1° QUADRIMESTRE 2005 redazione@bussolasalute.com

EDITORIALE
INSERTO SPECIALE
Anche i vetri si rompono
PIANETA RAGAZZI

Occhio alla vista

Anche i bambini hanno naso

I testicoli dei bambini

Mamma ho fatto un brutto sogno

Convulsioni febbrili

PIANETA ADULTI

Una casa nella comunità

Un benvenuto ai volontari del servizio civile

Allergie: punture da imenotteri

Malattie croniche intestinali

Fumatori approfittatene

Come muoversi nella vita di ogni giorno

Mal di gola

Vita indipendente

Da famiglia a famiglia

PIANETA ANZIANI

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CONVULSIONI FEBBRILI





La convulsione febbrile semplice è dovuta all’improvviso aumento della temperatura corporea (puntata febbrile dai 38,5 °C in su). La convulsione febbrile costituisce il disturbo neurologico più frequente nell’infanzia: circa il 3% dei bambini (sino al 5% secondo altre casistiche). Generalmente ne sono colpiti i bambini fra i 6 mesi e i 5 anni. Successivamente ai 5 anni il rischio di convulsione si riduce poiché il cervello è più resistente alle improvvise puntate febbrili.
La convulsione febbrile si presenta per lo più all’inizio della febbre e nelle prime 48 ore.
In genere vi è perdita di coscienza, ipotonia (corpo afflosciato per mancanza di tono muscolare), occhi rivolti in alto o di lato, successivamente si può osservare un aumento del tono muscolare (il corpo sembra irrigidirsi) accompagnato da scosse dei muscoli della faccia, delle braccia e delle gambe. Non fatevi prendere dal panico, le convulsioni febbrili tendono a risolversi da sole entro qualche minuto lasciando il bambino assopito. In corso di crisi convulsiva, il bambino va posto su di un fianco, non va stimolato scuotendolo, gli si può somministrare un farmaco specifico per via rettale se sono state acquisite informazioni a tal proposito (ad esempio, dopo una prima crisi convulsiva). Va trattata la febbre.
Non lasciatevi prendere dal panico, soprattutto nel momento in cui correte in automobile all’ospedale. Una crisi convulsiva febbrile semplice non comporta mai una morte improvvisa. La prevenzione può essere fatta mantenendo bassa la temperatura, ma questo spesso non è possibile perché la convulsione febbrile compare prima che ci si accorga della febbre.
In caso di febbre tenere il bambino spogliato in ambiente relativamente caldo. Le spugnature con acqua fredda non servono e, comunque, sono sgradite al bambino. Si può ridurre la temperatura corporea avvolgendo completamente un bambino nudo con un asciugamano bagnato con acqua alla stessa temperatura del corpo (circa 39 °C). Il ghiaccio posto sul capo avrebbe lo scopo teorico di abbassare la temperatura del capo, ma è più un fastidio che un efficace metodo.
I farmaci di prima scelta per la febbre sono: il paracetamolo (presente in gocce, sciroppo e supposte) e l’ibuprofene (presente in sciroppo).
Discutete le dosi con il vostro pediatra perché i foglietti illustrativi del paracetamolo sottostimano le dosi per le età più alte di ogni fascia d’età descritta.
Dopo la prima convulsione febbrile vi è una probabilità su tre di che se ne presenti un’altra. La convulsione febbrile non predispone all’epilessia anche se la febbre può scatenare più facilmente una convulsione in un bambino già epilettico.
In genere non è necessario eseguire un elettroencefalogramma (EEG) dopo la prima o una seconda crisi convulsiva febbrile semplice. È opportuno eseguire un EEG se la crisi dura oltre i 15 minuti, se vi è familiarità per epilessia, se sono presenti altri fattori di rischio di epilessia o se la febbre è assente o bassa.

Flavio Rossetti
Direttore
Dipartimento
Materno Infantile
ULSS 17