1° QUADRIMESTRE 2005 redazione@bussolasalute.com

EDITORIALE
INSERTO SPECIALE
Anche i vetri si rompono
PIANETA RAGAZZI

Occhio alla vista

Anche i bambini hanno naso

I testicoli dei bambini

Mamma ho fatto un brutto sogno

Convulsioni febbrili

PIANETA ADULTI

Una casa nella comunità

Un benvenuto ai volontari del servizio civile

Allergie: punture da imenotteri

Malattie croniche intestinali

Fumatori approfittatene

Come muoversi nella vita di ogni giorno

Mal di gola

Vita indipendente

Da famiglia a famiglia

PIANETA ANZIANI

Alzheimer

BREVI

Notizie in breve

 

NUMERI UTILI

 

torna indietro

 

 

torna indietro

E 2003

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

torna indietro

                      

 ANCHE I VETRI SI ROMPONO



L’abitazione della famiglia moderna sempre di più assomiglia ad una sorta di piccola azienda, dove i rischi “professionali” sono sempre più numerosi: intossicazioni da ossido di carbonio, da acidi; sensibilizzazioni da prodotti detergenti, scosse elettriche, cadute, ferite, ustioni, ecc.; si utilizzano strumenti e attrezzi vari nel “Fai da Te”, ci sono telefonini, computer e stampanti; oltre alle casalinghe vi lavorano, per esempio, le colf e gli addetti alla cura ed assistenza delle persone.
Più volte è stato ricordato anche in questa rivista che, in Italia, negli ambienti domestici, succedono ogni anno circa 3 milioni di incidenti di cui circa 8.500 mortali. Si stimano in 70.000 gli incidenti domestici provocati dalla rottura di porte vetrate, specchi e superfici vetrate in genere.
I vetri si rompono nelle abitazioni, come negli altri luoghi di vita e di lavoro, per vari motivi prevalentemente riconducibili ad azioni violente - quasi sempre involontarie - sulle lastre.
Tra queste azioni ritroviamo:
• urto con parti del corpo contro la superficie vetrata;
• urto violento con oggetti lanciati (pallone, gio-cattoli, piccoli utensili, ecc.);
• urto con mobili o altri elementi mossi o spostati;
• urto contro porta a vetri per mancata segnalazione/evidenziazione;
• elevata pressione durante la pulizia.
Quando un’azione violenta sulla lastra determina la sua rottura, può accadere che si verifichino:
• Danni a persone, animali o cose. Le lesioni più frequenti nelle persone sono le ferite da taglio, a volte superficiali, più spesso profonde, con frequente interessamento di tendini e vasi sanguigni. Le mani sono le parti del corpo più interessate.
A volte schegge sottili, proiettate con forza, possono penetrare in profondità provocando lesioni anche in organi interni del torace e/o dell’addome.
È facile inoltre tagliarsi nel tentativo di raccogliere i vetri rotti: mai farlo direttamente con le mani; utilizzare sempre strumenti appropriati (scopa, paletta, aspiratore per le schegge), raccoglierli poi in un contenitore rigido e resistente (di latta, legno, plastica dura).
• Caduta nel vuoto: quando la lastra funge da parapetto o è quella di una finestra o portafinestra; in questo caso, oltre alle possibili ferite da taglio, ci sono i danni dovuti alla caduta dall’alto, con fratture, politraumatismi e/o morte.
Frequenti sono gli incidenti notturni per rotture di vetri conseguenti all’abitudine di girare per la casa al buio e/o assonnati.
È pertanto di fondamentale importanza scegliere e/o chiedere l’installazione di “lastre” che abbiano i requisiti di sicurezza per l’uso che le stesse devono svolgere (finestra, parapetto, porta, ecc.).
La norma di riferimento attuale è la UNI 7697-2002 dal titolo “Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie”.
Detta norma dell’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) costituisce una guida alla scelta dei prodotti vetrari avendo come obiettivo la sicurezza dell’utenza.
Esistono vari tipi di vetri, quelli più utilizzati in edilizia sono:
a) Vetri temprati: sono trattati - anche con raffreddamento brusco della massa semifusa - in modo da indurre negli strati superficiali tensioni permanenti di compressione. In caso di rottura si sbriciolano senza formazione di schegge. Sono considerati vetri di sicurezza.
b) Vetri stratificati: sono formati da due o più lastre di vetro piano con intercalati uno o più strati in materiale plastico incollati fra di loro per l’intera superficie. In caso di rottura i frammenti di vetro anche di grandi dimensioni, rimangono attaccati agli strati di materia plastica interposta. Sono considerati vetri di sicurezza.
c) Vetri armati: sono lastre di vetro con all’interno una rete metallica che trattiene i frammenti di vetro in caso di rottura. Sono considerati vetri di sicurezza.
d) Vetri uniti al perimetro (vetro camera): sono pannelli preformati da due o più lastre di vetro unite al perimetro, così da creare una o più intercapedini che contengono aria o gas disidratati.
Nel caso siano composti da lastre di vetro stratificato sono considerati vetri di sicurezza.
Quando usare un vetro piuttosto che un altro, in funzione del luogo di installazione, è una decisione importante che, nei nuovi fabbricati, spetta al progettista dell’immobile, in accordo con il committente.
Negli edifici esistenti la scelta dovrebbe essere indirizzata dai costruttori di serramenti.
Alla base della scelta dovrebbe stare questo ragionamento: le caratteristiche e i requisiti di sicurezza delle lastre devono essere rapportati alla funzione che le stesse devono avere ed essere tali da garantire la sicurezza delle persone che usufruiscono di quella struttura, di quei locali, di quell’impianto (es. in una palestra tutti i vetri devono essere di sicurezza perchè tutti possono essere colpiti da una pallonata).
La norma UNI sopracitata è una norma tecnica volontaria; la sua applicazione, al di là delle considerazioni già fatte, è comunque indispensabile al fine di affermare la sicurezza della superficie vetrata installata.
Altro discorso, deve essere fatto per ambienti pubblici e per i luoghi di lavoro, poiché sia nel primo che nel secondo caso, la norma UNI si “concatena” con il D.Lgs. 626/94 che, nel caso di utilizzo di superfici vetrate, prevede che le stesse siano opportunamente evidenziate e che, fino all’altezza di 1 metro da terra, siano costruite con materiali di sicurezza.
Quindi, riassumendo, in caso di nuova costruzione e/o di ristrutturazione, o più semplicemente nei casi in cui vi sia la necessità/volontà di sostituire le vecchie vetrazioni, deve essere richiesta l’installazione di vetri che rispondano alle norme UNI 7697-2002.

