regione del Veneto, su proposta della Giunta Regionale, hanno identificato un nucleo di specialisti, appartenenti a varie discipline scientifiche (medici nutrizionisti, chirurghi, anestesisti, gastroenterologi, farmacisti, dietisti ed infermieri) con l’incarico di svolgere attività di consulenza specialistica in ambito nutrizionale, sia a favore dei pazienti ricoverati in
ambiente ospedaliero sia a favore dei pazienti in cura presso il proprio domicilio. Anche l’Azienda ULSS 17 ha istituito il proprio “Team Nutrizionale”, al quale è affidato un ruolo fondamentale nell’ambito della continuità assistenziale fra Ospedale e territorio, garantendo, attraverso l’adozione
di precise strategie organizzative, il monitoraggio clinico e diagnostico di ciascun paziente candidato alla nutrizione artificiale, che dall’Ospedale acceda
all’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), o viceversa. Il Team Nutrizionale, rispetto al singolo caso e in stretta collaborazione con i Distretti Socio Sanitari, interviene valutando:
• lo stato clinico generale del paziente
(patologia, stato nutrizionale,
aspettative di vita);
• il tipo di nutrizione artificiale
(parenterale e/o enterale), nonché
la relativa via di somministrazione;
• la capacità, del paziente e/o di
almeno un congiunto, a mettere in
atto le tecniche richieste in
assenza degli operatori
sanitari, nella gestione della
Nutrizione Artificiale Domiciliare
(NAD).
Successivamente organizza l’intervento:
• definendo i fabbisogni e la
composizione delle miscele nutrizionali
e di tutto il materiale
necessario alla sua realizzazione;
• addestrando ed informando
l’assistito ed i familiari alla corretta
gestione della NAD;
• attuando il monitoraggio di efficacia,
efficienza e sicurezza del
trattamento;
• valutando sistematicamente la
soddisfazione del paziente e dei
suoi familiari sull’intervento
stesso.
Il Team Nutrizionale promuove, inoltre, sottoforma di consulenza
specialistica: linee guida, protocolli, raccomandazioni e modelli operativi, presi in esame da società scientifiche, gruppi di esperti ed agenzie sanitarie, destinandole ai Medici di Medicina Generale, ai Pediatri di Libera Scelta, nonché al personale sanitario ospedaliero. La nutrizione artificiale rappresenta, a tutti gli effetti, un intervento terapeutico perché consente il mantenimento ottimale dello stato nutrizionale, dal quale dipende la capacità di un organismo a superare la malattia, in contrasto con l’effetto debilitante indotto dalla denutrizione; favorisce la rapida
guarigione di traumi, ferite, ustioni, aiuta il paziente a rientrare nella rassicurante “normalità quotidiana”, con notevoli effetti favorevoli sulla voglia di vivere, anche in presenza di malattia.

NUTRIZIONE ARTIFICIALE ENTERALE
Alimentazione attraverso vie
d’accesso fisiologiche, non invasive
o semi-invasive, all’apparato
digerente.

PARENTERALE
Alimentazione attraverso vie
d’accesso invasive al sistema circolatorio
(endovenosa).


Antonio Amato
Team Nutrizionale
ULSS 17


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