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ADOLESCENTI: RISORSA PER LA FAMIGLIA E PER LA SOCIETA'
Spesso gli adolescenti vengono presentati come un problema.
Quando, infatti, i giornali e la televisione si occupano dei giovani ne sottolineano, quasi sempre, solo i comportamenti rischiosi o devianti. Tutte le ricerche e gli studi epidemiologici dimostrano con chiarezza che gli adolescenti sono la fascia più sana della popolazione.
Durante l’adolescenza, ad esempio, le persone ricorrono al medico ed accedono alle cure ospedaliere in misura minore che in qualsiasi altra età della vita.
Anche il bisogno ed il consumo di farmaci è minimo in età giovanile.
Sottolineare soltanto gli aspetti negativi del comportamento degli adolescenti significa innanzitutto, distorcere la realtà.
Questo atteggiamento rischia, inoltre, di ingenerare negli adulti pericolosi pregiudizi che possono provocare timori, ansie, preoccupazioni, che ostacolano il dialogo con i giovani, riducono le possibilità di una loro autentica, profonda comprensione e minano la fiducia nel proprio insostituibile ruolo educativo. Infine, presentare continuamente i giovani come un “problema” può indurre loro stessi a sentirsi un “problema” anziché una preziosa risorsa per la famiglia e per la società, e può contribuire a far perdere loro la stima in se stessi e nelle proprie possibilità di cambiare il mondo per renderlo migliore.
I giovani sono, in larga maggioranza, persone positive, ricche interiormente e capaci di dare molto a tutti quelli che vivono con loro e a quelli che, a vario titolo, si occupano di loro (insegnanti, educatori, medici, allenatori...).
Si pongono domande, cercano di scoprire e dare un significato alla propria esistenza. Creano nuove
possibilità, formulando idee e progetti nuovi. Vogliono utilizzare la propria forza e le proprie energie
per cambiare e migliorare la società in cui vivono. Desiderano rischiare e lottare per qualche grande ideale. Sono portatori di speranza nel futuro: essi stessi rappresentano
il futuro e la speranza.
Secondo il censimento del 1991 gli adolescenti tra 10 e 19 anni erano, in Italia, circa 8 milioni (il 13,5% della popolazione totale del tempo) e sono scesi nel 2001 a poco meno di 6 milioni (circa il 10,1% della popolazione italiana).
Il rapporto di previsione dell’ISTAT indica però che nel 2010 e nel 2020 la popolazione in età adolescenziale
non dovrebbe variare molto rispetto agli attuali valori, interrompendo quindi, il trend negativo
iniziato negli anni ’80.
La Società Italiana di Adolescentologia, che ha per scopo quello di lavorare per la salute dei giovani, attraverso la ricerca scientifica e la formazione specifica di medici, psicologi ed educatori, si sforza da anni di diffondere a tutti i livelli la consapevolezza di questa verità.
Anche i problemi che gli adolescenti pongono, possono essere spesso considerati delle occasioni che essi offrono agli adulti per cambiare e diventare persone migliori.
Aiutare gli adolescenti a risolvere i propri problemi significa, per i loro genitori e per gli adulti in genere, quasi sempre, fare qualcosa di buono per se stessi.
I giovani costringono gli adulti a ripensare ai valori cui ispirano la propria esistenza e ad essere coerenti con essi. Sono, in definitiva, degli ottimi allenatori per tutti quelli che accettano di mettersi in discussione, per loro e con loro.
Un’indagine, effettuata dalla Società Italiana di Pediatria sulle “abitudini e gli stili di vita degli adolescenti”, realizzata una prima volta nel 1997 e ripetuta nel 2004 e condotta su un campione nazionale di 1200 studenti preadolescenti
delle scuole medie inferiori, dimostra che i ragazzi guardano la TV, usano il PC per videogiochi ed internet e giocano con il “game boy” in misura significativamente maggiore rispetto a 7 anni fa. Questo dato deve far riflettere gli adulti, ed in particolare i genitori, sul fatto che, anche se può essere comodo, non è senz’altro bene che i ragazzi vengano lasciati soli a guardare troppa TV o a navigare su internet, dove sono proposti modelli di comportamento e categorie
di valori talvolta molto discutibili ed anche pericolosi.
Con l’aiuto ed il controllo degli adulti questi mezzi di comunicazione
possono comunque rivelarsi utili strumenti di conoscenza ed anche occasioni di crescita.
Nel numero 6 di Bussola Salute sono stati pubblicati alcuni suggerimenti,
indirizzati ad adolescenti e a genitori, per un utilizzo corretto di internet. Trovare tempo per stare
insieme e per parlare con i figli adolescenti è sicuramente indispensabile
alla salute di questi ultimi, ma anche, allo stesso modo, a quella dei genitori, che spesso dedicano
il loro tempo a cose meno importanti e costruttive.
Alcuni genitori dovrebbero chiedersi, in sostanza, se sia più vantaggioso
e benefico per loro dedicarsi esclusivamente al lavoro, a guadagnare e consumare o piuttosto
seguire con interesse (oltre che con l’ovvio amore genitoriale) la crescita dei loro figli, fenomeno sempre nuovo, stimolante e straordinario,
dal momento che le persone, tutte le persone, rappresentano possibilità uniche ed irripetibili
nella storia dell’universo.
È noto che, durante l’adolescenza, aumenta progressivamente l’importanza del gruppo dei coetanei
o, utilizzando un termine di abbreviazione anglosassone, “dei pari”. All’interno del gruppo sono presenti rapporti più profondi e privilegiati: le amicizie, fondamentali
soprattutto per le ragazze. L’adolescente trascorre molto tempo con loro. Gli amici ed il gruppo permettono ai giovani di discutere le proprie opinioni in una situazione
di parità, di confrontarsi con gli altri, di esprimersi liberamente, di confidarsi, di aiutarsi e sostenersi a vicenda.
Anche se a volte sembra che per i giovani contino solo la compagnia ed il parere dei coetanei, in realtà gli adolescenti di oggi, in un mondo
che cambia ad un ritmo veloce e, a volte, difficilmente comprensibile, hanno più che mai bisogno di saldi punti di riferimento, cioè di adulti autorevoli e coerenti che si sappiano assumere la responsabilità
educativa, che li aiutino a crescere, che possano dar loro suggerimenti, comprensione, appoggio, approvazione, considerazione.
Tutti gli studi condotti sulla popolazione giovanile indicano infatti che la famiglia, e soprattutto i genitori,
anche al giorno d’oggi, restano il punto di riferimento principale
dei ragazzi.
La grande maggioranza degli adolescenti, infatti, afferma che, nei momenti di vera difficoltà, ricorrerebbe
a loro piuttosto che a coetanei o amici.
Patrizia Marchetti
Unità Operativa di Pediatria
ULSS 17
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