|
|
L'INFARTO:
CONOSCERLO, PREVENIRLO,
NON TEMERLO
2004 ANNO DI PREVENZIONE DELL’INFARTO
Ogni 6 minuti in Italia si verifica un infarto miocardico.
Grazie alle moderne possibilità di cura la mortalità per infarto, se il
ricovero è tempestivo, è oggi estremamente bassa e legata soprattutto all’età. È ancora però
elevato il numero di pazienti che si ricovera tardivamente o addirittura
attende giorni, in questi casi la mortalità è molto più elevata e le
possibilità di cura molto ridotte. L’infarto, se si conosce e si è disposti
a qualche piccolo sacrificio, può essere evitato o limitato nelle sue conseguenze.
CHE COS’È L’INFARTO?
La “morte” di una parte del muscolo
cardiaco conseguente all’occlusione
di una coronaria, ossia di
uno dei vasi che nutrono il cuore.
COME SI MANIFESTA
L’INFARTO?
Tipico dell’infarto è il dolore, un
dolore abbastanza intenso localizzato
generalmente al centro del
torace, sovente irradiato al collo,
alle braccia. Molte volte il dolore è
più basso, allo stomaco. Quasi
sempre dà malessere generale,
prostrazione, sudorazione, qualche
volta nausea e vomito.
ESISTONO SEGNI
PREMONITORI
DELL’INFARTO?
Molto spesso, ma non sempre, nei
giorni precedenti il paziente avverte
dolori di breve durata al torace
e/o alle mandibole, soprattutto
durante qualche sforzo: salendo le
scale, portando pesi, accelerando
il passo, più facili dopo i pasti e
con l’esposizione al freddo. È tipico
di questi dolori, di questi sintomi
premonitori, l’interrompersi al
cessare dello sforzo che li aveva
determinati.
CHE COSA FARE IN CASO
DI DOLORI AL TORACE
CON LE CARATTERISTICHE
SOPRA DESCRITTE?
Ci sono varie possibilità, tutte
ugualmente valide, da valutare anche
in rapporto alla gravità dei sintomi:
rivolgersi al proprio medico,
chiamare il 118 o presentarsi al
Pronto Soccorso. L’importante è
NON indugiare, non attendere ore
o giorni nell’ipotesi e nella speranza
che tutto si possa risolvere.
MA QUALI SONO LE CAUSE
DELL’INFARTO?
L’infarto è una malattia multifattoriale,
ossia una malattia che non
ha una causa, ma tante. Ad un
certo punto, in un determinato
momento, la concomitanza di più
fattori determina l’infarto. Alcune
delle cause sono note, altre purtroppo
ancora da scoprire. Fra le
cause note alcune sono immodificabili:
il sesso, quello maschile è
più facilmente colpito, e la familiarità,
ovvero avere familiari con precedenti
di infarto. Altre sono ben
conosciute e vanno assolutamente
combattute e corrette.
QUALI SONO LE CAUSE
CORREGGIBILI, I FATTORI
DI RISCHIO NOTI?
Diabete, ipertensione, fumo di sigarette,
colesterolo, sovrappeso,
sedentarietà.
COSA FARE?
Per ipertensione, diabete, colesterolo
innanzitutto periodici controlli
ed adottando, se necessari, gli opportuni
interventi terapeutici, ovviamente
su indicazione e controllo
medico, poi il resto volendo è
molto semplice, ma non facile:
modificare il proprio stile di vita,
essere più attivi fisicamente, rinunciare
ad alcune delle nostre quotidiane
comodità, controllare il peso
corporeo facendo una dieta varia
povera di grassi e, per i diabetici,
di zuccheri e assolutamente non
fumare. Attuando con convinzione
e continuità questi consigli il rischio
di infarto può ridursi anche
del 50-70%!
DOVE CHIEDERE
INFORMAZIONI?
Le possibilità non mancano: il
proprio medico di medicina generale;
la cardiologia della nostra
ULSS (telefono Segreteria
0429.618.469); il Servizio di Igiene
Alimenti e Nutrizione (telefono
Segreteria 0429.618.377); l’Associazione
“Amici Del Cuore Carlo
Forattini” di Monselice (telefono
0429.788.238), che quest’anno
celebra il suo ventennale e da
sempre collabora nella prevenzione
e riabilitazione delle malattie
cardiovascolari.
Federico Corbara
Direttore Unità Operativa
Cardiologia
ULSS 17
|
|