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LE ERNIE NEL
BAMBINO
È L’ERNIA INGUINALE
di frequente riscontro in età pediatrica. Si manifesta con la comparsa di una tumefazione
(rigonfiamento) a livello inguinale.
I genitori si accorgono per caso della tumefazione che tende a
scomparire e riapparire nel tempo. L’ernia compare per una predisposizione
congenita data dalla pervietà del dotto peritoneo-vaginale
ovvero dalla mancata chiusura dell’anello inguinale.
Pertanto, ogni volta che il bambino produce un aumento della
pressione addominale (tosse, pianto, etc.), l’intestino o, nelle bambine,
anche l’ovaio tendono a fuoriuscire dall’anello inguinale e rendersi visibili e palpabili a livello della
regione inguinale. Di regola non provoca dolore a meno di complicanze come lo strozzamento: l’intestino
o l’ovaio fuoriusciti nel canale inguinale non riuscendo a
rientrare nella cavità addominale vanno incontro ad una sofferenza per ridotto afflusso di sangue.
In questo caso, comunque raro, bisogna intervenire chirurgicamente senza indugio.
Poiché l’ernia non guarisce spontaneamente, una volta posta la diagnosi, l’unica terapia è la correzione
chirurgica che consiste nel
chiudere il dotto peritoneo-vaginale. Non sono efficaci altri provvedimenti
(cinti, bottoni, cerotti, etc.) che non fanno guarire dall’ernia e provocano disturbo nel bambino.
La correzione chirurgica viene eseguita in day surgery ovvero il bambino viene dimesso il giorno stesso
o, al più tardi, la mattina seguente. Non trova giustificazione il rinvio
dell’intervento a distanza di molti mesi o addirittura anni dalla
diagnosi; anzi, tanto più il bambino è piccolo maggiore, col tempo,
è la probabilità che insorgano complicanze. Nell’attesa dell’intervento, il bambino
deve svolgere le sue normali attività: non sono necessarie restrizioni di alcun tipo, né nell’alimentazione
né nel movimento. Dopo l’intervento il ritorno alle normali attività è rapido.
Nelle bambine con età minore di 3
anni, viene eseguita la chiusura del dotto peritoneo-vaginale da entrambi
i lati anche se l’ernia è visibile solo da un lato: così facendo
e prolungando l’intervento di soli 10 minuti, si evita una molto probabile
comparsa di un’ernia controlaterale, evitando un successivo secondo intervento.
L’ERNIA OMBELICALE
L’ernia ombelicale è una tumefazione (rigonfiamento) a livello della cicatrice ombelicale che compare
entro i primi mesi di vita ed è determinata dalla mancata chiusura dell’anello ombelicale.
Può raggiungere dimensioni cospicue nei primi mesi ma tende di regola a ridursi drasticamente nei
mesi successivi. Per questo motivo, e per il fatto che in genere non procura alcun disturbo al bambino,
non è mai indicato l’intervento chirurgico prima dei 5 anni di vita, qualora persistesse.
Lo strozzamento dell’ernia infatti è evenienza rarissima. Cercare di accelerare
la guarigione utilizzando monete, bottoni o cerotti è inefficace e procura solo disagi al bambino.
L’intervento chirurgico, qualora necessario, viene eseguito in regime di day surgery (il bambino
viene ricoverato e dimesso nella stessa giornata dell’intervento) e consiste nell’eseguire una piccola
incisione della pelle seguendo una piega dell’ombelico, isolare l’anello
ombelicale e chiuderlo con dei punti di sutura. La pelle viene poi chiusa in modo da rendere la cicatrice
il meno visibile possibile.
Luca Antoniello
Unità Operativa Chirurgia - Este
ULSS 17
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