COME METTERE IN SICUREZZA SUPERFICI VETRATE SENZA RICORRERE ALLA LORO SOSTITUZIONE.
In presenza di vetri di qualsiasi genere (portefinestre, porte, specchiere, vetrinette, ecc.) che possano
rappresentare un serio pericolo in caso di rottura, sarebbe opportuno valutare di sostituirli con altri di sicurezza. Quando questa operazione dovesse risultare troppo costosa o, più semplicemente, problematica per motivi di ordine tecnico (il maggiore peso della vetrata di sicurezza potrebbe non essere supportato dal telaio, oppure il maggiore spessore potrebbe non consentirne l’installazione sul vecchio telaio, ecc.) sono oggi presenti in commercio speciali pellicole adesive che, se correttamente applicate (a volte è necessario l’intervento di personale specializzato), conferiscono alle vetrate garanzie di sicurezza in caso di rottura; in sostanza, il vetro si rompe ma non provoca il distaccamento e la caduta/proiezione dei pericolosis-simi frammenti taglienti. La pellicola è un sottilissimo film in poliestere di spessore variabile da 0,025 a 0,35 millimetri composto da diversi strati incollati tra di loro con un uniforme strato di adesivo. I vari strati, di numero variabile a seconda delle tipologie (generalmente da 1 a 3), contengono sostanze che possono contenere coloranti e/o essere trattati superficialmente al fine di conferire all’insieme le desiderate proprietà meccaniche, termiche ed ottiche.
La pellicola deve essere installata sulla superficie interna della lastra, che deve essere perfettamente liscia.
La ditta esecutrice dell’intervento deve rilasciare apposita dichiarazione sulla tipologia di prodotto installato e sulle garanzie meccaniche fornite al vetro.

