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ETICHETTATURA
DEGLI ALIMENTI
DI ORIGINE ANIMALE:
SIGNIFICATO E IMPORTANZA
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Ogni volta che si acquista un prodotto è bene conoscere le indicazioni che sono riportate sull’etichetta. Le informazioni più importanti e che per prime coinvolgono l’acquirente, riguardano la data di scadenza, la tipologia del prodotto, le modalità di conservazione ed eventuali conservanti utilizzati.
L’obiettivo dell’etichettatura è quello di dare la massima trasparenza alle caratteristiche dei prodotti di origine animale come: carne, pesce, uova, latte, miele e tutti i loro derivati.
Lo scopo primario delle leggi emanate in tutti questi anni è la tutela della salute, garantendo la genuinità e tipicità del prodotto, nonché l’informazione ai consumatori.
L’etichetta serve a migliorare il rapporto di fiducia tra aziende produttrici e consumatori, consentendo a questi ultimi di compiere scelte consapevoli sui prodotti alimentari posti in vendita. L’etichettatura informa e garantisce gli acquirenti, rende responsabile il produttore di quanto dichiara in etichetta e crea un vincolo, nonchè una opportunità economica, per chi produce alimenti di qualità, tanto richiesti dai consumatori.
Per quanto riguarda il delicato settore della carne bovina, a seguito della crisi del mercato provocata dalla BSE, meglio conosciuta come “mucca pazza”, si è reso indispensabile assicurare una completa informazione che si può efficacemente sintetizzare con lo slogan: “Dai campi... alla tavola”.
Pertanto l’etichettatura della carne bovina è stata regolata, in maniera chiara e trasparente, da specifici regolamenti europei che disciplinano la materia.
In sintesi il vitello, fin dalla nascita, è identificato con un numero stampato su quattro marche auricolari applicate, in coppia, alle orecchie. Questo numero è riportato su un “passaporto” in cui è segnata la data di nascita, la nazionalità ed eventuali spostamenti ad altre aziende agricole.
Tale documento accompagnerà l’animale dalla nascita alla macellazione. Al momento dell’abbattimento, il numero che ha contraddistinto l’animale in vita, verrà richiamato sull’etichetta apposta sulle carni.
Dal 1 gennaio 2002 nelle macellerie, nei supermercati, negli spacci, le carni bovine devono essere esposte
contraddistinte da una particolare etichetta.

Ecco, nell’illustrazione qui sopra, un esempio pratico.
Nel caso di vitelloni, maschi o femmine, di età inferiore ai 12 mesi, sull’etichetta si noterà inoltre una linea blu: per tali animali non è prevista la rimozione della colonna vertebrale e quindi ci permettono il consumo delle famose costate!
Oltre ai dati obbligatori, talvolta, potranno comparire delle informazioni facoltative che conferiranno, secondo le intenzioni delle aziende, un valore aggiunto al prodotto. Esse sono: l’azienda di provenienza, la data di nascita dell’animale, la data di macellazione, il tipo di razza, ecc.
OCCHIO ALL’ETICHETTA DI TUTTI I PRODOTTI ALIMENTARI
L’etichetta è obbligatoria nei prodotti preconfezionati, perché deve fornire alcune indicazioni al consumatore.
La prima cosa da considerare è la “Denominazione di vendita” ovvero il nome del prodotto, consacrato da usi e costumi, proprio per essere certi di comperare il prodotto desiderato. Indicazioni fuorvianti, che evocano qualcosa di simile, sono sempre possibili e qualcuno gioca proprio su questi equivoci: il formaggio “parmesan”, che non ha niente a che fare con il formaggio “parmigiano”. Nella denominazione devono essere presenti tutte quelle indicazioni che danno un certo grado di chiarezza, ad esempio se compero il pesce, voglio sapere se è stato allevato o pescato, l’origine o la zona di cattura, se è fresco, congelato o decongelato.
Ma come faccio a sapere se un prodotto alimentare è proprio fresco quando nell’etichetta manca la data di produzione?
La norma prevede sempre che sia il produttore a dichiarare fino a quando l’alimento può essere venduto,
con le caratteristiche del suo prodotto. Negli alimenti altamente deperibili (latte, carne, prodotti della pesca), ci deve essere la data di scadenza (da consumarsi entro il…), nei prodotti stagionati è sufficiente
un termine minimo di conservazione (da consumarsi preferibilmente entro il…). Tutti i prodotti non possono essere comunque venduti oltre tali indicazioni.
Come fa il consumatore a conoscere di che cosa è composto un prodotto?
Un aiuto importante lo troviamo dall’elenco degli ingredienti: non sempre è scritta la percentuale delle sostanze presenti, ma è obbligatorio che sia riportato l’elenco completo degli ingredienti, in ordine decrescente, rispetto alla quantità.
Il produttore, in relazione ai sistemi di trasformazione che lui stesso ha attuato, deve indicare nell’etichetta anche la modalità di conservazione, ovvero come dobbiamo comportarci dopo aver acquistato il prodotto; ad esempio:
se deve essere tenuto al riparo della luce, al fresco, in frigorifero a 0°C + 4°C (la carne, il latte, le uova
ecc.) – 18° C (il congelato).
Un ultimo consiglio: se un prodotto alimentare è stato conservato a temperatura di frigorifero (0°C + 4°C) nel luogo di vendita, evitiamo di congelarlo con i nostri sistemi domestici poiché andremmo ad alterare le caratteristiche organolettiche
del prodotto in quanto il sistema di congelamento domestico
è troppo lento e rovinerebbe la struttura delle cellule.
Nicola De Paoli
Virio Gemignani
Francesca Pasetti
Gabriella Zanirato
Servizio Veterinario Area B
Dipartimento Prevenzione
ULSS 17
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