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La colecisti è un organo a forma di sacchetto situato sulla faccia inferiore del fegato ed è collegato all’intestino tramite un dotto chiamato coledoco. La funzione
della colecisti è di concentrare la bile che riceve dal fegato e di versarla nell’intestino al momento della digestione. Durante questo fenomeno di concentrazione si può verificare la precipitazione di varie sostanze contenute nella bile, soprattutto sali di calcio con la formazione
di piccoli “sassi” chiamati calcoli biliari. La presenza di questi ultimi può determinare non solo una cattiva digestione ma anche le cosiddette coliche
biliari caratterizzate da intenso dolore specie al quadrante superiore destro dell’addome,
nausea e vomito. L’incidenza della calcolosi della colecisti è del 10% della popolazione generale
ed è in aumento. La diagnosi di presenza di calcoli nella colecisti è molto semplice e si effettua mediante
ecografia epatica in grado di rilevare non solo calcoli grandi ma anche piccola sabbia biliare. Le complicanze principali di
questa malattia sono:
• la colecistite, cioè l’infezione della colecisti che porta a dolore febbre anche elevata, vomito;
• la calcolosi del coledoco, cioè il passaggio di calcoli dalla colecisti al coledoco con comparsa di ittero,
il colorito giallo della pelle;
• la pancreatite acuta, infiammazione del pancreas che può avere anche conseguenze molto gravi.
La terapia della calcolosi della colecisti è solo chirurgica ed il primo intervento di asportazione della colecisti è del 1882.
Da allora fino agli anni ‘80 non ci sono state molte modifiche alla tecnica chirurgica
che prevedeva un grande taglio della parete addominale.
Si rilevarono numerosi problemi di guarigione per il paziente
legati al dolore importante nel postoperatorio e alle possibili infezioni della parete, oltre che ad un cattivo risultato estetico.
Dalla fine degli anni ‘80 si è iniziato ad usare una tecnica nuova poco
invasiva che permette di eseguire lo stesso intervento senza determinare grossi danni della parete addominale: la laparoscopia.
Con la laparoscopia si usano delle piccole incisioni di un centimetro sulla parete addominale attraverso
le quali si fa passare una telecamera ed i ferri chirurgici. La tecnologia
permette all’operatore di eseguire l’intervento in maniera del tutto sicura e molto più rapidamente
che non con il metodo classico, lasciando delle piccole cicatrici
sulla parete addominale e permettendo al paziente di riprendere l’alimentazione il giorno dopo l’intervento
con dimissione in seconda
giornata. Dal settembre 2002 ad oggi presso la Chirurgia di Este sono stati effettuati
numerosi interventi di colecistectomia laparoscopica e questa tecnica è da noi usata per tutti gli interventi sulla colecisti visti i lusinghieri risultati ottenuti sia in termini di
guarigione della patologia sia in termini di gradimento da parte dei pazienti. La nostra Azienda è dotata di tutta
la più moderna strumentazione necessaria e l’esperienza ormai raggiunta dopo anni di laparoscopia
ci consente di eseguire routinariamente
e in maniera rapida e sicura questi interventi. Nel Presidio Ospedaliero di Este è inoltre attivo un servizio di endoscopia con la possibilità di effettuare l’asportazione
dei calcoli, eventualmente presenti nel coledoco, con una tecnica chiamata ERCP. Tale esame evita interventi demolitivi sulle vie biliari con migliori risultati rispetto
ad un tempo. Per concludere la calcolosi della colecisti è una malattia molto frequente;
ben curata non lascia problemi di sorta né sulla digestione né sulla parete addominale
e l’intervento va fatto in laparoscopia, in una struttura attrezzata e con sufficiente esperienza.
Paolo Trevisan
Direttore
Unità Operativa di Chirurgia
ULSS 17
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