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I NUOVI ANIMALI DA COMPAGNIA

Nella società attuale l’uomo ha sempre maggior bisogno di gratificazione e ricerca relazioni sempre più strutturate, sia affettive che tattili, con l’ambiente che lo circonda. L’animale da compagnia può rispondere a molte di queste aspettative. Anche se in teoria qualunque animale può “far compagnia”, in pratica la maggior parte degli animali da compagnia appartengono a un ristretto numero di specie. Tra queste, i cani, i gatti e gli uccelli sono certamente gli animali da compagnia più diffusi, anche se oggi condividono il nostro spazio abitativo anche dei piccoli roditori, quali: conigli nani, criceti, cincillà, scoiattoli e furetti.
Vogliamo qui di seguito fornire alcune informazioni che possono essere d’aiuto per una corretta alimentazione di questi animali e per riconoscere un loro stato di malessere a cui spesso è possibile porre rimedio personalmente, senza l’aiuto di un veterinario.

CHI SONO I RODITORI?
Il termine roditori allude alla principale caratteristica di questi animali
che è quella di rosicchiare. Essi condividono alcune caratteristiche
anatomiche, tra cui la dentatura che è composta da un singolo paio di incisivi superiori e un singolo paio di incisivi inferiori, seguito da uno spazio vuoto (diastema), dai premolari (quando ci sono) e dai molari.
Nessun roditore ha canini. Gli incisivi sono senza radici (ipsodonti) e crescono continuamente (in alcune specie, per esempio nel coniglio, tutti i denti sono ipsodonti).
Negli incisivi, solo le superfici anteriori sono coperte di smalto e non quelle posteriori che sono sottoposte ad usura; questa situazione è sicuramente un vantaggio perché hanno la possibilità di nutrirsi di alcuni alimenti che nessun altro
animale può mangiare.

CONIGLIO NANO
Il coniglio nano rappresenta una varietà di piccola taglia del tradizionale coniglio domestico.
È un animale prevalentemente erbivoro e in cattività la sua alimentazione può essere costituita da alimenti secchi (pellet, fieno, semi vari: un cucchiaio al giorno di sementi miste) con l’aggiunta ogni tanto di frutta e verdura (mela, lattuga,
pera, carota, trifoglio, ecc.), purchè non vengano somministrate in abbondanza, fredde o bagnate (possono provocare diarrea). L’introduzione dei vegetali freschi nella dieta deve avvenire con gradualità e prudenza, controllando sempre l’aspetto delle feci, e la loro percentuale non deve superare il 30% della dieta giornaliera. Inoltre è necessario mettere a sua disposizione dei cubetti di sali minerali,
rametti o pezzetti di legno perché possa limarsi i denti e una volta alla settimana è bene sciogliere nell’acqua di bevanda un polivitaminico (apprezzato è anche un cucchiaino ogni tanto di yogurt). Una caratteristica di questo
animale è quella di mangiare le proprie feci. Questo è un meccanismo necessario per la sua sopravvivenza visto che queste sono ricche di batteri intestinali in grado di permettere la digestione della cellulosa.
Quali sono le patologie più frequenti e cosa bisogna fare?
• Diarrea: sospendere gli alimenti freschi, cambiare più spesso la lettiera e mantenere il coniglio al caldo. Sostituire la dieta abituale con camomilla tiepida e riso bollito senza sale, se entro due giorni la diarrea non cessa, allora bisogna rivolgersi ad un veterinario.
• Costipazione: eliminare l’alimentazione secca e aumentare la frutta, la verdura e l’acqua da bere, anche in questo caso se dopo due giorni non si nota nessun miglioramento, consultare un veterinario.
• Raffreddore: le cause più frequenti sono le farine, il fieno vecchio e polveroso o gli eventuali detergenti usati per le pulizie. Normalmente basta allontanare le cause per eliminare anche l’effetto.
L’alimentazione va arricchita di vitamine.
Può essere necessario l’intervento di un veterinario per una cura antibiotica.
• Congiuntivite: gli occhi, o solamente uno, lacrimano e vengono tenuti chiusi. Può essere sufficiente applicare un collirio o una pomata oftalmica, altrimenti bisogna ricorrere ad un veterinario.
• Mixomatosi: è un infezione virale, che attacca solo il coniglio, non è curabile e l’esito finale è la morte. Si consiglia la vaccinazione.

