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ADOLESCENZA E'...
Definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità:
• 11-14 anni: preadolescenti
• 15-18 anni: adolescenti
• 18-24 anni: giovani adulti.
La crescita della persona è un fenomeno continuo, che va dal momento del concepimento e poi della
nascita come individuo autonomo,
fino alla conquista della piena maturità, sia sul piano fisico che su quello intellettivo, affettivo, sociale,
spirituale. Questo processo occupa, complessivamente, circa 20 anni, cioè più di un quarto dell’intera
vita dell’uomo e della donna.
L’adolescenza è la parte finale di questo cammino di maturazione, delicato, lungo e complesso.
Inizia con i primi fenomeni dello sviluppo puberale (circa 10-12 anni) e si conclude con il completamento
dell’accrescimento fisico e della maturazione sessuale che, in genere, coincide con la definizione della personalità adulta.
Jean Jacques Rousseau, uno studioso francese, letterato e pedagogo,
ha definito l’adolescenza, già nel ‘700, come seconda nascita, intendendo con ciò indicare la nascita
definitiva della persona adulta.
Nel corso dell’adolescenza, infatti, la persona conquista progressivamente
un maggior equilibrio nella sfera del pensiero, dei sentimenti e del rapporto con gli altri, ed acquisisce un sistema di valori come guida del proprio comportamento.
La fine dell’adolescenza coincide, inoltre, sul piano sociale, con il raggiungimento della completa indipendenza,
affettiva ed economica,
rispetto alla famiglia di origine. Tutti questi cambiamenti e la maturazione
di queste nuove possibilità avvengono e si concludono, di solito, entro la seconda decade di vita. A 20 anni l’individuo si considera,
in genere, nel nostro ambiente
sociale, un giovane adulto.
I confini, cioè l’inizio ma soprattutto il momento in cui può considerarsi
conclusa l’adolescenza, variano molto in funzione sia del contesto storico, sociale, culturale che delle caratteristiche individuali. L’adolescenza può terminare a 16-17 anni, come d’altra parte può durare anche fino a 24-25 anni e oltre.
Uno dei fattori più importanti che determina, nelle società occidentali,
il prolungamento del comportamento adolescenziale è la prosecuzione
degli studi verso obiettivi sempre più avanzati (Scuole superiori, Università, ecc.).
Ciò comporta, in genere, una protratta dipendenza del ragazzo dai genitori per il mantenimento e dagli insegnanti per l’istruzione; ritarda inoltre la possibilità di inserimento
attivo nel mondo del lavoro, così come quella di costituire una propria famiglia.
In alcuni casi l’adolescenza diventa una condizione cronica...
Tutti noi conosciamo, infatti, qualche persona senz’altro adulta dal punto di vista anagrafico, ma assolutamente
adolescente per quanto riguarda il comportamento, che non sa assumersi le proprie responsabilità o che ritarda all’infinito
le scelte relative alla propria indipendenza ed autonomia.
Patrizia Marchetti
Unità Operativa di Pediatria
ULSS 17
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