1° QUADRIMESTRE 2005 redazione@bussolasalute.com

EDITORIALE
INSERTO SPECIALE
Anche i vetri si rompono
PIANETA RAGAZZI

Occhio alla vista

Anche i bambini hanno naso

I testicoli dei bambini

Mamma ho fatto un brutto sogno

Convulsioni febbrili

PIANETA ADULTI

Una casa nella comunità

Un benvenuto ai volontari del servizio civile

Allergie: punture da imenotteri

Malattie croniche intestinali

Fumatori approfittatene

Come muoversi nella vita di ogni giorno

Mal di gola

Vita indipendente

Da famiglia a famiglia

PIANETA ANZIANI

Alzheimer

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MAMMA HO FATTO UN BRUTTO SOGNO !





In età prescolare (3-5 anni) alcuni bambini presentano, di solito per un breve periodo, episodi di paura notturna.
L’orario più tipico è tra mezzanotte e le prime ore successive.
Il bambino urla come fosse in preda ad un incubo, appare spaventato, può avere pupille dilatate, tachicardia, respirazione forzata; non parla o parla in modo non comprensibile; si agita e non è cosciente della presenza dei genitori o dell’ambiente circostante.
Nel giro di alcuni minuti, massimo 10, il bambino, consolato e coccolato dai genitori, si calma e si riaddormenta senza conservare il ricordo dell’accaduto, senza doverlo svegliare per forza.
Dopo averlo rasserenato, è bene farlo coricare di nuovo, spegnendo la luce centrale e, magari, lasciando accesa la piccola luce del comodino.
Talvolta, a quell’ora, il bambino ha bisogno di fare la pipì.
Al risveglio, la mattina successiva, non è opportuno affrontare l’argomento riferendogli ciò che è successo o facendogli domande sull’accaduto.
Non vi è un trattamento specifico per prevenire altri episodi: è consigliabile evitare tutto ciò che potrebbe favorirli, come guardare film che possono spaventarlo o minacciarlo con frasi del tipo “se continui così me ne vado e non torno più”.
Una piccola percentuale di bambini che presentano queste crisi di pavor nocturnus, può presentare anche episodi di sonnambulismo. Se gli episodi sono occasionali non devono destare preoccupazione.
Se si ripetono ogni notte per un certo periodo di tempo, questi incubi notturni possono essere considerati spia di un disagio psi-cologico; potrebbero essere in relazione con la nascita di un fratellino, con la ripresa del lavoro della mamma, con l’inizio della scuola materna o con qualche altra situazione di separazione o cambiamento importante.
Pertanto, si deve agire su questo versante ed, eventualmente, chiedere consigli o aiuto al vostro pediatra che saprà, se necessario, indirizzarvi ai soccorsi specifici che trattano problematiche psico-comportamentali dell’infanzia.

Flavio Rossetti
Direttore
Dipartimento
Materno Infantile
ULSS 17