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OCCHIO ALLA VISTA!
Marco è un bel bambino di 5 anni che circa 6 mesi fa ha eseguito la sua prima visita oculistica. Durante la visita si scopre una grande differenza visiva tra i due occhi; con l’occhio destro Marco vede perfettamente bene, ovvero 10/10, mentre con l’occhio sinistro non vede oltre la prima riga, ovvero 1/10, ed è leggermente strabico. Si completa la visita con la prescrizione di un paio di occhiali, che non risultano tuttavia sufficienti a fargli recuperare l’intera capacità visiva, richiedendo pertanto la collaborazione dell’ortottista per un’idonea rieducazione visiva. Ed è proprio l’ortottista che, con l’occlusione dell’occhio migliore e facendogli eseguire esercizi appropriati, riesce a far recuperare il visus mancante.
Risultati: ora Marco ha raggiunto 10/10 nell’occhio di sinistra, un ottimo recupero che gli consente una buona collaborazione tra i due occhi, in grado di correggere anche il piccolo strabismo.
La visione si sviluppa gradualmen-te durante i primi 5 anni di vita.
Scopo fondamentale della prevenzione delle anomalie in età infantile è quello di diagnosticare e rimuovere precocemente qualsiasi impedimento al normale sviluppo che si instauri durante il cosiddetto “periodo critico“, che è quel lasso di tempo in cui il sistema visivo è sensibile a tutti gli influssi senso-riali provenienti dal mondo ester-no che circondano il bimbo e che si esaurisce entro il primo anno di età. Nella nostra ULSS presso il reparto di Oculistica a Monselice, è stato istituito alcuni anni fa l’ambulatorio oculistico pediatrico dove hanno accesso bambini di età compresa tra 0 e 6 anni.
L’anomalia di riscontro più fre-quente è l’ambliopia che consiste in una riduzione dell’acuità visiva, di solito monolaterale, causata da un ostacolo al normale sviluppo sensoriale insorto durante il perio-do critico ma suscettibile di recu-pero parziale o totale mediante un tempestivo e idoneo trattamento riabilitativo. Lo scopo della visita non è solo quello di identificare la presenza dell’ambliopia, ma quello di individuarne le possibili cause per definirne un trattamento adeguato. Già nei primi giorni di vita è importante valutare possibili anomalie congenite. Dopo i 6 mesi di vita le incoordinazioni motorie dei due occhi possono considerarsi patologiche, pertanto, è necessario un controllo oculistico se lo strabismo persiste oltre questa età.
Dopo i 3 anni sarà possibile otte-nere dal bimbo una collaborazio-ne attiva per valutare la sua vista.
Al sesto anno, l’unico in cui viene tradizionalmente effettuata una visita di routine, rimarranno da i-dentificare solo possibili patologie acquisite, tra cui l’incipiente comparsa di una miopia, unico dei vizi di refrazione che per la sua storia naturale possa non essere stato presente in occasione dei precedenti controlli.
I test utilizzati nelle varie fasi della visita sono i seguenti:
• Esame del riflesso rosso del fondo: normalmente vi è un riflesso rosso che è uniforme su tutto l’ambito pupillare come risposta allo stimolo luminoso. Se il riflesso è anomalo, cioè assente del tutto o in parte, siamo di fronte ad una opacità che impedisce la trasmissione della luce, in questi casi ci possiamo trovare di fronte ad una cataratta o ad opacità corneale per il segmento anteriore. Se il riflesso è biancastro (leucocoria) si può trattare di un retinoblastoma, (tumore maligno), di un distacco di retina, oppure di altre patologie congenite o acquisite.
• Esame dei riflessi speculari della cornea: se il riflesso della sorgente luminosa è simmetrico nei due occhi, ci troveremo di fronte ad una probabile ortoforia e quindi normalità, se invece, il riflesso si trova centrato in un occhio e nell’altro in posizione eccentrica, ci troveremo probabilmente di fronte ad uno strabismo e, quindi, ad una possibile patologia sensorio-motoria che, se non curata, potrà portare ad una ambliopia.
• Esame della stereopsi dove si possono utilizzare vari test: il più semplice è il test di Lang, vengono presentate della figure di animali o cose che nel bimbo con una vista normale sono percepite in rilievo, ed è portato ad afferrarle con la mano. Nei bambini che presentano una differenza di diottrie (anisometropia) fra un occhio e l’altro maggiore di 2 diottrie o un visus con una differenza maggiore di 3/10, il test non viene percepito e pertanto il bimbo avrà un comportamento indifferente di fronte al test.
• Esame del visus: i bambini di età superiore ai due anni sono in grado di riconoscere e denominare delle figurine semplici come “albero, casa, pesce,…” che sono proiettate in un tabellone illuminato. Un ulteriore modo per determinare il visus avviene con l’indicazione, da parte del bambino, con la mano, della direzione della lettera “E” verso l’alto, basso, destra e sinistra.
Nei bimbi di alcuni mesi questo non si può fare, quindi solo con particolari esami strumentali, effettuati dopo dilatazione della pupilla si possono evidenziare difetti di vista.
• Esame della motilità oculare permette di controllare la coordinazione della muscolatura oculare e quindi l’allineamento degli assi visivi che avviene nei primi sei mesi di vita, se è alterata siamo in presenza di “strabismo”.
• Esame del fundus: con la dilatazione della pupilla si controlla il nervo ottico, la retina. Pertanto è importante la visita oculistica entro il primo anno di vita se il bambino non presenta disturbi particolari; entro i primi mesi se siamo in presenza di strabismo manifesto o anomalie importanti che possano far sospettare la presenza di patologie a carico della retina e del cristallino.
Di supporto all’attività dell’Ambulatorio Pediatrico Oulistico c’é il servizio di Ortottica con due ortottiste che lavorano sia ad Este che Monselice.
L’Ortottista - Assistente di Oftal-mologia riceve una formazione universitaria ed è il professionista sanitario che lavora in campo oftalmologico ed è specializzato nella prevenzione, valutazione e riabilitazione ortottica dei disturbi visivi, e nell’esecuzione degli esami strumentali oculistici.
Sono di sua competenza la valutazione e la riabilitazione dello stra-bismo, a qualsiasi età, e dell’ambliopia = occhio pigro .
Il suo contributo è fondamentale nella rieducazione del paziente ipovedente. Si occupa di prevenzione visiva in età infantile, prescolare e scolare, con l’esecuzione di screening nelle scuole materne ed elementari, presso i consultori pediatrici, nei reparti di neonatologia e pediatria. Partecipa alla prevenzione dell’astenopia, o sindrome da affaticamento visivo, che può colpire chi lavora al videoterminale, procedendo ad un esame “degli occhi e della vista” mirato ed articolato in una serie di test che permettono di inquadrare la performance oculare del soggetto adibito a compiti lavorativi che richiedono un impegno visivo statico, ravvicinato e protratto.
Nel tempo e con l’esperienza accumulata dall’ormai importante numero di bambini visitati (oltre 1.500) siamo certi che la prevenzione in età prescolare è di fondamentale importanza per lo sviluppo corretto della vista e comunque per il recupero completo di deficit visivi che possono precludere determinate attività professionali dell’adulto.
Per ogni eventuale informazione telefonare allo 0429.788.393 di Monselice oppure allo 0429.618.392 di
Este.
Giovanni Lo Presti
Direttore
Gianna Bottin
Ambulatorio Pediatrico
Oculistico
Barbara Alibardi
Liviana Trentini
Ortottiste-Assistenti
di Oftalmologia
Unità Operativa Oculistica
ULSS 17
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