2° QUADRIMESTRE 2005 redazione@bussolasalute.com

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ANZIANI 
E CADUTE




Le cadute negli anziani rappresentano un problema di rilevanza non solo sanitaria ma acquistano, per i frequenti esiti invalidanti, una valenza socio-economica spesso sottostimata per la scarsità dei dati statistici riferibili alla nostra realtà o limitati alla casistica di anziani degenti in Case di Riposo o in Ospedale. Sono invece scarse e statisticamente poco significative le informazioni relative a cadute che si verificano nella popolazione anziana che vive a domicilio. Un dato certo è che la probabilità di cadute aumenta con l’età con un significativo picco fra gli 80 e i 90 anni (vedi tabella 1).

Tabella 1: Percentuale di pazienti che presentano cadute.


Le cadute possono essere causa di morte per le complicazioni ad esse associate e che comportano frequentemente disabilità con le ovvie implicazioni sui bisogni assistenziali.
Non c’é un momento specifico della giornata o dell’anno associata alle cadute; nella maggior parte dei casi si verificano durante lo svolgimento delle normali attività. Gli ambienti dove sembrano più frequenti sono il bagno, la camera da letto, la cucina e, nel 10% circa dei casi, le scale (prevalentemente in fase di discesa). All’aperto le cause più frequenti sono i marciapiedi e i gradini.
Nell’anziano le cadute non riconoscono una causa specifica ma sono il risultato dell’interazione di più situazioni alcune delle quali correggibili. È quindi importante conoscere i meccanismi che stanno alla base del fenomeno per poter attuare tutte le misure necessarie ad una efficace prevenzione.

CAUSE DI CADUTA
Le cause di caduta nell’anziano sono molteplici e sono spesso direttamente
correlate al processo fisiologico di invecchiamento, che comporta riduzione della massa e della forza muscolare, incertezza nell’andatura e nell’equilibrio, riduzione
della vista e dell’udito.
Esistono però altre situazioni, altrettanto importanti e condizionate
da malattie specifiche, che determinano elevato rischio di caduta:
• i disturbi circolatori cerebrali che spesso si manifestano con vertigine;
• il diabete che nella sua evoluzione
si complica spesso con alterazioni sensitive specie agli arti inferiori con conseguente difficoltà alla deambulazione;
• l’ipotensione ortostatica (calo di pressione nei cambi di posizione)
che a sua volta determina alterazione dell’equilibrio;
• l’artrosi che rende incerta e difficoltosa la deambulazione, particolarmente pericolosa se associata ad osteoporosi data la fragilità ossea che quest’ultima determina;
• la cataratta e il glaucoma che limitano ulteriormente le capacità
visive già fisiologicamente limitate;
• il morbo di Parkinson con la tipica rigidità e le limitazioni motorie;
• le demenze con la riduzione della capacità di giudizio e quindi della valutazione del pericolo, la distrazione e la confusione che le caratterizza;
• le patologie genito-urinarie (prostata, cistiti, ecc.) che spesso determinano necessità di alzarsi di notte per raggiungere rapidamente il bagno facilitando le cadute.
Non va sottovalutato il ruolo dei farmaci. L’anziano, spesso afflitto da patologie multiple, assume più farmaci contemporaneamente. Il rischio di cadere aumenta con l’aumentare del numero di farmaci prescritti. I farmaci usati per l’insonnia,
gli antidepressivi e gli analgesici possono determinare una riduzione complessiva dell’attenzione e della vigilanza provocando
cadute. Gli antiipertensivi, gli antiaritmici e i diuretici possono determinare una riduzione del flusso di sangue al cervello causando vertigini e caduta.
Infine va posta particolare attenzione ai fattori ambientali che sembrano incidere in maniera sensibile sulle cadute (nel 50% circa) anche perché suscettibili di intervento
con conseguente riduzione complessiva del rischio:
• l’illuminazione diretta negli ambienti, con rischio di abbaglio;
• luce insufficiente o non uniformemente distribuita;
• gli interruttori della luce poco accessibili;
• i tappeti che risultano di intralcio negli spostamenti;
• sedie con schienale basso e prive di braccioli che rendono problematici
i cambi di posizione;
• la disposizione dei mobili spesso di ostacolo ai movimenti in casa;
• la cera sui pavimenti o i pavimenti bagnati;
• i pensili e le mensole troppo alti e poco accessibili che richiedono l’uso di sedie o scalette spesso instabili;
• la vasca da bagno o la doccia spesso scivolosi;
• la tavola del WC troppo bassa che rende problematici gli spostamenti
da e verso il WC;
• le scale con gradini troppo alti, spesso scivolose e poco illuminate;
• calzature non adeguate.
Queste sono solo alcune delle situazioni ambientali che espongono
l’anziano a rischio di caduta a domicilio. Semplici interventi come luce adeguata, tappetini antiscivolo, corrimano in bagno e nei corridoi,
strisce antiscivolo sui gradini, sedie con braccioli e schienale alto, rialzi per tavola WC... possono ridurre drasticamente il rischio di incidente domestico.

Lucio Conforto
Responsabile
U.O. di Lungodegenza
ULSS 17


PER SAPERNE DI PIÙ
Per approfondimenti su alcuni semplici accorgimenti da adottare
consultare on-line il numero 2 di Bussola Salute all’indirizzo
http://www.bussolasalute.com/secondonumero/bussola2/
anziani/cadute.htm

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