1° QUADRIMESTRE 2006 redazione@bussolasalute.com

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AIDO, PERCHE' FIORISCA 
LA SPERANZA

L'anno scorso ricorreva il ventennale del primo trapianto di cuore, attraverso il quale a Padova, il Professor Gallucci ridonò la vita a Ilario Lazzari grazie al generoso dono dei famigliari di Francesco Busnello, un giovane ragazzo di 18 anni vittima di un incidente stradale in motorino. Vent’anni sono passati anche dal primo trapianto eseguito da bambino a bambino sempre in Italia in questo caso a Roma. A donare è stata Francesca Gobbato, di Terrassa Padovana, ed aveva 7 anni. Il suo cuore è stato ricevuto da una coetanea che oggi ha 29 anni e sta bene. Da allora la storia del trapianto ha fatto e continua a fare passi da gigante, le aspettative di vita dei trapiantati si sono notevolmente allungate mentre, grazie a nuove scoperte, si è ridotto l’uso dei farmaci antirigetto che potevano dare seri effetti collaterali. Oggi l’Italia è tra i Paesi più avanzati non solo per il numero di trapianti, ma soprattutto per la qualità dei risultati.
Si stanno oggi sperimentando nuove vie come l’innesto di un cuore meccanico senza fili (di prossimo impianto per la prima volta proprio a Padova), oppure l’utilizzo di cellule staminali che potranno essere utilizzate per riparare alcuni danni del cuore per i quali oggi è ancora necessario il trapianto. Nonostante i progressi della scienza le liste dei malati in attesa di trapianto sono ancora molto lunghe: nel 2003 i pazienti in lista erano ancora 10.954 ed i tempi medi di attesa, attualmente, vanno da uno a tre anni e mezzo prima dell’intervento. I dati finora riferiti mostrano che la donazione di organi è insufficiente a soddisfare le domande dei pazienti in lista d’attesa sia a livello mondiale che in Italia. La differenza tra il fabbisogno e il numero di organi disponibili è ancora alto e i pazienti che necessitano di un trapianto salvavita (cuore, polmoni, fegato) possono andare incontro a morte.
Ancora oggi, purtroppo, sono molte le persone che si oppongono alla donazione. Basti pensare che ogni anno si registrano rifiuti alla donazione che vanno dal 30% dei casi nelle regioni più sensibilizzate fino al 50% nelle altre. Tutto questo è frutto di una cattiva informazione e della mancata applicazione della Legge n.91 del 01.04.1999 che prevede il silenzio-assenso informato.
È soprattutto per questo che l’AIDO si impegna. Essere iscritti all’AIDO non vuol dire solo fare una scelta per la donazione; per fare questo sappiamo che basta esprimere la propria volontà a donare o presso l’ULSS o con uno scritto autografo da tenere con sé.
Essere iscritti all’AIDO vuol dire anche impegnarsi, partecipare, esserci per diffondere la cultura della donazione attraverso una corretta informazione così da sconfiggere molti pregiudizi che ancora oggi esistono. È nostro dovere come “Aidini” partecipare alle numerose e importanti iniziative organizzate dall’AIDO in modo tale da creare una rete divulgativa sempre più fitta e sempre più attenta e preparata, allo scopo di sensibilizzare e informare adeguatamente i cittadini.
Attualmente sono 12 i gruppi comunali presenti nel territorio dell’ULSS 17. Oltre ai paesi di Arre, Bagnoli
di Sopra, Bovolenta, Cartura, Cinto Euganeo, Due Carrare, Este, Lozzo Atestino, Monselice, Montagnana,
Solesino, dallo scorso aprile anche Anguillara fa parte della grande famiglia AIDO e non poche sono le iniziative già attuate.
Tutti noi ci dobbiamo augurare che sia gli iscritti che le persone di “buona volontà“ siano sempre più numerosi perché A.I.D.O. vuol dire:
• diffondere i principi della solidarietà;
• conoscere i problemi della sofferenza;
• capire le problematiche dei trapianti;
• sensibilizzare l’opinione pubblica;
• stimolare la conoscenza della nuova legge sui trapianti;
• invitare ogni persona ad essere partecipe della donazione;
• donare “post mortem” qualcosa di noi a chi soffre.

Renato Dall’O’
Presidente AIDO
di Cinto Euganeo
Maria B. Mantoan
Presidente AIDO
di Anguillara


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