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ALLERGIE:
PUNTURE
DA IMENOTTERI

Le reazioni a punture d’imenotteri sono note fin dall’epoca degli
Egizi. L’imprevedibilità della puntura d’insetto, l’incostanza nel
ripresentarsi della sintomatologia, la possibilità dell’esito fatale
hanno per lungo tempo confinato tale patologia in un’area compresa tra
le curiosità mediche e la conferma filosofica della fragilità
dell’essere umano. La ricerca scientifica applicata all’immunologia ha
permesso di poter disporre negli ultimi anni, di affidabili mezzi
diagnostici e altrettanto efficaci trattamenti terapeutici, definendo i
meccanismi di tale patologia e restituendo alla maggior parte dei soggetti
allergici una normale qualità della vita.
GLI INSETTI RESPONSABILI
I principali imenotteri presenti in Italia che possono provocare con la
loro puntura reazioni allergiche, anche gravi, sono l’ape (Apis
Mellifera), le vespe (Vespula spp e Polistes spp) e il calabrone (Vespa
Crabro). L’aggressività più marcata per la vespula è in rapporto alla
tendenza ad interagire con l’habitat umano, specie nella ricerca del
cibo; talora l’aggressività si scatena solo se questi insetti vengono
disturbati o se avvertono pericoli per il nido. Il veleno degli imenotteri
contiene una serie di proteine (allergeni), alcune delle quali peculiari
per la singola specie, capaci di sensibilizzare il soggetto con la
produzione di anticorpi specifici denominati “IgE” e di scatenare - ad
una successiva puntura - la reazione allergica.
I QUADRI CLINICI
Le manifestazioni cliniche, con-seguenti a puntura d’imenotteri, possono
dipendere dalla reazione tossica-irritante del veleno o da reazioni
immunoallergiche.
Nel primo caso si sviluppa in sede di puntura il classico gonfiore (edema)
e rossore cutaneo con lesioni inferiori a 10 cm di diametro. Tuttavia, in
caso di puntura da parte di molti insetti, le manifestazioni possono
essere anche generalizzate. Tra le reazioni allergiche, che si manifestano
anche solo dopo una sola puntura, i quadri clinici più frequenti sono
rappresentati dalle reazioni locali estese (edema maggiore di 10 cm e che
perdura per più di 24 ore) e dalle reazioni generalizzate (o sistemiche)
che possono essere drammatiche e talora fatali.
Le reazioni sistemiche presentano gradi di gravità variabile, potendo
interessare gli apparati cutaneo, gastrointestinale, respiratorio e
cardiovascolare. I gradi 3° (sintomi respiratori) e 4° (sintomi
cardiovascolari con ipotensione e shock) si associano a rischio di morte.
In genere i sintomi compaiono molto precocemente, solo pochi minuti dopo
la puntura dell’imenottero, specie nelle reazioni più gravi.

LA DIMENSIONE DEL PROBLEMA
Le reazioni allergiche alle punture d’imenotteri più frequenti sono
quelle di tipo locale esteso ed interessano circa il 20% della popolazione
generale.
Le reazioni sistemiche interessano circa il 2-3% degli adulti, mentre la
prevalenza in età pediatrica è pari a circa lo 0,4%.
I più alti valori di reazioni sistemiche si registrano negli apicoltori
(20-30%). La maggior parte delle reazioni sono di tipo lieve/moderato,
tuttavia possono verificarsi anche eventi fatali.La mortalità è bassa,
ma non trascurabile: è stata studiata accuratamente solo negli Stati
Uniti, potendosi valutare in circa 40 decessi per anno.
I dati europei, inclusa l’Italia, sono frammentari e sicuramente
sottostimati: morti intercorse improvvisamente ed inspiegabilmente nel
periodo primaverile-estivo potrebbero essere classificate in modo errato,
specie quando il decesso avviene in assenza di testimoni.
