2° QUADRIMESTRE 2005 redazione@bussolasalute.com

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ECOGRAFIA CEREBRALE NEL NEONATO E NEL LATTANTE



L’ ecografia cerebrale rappresenta una delle tecniche più utilizzate nella diagnostica per immagini dell’anatomia delle strutture cerebrali del neonato sino a tutto il primo anno di vita. Si sfrutta la presenza della membrana che ricopre la fontanella anteriore.
Per la semplicità di esecuzione, effettuabilità in culla, innocuità e quindi ripetibilità, è senz’altro la tecnica che più si presta a indagini sulla popolazione neonatale allo scopo di diagnosticare processi morbosi altrimenti difficilmente rilevabili.
Lo strumento utilizzato per eseguire tale esame (ecografo) è dotato di una sonda di solito da 5-7.5 MHz. Per diagnosticare emorragie subaracnoidee o subdurali si possono usare sonde da 10 MHz.
L’apparecchiatura in nostra dotazione è maneggevole e ci permette di eseguire l’esame senza muovere il neonato, condizione particolarmente importante nel caso di neonati critici ricoverati presso la Sezione di Patologia Neonatale.

QUANDO ESEGUIRE L’ESAME
L’ecografia cerebrale si effettua a tutti i neonati che presentano le seguenti caratteristiche:
• età gestazionale inferiore a 34 settimane di gestazione;
• peso alla nascita inferiore a 2 kg;
• asfissia alla nascita;
• condizioni malformative accertate o presunte;
• insufficienza respiratoria;
• squilibri metabolici;
• riscontro di anomalie del cranio (macrocefalia, ecc.) ai controlli di salute del primo anno di vita;
• segni e sintomi ascrivibili al sistema nervoso centrale (crisi convulsive, tremori, ecc.);
• gemellarità.

COME ESEGUIRE L’ESAME
Nonostante l’assenza di effetti nocivi e la praticità degli apparecchi utilizzati, che rendeno questa tecnica
semplice e non invasiva, bisogna considerare il fatto che essa comunque può risultare stressante per il neonato prematuro e per il lattante sia in regime di ospedalizzazione che in caso di controllo ambulatoriale. Nell’esecuzione dell’esame è importante:
• stabilire il momento più adatto per sottoporre il bambino all’esame;
• mettere in pratica tecniche di contenimento e consolazione per ottimizzare il risultato dell’esame stesso;
• attuare gli accorgimenti necessari a ridurre al minimo i disagi.
Ridurre al minimo il “discomfort” del neonato ricoverato è diventato uno degli obbiettivi prioritari di chi si occupa di cure neonatali.
Nel bambino molto piccolo si cerca di ricreare con particolari accorgimenti “contenitivi” condizioni simili all’ambiente fetale. Se il neonato è ricoverato è consigliabile utilizzare il succhiotto, se possibile il contatto con la mamma e migliorare le condizioni ambientali, per esempio contenendo la luminosità e la rumorosità dell’ambiente stesso.
Lo stato di disagio che il neonato può provare non è infatti necessariamente legato ad uno stimolo doloroso, ma può essere generato da alterazioni del suo ritmo sonno-veglia o del suo ritmo alimentare.
Per questo è necessaria una stretta collaborazione medico-infermiera nello stabilire il momento più idoneo all’esecuzione di questo esame.
In caso di neonato sano o di lattante il personale invita la mamma a far assumere al bambino la posizione più idonea in braccio o, se questi è inconsolabile, lo si fa allattare al seno (con il biberon se l’alimentazione è artificiale).

LA NOSTRA ESPERIENZA
Presso il nostro reparto vengono eseguite circa 100 ecografie cerebrali l’anno. Le indicazioni più frequenti all’esecuzione della prima ecografia sono state:
• la prematurità e/o il basso peso, problemi respiratori verificatisi alla nascita,
• sospette sindromi malformative, anomalie craniche e reperti dubbi all’ecografia ostetrica,
• segni e sintomi di possibile compromissione neurologica.
Successivamente, l’ecografia cerebrale viene utilizzata come indagine
strumentale per il “follow-up” (seguire nel tempo) dei neonati con problemi legati soprattutto alla prematurità. Sono eseguite alla presenza della mamma, nell’ambito dell’Ambulatorio di Neonatologia o in Reparto nei bambini ricoverati. In molti casi le ecografie hanno consentito l’invio ad indagini più approfondite e ad una presa in carico più tempestiva dei problemi successivamente manifestatisi.

Maria Assunta Tumini
Responsabile
Neonatologia della Pediatria
ULSS 17