SPECCHI
Gli specchi usati nelle case e destinati anche a scopi decorativi sono vetri più o meno lavorati, trattati su una superficie con prodotti che formano una pellicola riflettente; pertanto, al di là dell’antica credenza che rompere uno specchio porti male, una loro accidentale rottura può essere causa di lesioni come quelle descritte sopra.
La messa in sicurezza di una superficie a specchio - ove non fosse possibile l’applicazione della pellicola nella parte posteriore - consiste nell’ancoraggio dello specchio alla parete muraria, all’anta in legno o in plastica, ecc., mediante incollaggio dell’intera superficie con apposito mastice ad alta presa; in questo caso, un eventuale urto violento produrrà la rottura ed eventualmente la classica “ragnatela”, senza il distacco di schegge e frammenti taglienti.

LA PULIZIA DELLE SUPERFICI VETRATE
La pulizia delle vetrate e, soprattutto, delle finestre è un’operazione sempre rischiosa che può comportare, in caso di rottura del vetro, l’esposizione a rischi di natura infortunistica che vanno dal taglio alla caduta nel vuoto.
Nel caso in cui i vetri non siano di sicurezza, per non gravare con la pressione della mano e del corpo sulla loro superficie, si deve assumere una posizione eretta e sicura; non sono quindi da utilizzare sedie, sgabelli, o altri mobili poco sicuri per la salita. Inoltre, non si devono indossare pantofole o ciabatte (meglio, eventualmente, a piedi nudi). La pulizia di una finestra con vetro di sicurezza non deve far pensare ad una sicurezza assoluta poiché durante la pulizia del vetro esterno, quindi con serramento aperto, c’è il pericolo di caduta nel vuoto, all’esterno del balcone. Nei casi difficili, dove si avverte un pericolo elevato, si devono utilizzare le apposite scope con manico allungabile dotate di specifici accessori.
COMPORTAMENTO DA EVITARE!
Utilizzare apposite scope con manico allungabile.


Esempi applicativi dei vetri di sicurezza (tratti dal prospetto 1, punto 8.2 delle norme UNI 7697-2002)

SERRAMENTI VETRATI
(PORTE E FINESTRE)
• Quando il lato inferiore della lastra è a meno di 100 cm dal pavimento, il vetro deve essere temprato o stratificato.
• Quando il serramento vetrato, in posizione aperta, è sporgente verso l’esterno del fabbricato, il vetro deve essere temprato o stratificato o armato.

VETRINETTE INTERNE
• Vetrinette interne con la base delle lastre a meno di 100 cm dal piano di calpestio con superficie vetrata minore di 6 metri quadrati devono avere i vetri temprati o stratificati. Qualora la superficie vetrata misuri più di 6 metri quadrati i vetri devono essere stratificati.

PARAPETTI BALAUSTRE
• Lastre di vetro di parapetti, balaustre, partizioni interne, paratie, ecc., devono essere del tipo stratificato.

CABINE DOCCIA
• Le cabine doccia, quando realizzate con ante a vetro, devono essere costituite da lastre temprate o stratificate.

LUOGHI PUBBLICI ED APERTI AL PUBBLICO
• Negli asili, scuole di ogni ordine e grado e, in genere negli ospedali, tutti i vetri, indipendentemente dall’altezza, devono essere stratificati.
• Le superfici vetrate maggiori di 6 metri quadrati installate nei luoghi aperti al pubblico, indipendentemente dall’altezza del lato inferiore, devono essere stratificate.
• Negli ambienti aperti al pubblico adibiti ad attività ricreative o sportive e/o frequentati da giovani, i vetri devono essere stratificati, indipendentemente dall’altezza.




Doriano Magosso
Valter Zampieri
Stefano Ziscardi
Servizio di Prevenzione
Igiene e Sicurezza negli
Ambienti di Lavoro (SPISAL)
Dipartimento di Prevenzione
ULSS 17


 



 

  ricerca nel sito
Associazioni
Farmacie
Farmacie di turno

Numeri utili
Territorio dell' ULSS 17


INFO FARMACI

CONCORSI E AVVISI

GARE E APPALTI

regolamento di pubblica tutela
ALLEGATO 1

Archivio
News
Chi scrive
Link
L'angolo della posta
La redazione
INFORMAZIONI ULSS 17

AREA RISERVATA AI DIPENDENTI

PROGETTI DI RICERCA