IMENOTTERI LA STORIA NATURALE DELLA MALATTIA
La storia naturale dell’allergia al veleno d’imenotteri suggerisce che
la malattia tende ad una spontanea autolimitazione e che la maggior parte
dei pazienti, dopo un’iniziale reazione sistemica, tollera successive
punture dell’imenottero responsabile. La probabilità di reagire a nuove
punture è influenzata dal tipo di reazione presentata, risultando più
elevata nelle reazioni sistemiche gravi, e dall’età del soggetto, con
una prognosi particolarmente favorevole nei bambini. I pazienti con
reazione locale tendono generalmente a mantenere questo tipo di reazione
alla ripuntura, con un basso rischio di sviluppare reazioni sistemiche:
che avvengono nel 5-10% degli adulti e nel 2% dei bambini. Dopo una
reazione sistemica il rischio di sviluppare una risposta analoga, o
peggiore, in caso di nuova puntura è compresa tra il 20% ed il 50%, con
percentuali più elevate nelle reazioni tipo 3° e 4°.
LA DIAGNOSI
La diagnosi, a cui sono strettamente correlate prognosi e trattamento, è
finalizzata ad accertare il meccanismo allergico della reazione, ad
identificare l’insetto responsabile e a definire il tipo di
manifestazioni cliniche.
Le notizie riferite dal paziente e l’eventuale documentazione sanitaria
sono indispensabili per precisare il quadro clinico; al contrario,
risultano in genere di scarsa utilità nell’identificare l’insetto
responsabile. La diagnosi della reazione è affidata ai test allergologici:
le prove cutanee effettuate con i vari veleni e la ricerca delle IgE
specifiche nel sangue circolante permettono di identificare la presenza di
anticorpi specifici contro l’imenottero colpevole delle reazioni. La
positività di questi test costituisce la sola ed unica prova della
sensibilizzazione verso il veleno di imenotteri.
LA CONSAPEVOLEZZA DELLE TERAPIE DISPONIBILI
Oggi, per i pazienti allergici al veleno d’imenotteri, sono disponibili
eccellenti possibilità di pronto intervento e, soprattutto, di
prevenzione. Ogni paziente allergico al veleno di imenotteri deve sempre
avere a disposizione un kit di farmaci da utilizzare per l’emergenza,
immediatamente dopo una puntura. Tra questi, il vero farmaco salva vita è
costituito dall’adrenalina poiché è l’unico farmaco in grado di
bloccare le reazioni anafilattiche; questa è disponibile anche con
dispositivi autoiniettanti.
Altri farmaci da usare in associazione all’adrenalina, ma non in
sostituzione di essa, hanno un’efficacia non immediata o parziale.
La prevenzione delle reazioni allergiche si basa su un trattamento
d’elevata efficacia rappresentato dalla vaccinazione o immunoterapia
specifica (ITS) con veleno purificato, che è in grado di assicurare una
completa tolleranza alle punture in oltre il 90% dei pazienti trattati e,
evento di grande importanza, le reazioni mortali nel 100% dei casi.
Attualmente le linee guida internazionali prevedono l’ammissione all’ITS
di tutti i soggetti adulti con reazione sistemica, in genere di 3° e 4°
grado, e dei bambini con reazioni rischiose per la vita; questi pazienti
per essere vaccinati devono avere i test diagnostici positivi. Un
comportamento terapeutico prudente suggerisce di continuare la
somministrazione del vaccino per tutta la vita. Da alcuni anni la Regione
del Veneto, tramite le ULSS, fornisce gratuitamente ai cittadini veneti
con reazioni anafilattiche ai veleni sia i vaccini sia l’adrenalina
autoiniettante. L’Unità Operativa di Allergologia, oltre ad essere il
centro di riferimento aziendale per la distribuzione dell’adrenalina
autoiniettante, è impegnata - da oltre 10 anni - nel campo della diagnosi
e del trattamento delle allergopatie da imenotteri. I pazienti in
trattamento con ITS sono circa 100. Nessuno di questi ha accusato, in caso
di ripuntura, reazioni cliniche rilevanti.
Mario Zanforlin
Eugenio Busato
Unità Operativa di Allergologia
ULSS 17
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