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LA SCOLIOSI IN ETA' EVOLUTIVA
La colonna vertebrale normale vista da dietro è diritta e può essere rappresentata con la lettera
I; la scoliosi invece è una curva laterale della colonna che fa assumere alla I una conformazione a S o a C. La parola scoliosi deriva infatti dal greco “scolios” che significa storto.
Queste curve possono essere più o meno accentuate a seconda della gravità della scoliosi. Nella maggior parte dei casi (circa l’80%) non vi è una causa. Si parla infatti di scoliosi idiopatica che significa che la causa non è nota. Questo non significa che non esiste una causa ma allo stato attuale non la conosciamo. In circa il 20% dei casi vi è una causa. Si tratta in genere di scoliosi secondarie a malformazioni congenite, malattie neuromuscolari, traumi o infezioni a carico della colonna in età pediatrica.
Nella scoliosi idiopatica non conosciamo la causa ma conosciamo alcuni fattori che possono influenzare
la storia naturale della scoliosi, primo fra tutti l’età di insorgenza. Teoricamente la scoliosi può comparire a qualsiasi età ma in assoluto la fascia di età più colpita è tra i 10 e i 12 anni nelle femmine ed i 12 e 14 anni nei maschi.
Si parla infatti di scoliosi idiopatica dell’adolescente. Quanto più precocemente insorge la scoliosi tanto più è probabile che ci sia un peggioramento negli anni successivi.
Il periodo più critico è quello corrispondente all’accrescimento vertebrale rapido che si verifica mediamente a 13 anni nelle femmine ed a 15 anni nel maschio.
Queste età si riferiscono all’età scheletrica dell’individuo affetto da scoliosi, quindi sarà importante stabilire l’età scheletrica sulla base delle radiografie della colonna ed eventualmente del polso o del gomito e valutare come sta avvenendo l’accrescimento per poter stabilire la terapia più adeguata. In presenza di una curva evolutiva, uno stesso grado di scoliosi può avere un trattamento diverso a seconda dell’età ed in particolare se sia avvenuto o meno l’accrescimento staturale rapido.
La scoliosi è molto più frequente nelle femmine ed inoltre, in queste, tende a peggiorare di più che nei maschi (curve maggiormente evolutive). Nelle femmine la possibilità di peggiorare nel tempo è molto più alta (60%) se la curva compare prima del menarca (primo ciclo mestruale) che non dopo (30%). Questo riflette la presenza o meno di una certa maturità scheletrica che condiziona poi direttamente la probabilità di peggioramento di una curva scoliotica.
OPZIONI TERAPEUTICHE
Nelle curve lievi, o se l’individuo colpito è vicino alla maturità scheletrica,
è necessario ricontrollare regolarmente la colonna (ogni 3-6 mesi) ed eventualmente ripetere la radiografia. Si consiglieranno sport di tipo simmetrico (pallavolo, nuoto,
pallanuoto) ed in alcuni casi esercizi fisici finalizzati al rinforzo della muscolatura della schiena. La maggior parte dei casi ricade in questa categoria.
Se invece la curva peggiora nel tempo e l’età del paziente fa prevedere che vi potrebbe essere un ulteriore aggravamento, vi è l’indicazione all’utilizzo di un busto ortopedico. Il busto andrà portato durante tutto il periodo della giornata, almeno all’inizio, e fino alla completa maturità scheletrica. Questo non impedisce la possibilità di partecipare ad attività sportive, che anzi devono essere ulteriormente stimolate, durante le quali il busto può essere rimosso.
Se nonostante il busto la curva continua a peggiorare ed arriva a livelli importanti che possono essere
anche pericolosi per la funzione cardiaca e polmonare allora è indicato il trattamento chirurgico che consiste nel “raddrizzare” chirurgicamente la colonna e stabilizzarla con delle lunghe barre e viti in modo da bloccare definitivamente l’evoluzione della curva.
Si tratta di un intervento molto impegnativo anche se si è dimostrato efficace e sicuro garantendo con le attuali tecniche un precoce recupero (deambulazione dopo pochi giorni, attività sportiva dopo 6-9 mesi).
È intuibile, quindi, come sia molto importante individuare precocemente la scoliosi ed eventualmente le curve evolutive.
La scoliosi non dà dolore ma ci sono
alcuni segni da controllare che possono sottendere una scoliosi:
• asimmetria delle spalle;
• prominenza delle scapole;
• asimmetria del bacino.
Fortunatamente la maggior parte delle curve diagnosticate sono di entità moderata e tendono a non peggiorare nel tempo.
GLI ZAINETTI CAUSANO LA SCOLIOSI?
È una delle domande che più frequentemente
sentiamo nell’ambulatorio
di ortopedia pediatrica. La risposta è che non causano la scoliosi ma se non utilizzati correttamente
possono essere causa di lesioni articolari e muscolari e provocare dolore alla schiena, al collo ed alle spalle.
Per non avere questi problemi vi sono alcune regole che dovrebbero
essere sempre seguite sull’utilizzo
degli zainetti:
• usare sempre entrambe le cinghie
sulle spalle;
• le cinghie devono essere regolate
in modo che lo zainetto sia attaccato al corpo e sia ad una distanza di circa 5 cm sopra ai fianchi;
• il peso da portare non deve mai superare il 20% del peso corporeo;
• il contenuto deve essere organizzato
in modo da avere le cose più pesanti al centro della schiena;
• bisogna piegarsi sempre con le ginocchia e con la schiena diritta.
È importante inoltre che lo zainetto
sia leggero ed abbia le cinghie per le spalle larghe e ben imbottite come pure la parte a contatto con la schiena.
Gianluca Bisinella
Unità Operativa Ortopedia
e Traumatologia - Este
ULSS 17
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