CRICETO O HAMSTER
È un animale principalmente erbivoro e mangia in particolar modo leguminose e semi di cereali (esistono in commercio delle apposite confezioni) ma anche insetti o altri piccoli animali. Si può completare la dieta aggiungendo ogni tanto vegetali freschi (carota, cavolfiore, mela, lattuga, pera ecc.), formaggio e pane secco, proteine
animali (biscotti e croccantini per cani), ma sempre in dosi moderate ed inserite nella dieta poco per volta.
Anche gli integratori, come i sali minerali e la vitamina C da somministrare liquida nell’acqua tutti i giorni sono importanti. È consigliabile inoltre mettere nella gabbia rametti o pezzetti di legno per permettere all’animale di molarsi i denti. Quali sono le patologie più frequenti e cosa bisogna fare?
• Diarrea: sospendere gli alimenti freschi, cambiare più spesso la lettiera e mantenere il criceto al caldo. Sostituire la dieta abituale con camomilla tiepida e riso bollito senza sale, se entro due giorni la diarrea non cessa, allora ci si deve rivolgere ad un veterinario.
• Tumori: non è raro che in questi animali si presentino delle forme tumorali sotto forma di escrescenze
della pelle. Nonostante questo il criceto può vivere serenamente, anche se è possibile che il numero dei tumori aumenti andando a colpire gli organi interni.

CAVIA
(PORCELLINO D’INDIA)

È strettamente erbivoro e si nutre di erbe, radici, frutta e semi.
È molto importante evitare cambi bruschi di alimentazione che possono facilmente causare disturbi intestinali. L’alimentazione deve comprendere: pellet per cavie, fieno di buona qualità e vegetali (carote, bietole, broccoli, cavolo, spinaci, cicoria, insalata, piante di campo, arance, kiwi). Le foglie di patata e di pomodoro e le parti verdi delle patate sono tossiche.
Quali sono le patologie più frequenti e cosa bisogna fare?
• Avitaminosi: è dovuta a carenza
di vitamina C, per cui si dovrà arricchire il pasto di verdure, frutta ed avena.
• Diarrea: nutrire la cavia solo con cibi secchi, riso cotto a lungo e pasta nutriente, eliminando liquidi ed alimenti verdi per qualche giorno.
• Bronchite e raffreddori: quasi sempre queste patologie risultano letali per le cavie, che sono animali molto sensibili. Entrambi si manifestano con tosse violenta, per cui ci si dovrà rivolgere tempestivamente ad un veterinario.
• Indigestione: di solito è dovuta a un’eccessiva ingestione di alimenti
secchi. L’animale deve essere tenuto a dieta, dandogli verdure fresche e succo di carota.
• Stitichezza e meteorismo: causate di solito da un errata alimentazione.
Nel primo caso si dovrà aumentare la dose di verdura e frutta fresca e, da ultimo, somministrare un cucchiaio d’olio di vaselina; nel secondo caso, rivolgersi ad un veterinario tenendo la cavia al caldo e massaggiandole delicatamente il ventre gonfio.
• Congiuntivite: gli occhi si presentano infiammati e lacrimanti. Può essere sufficiente pulirli con acqua bollita e applicare un collirio antibiotico, altrimenti bisogna ricorrere ad un veterinario. Inoltre, si dovranno migliorare le condizioni
ambientali con una scrupolosa pulizia ed una disinfezione generale della gabbia.
• Scabbia: può colpire soprattutto le cavie a pelo lungo, dove si possono ben notare zone senza pelo. La cura consiste nell’isolare la cavia e somministrarle antiparassitari adeguati.

CINCILLÀ
Sono roditori erbivori che richiedono elevati livelli di fibra e bassi livelli di grassi. L’alimentazione di base è costituita da fieno (preferibilmente di erba medica) con una piccola aggiunta giornaliera (circa due cucchiaini da caffè) di pellet appositi per cincillà. La dieta può essere integrata con alcuni alimenti vegetali (mela, pera, pesca, carote, patate e lattuga lavata, asciugata e seccata per qualche giorno al sole o su un calorifero). Volendo si possono dare anche frutta secca, noci, noccioline, nocciole, ecc., ma non bisogna esagerare a causa dell’alto contenuto di grassi e proteine
e della carenza di fibra alimentare (2 o 3 pezzi al massimo 2 volte alla settimana). È preferibile somministrare il cibo nelle ore serali quando l’animale è più attivo. Per favorire il consumo degli incisivi è opportuno lasciare a disposizione dei rametti da rosicchiare, o una pietra pomice o dei blocchetti di minerali. Quali sono le patologie più frequenti e cosa bisogna fare?
• Diarrea: nutrire il cincillà solo con cibi secchi, riso cotto a lungo e pasta nutriente, eliminando liquidi ed alimenti verdi. Se entro due giorni la diarrea non cessa allora ci si deve rivolgere ad un veterinario.

SCOIATTOLO
La specie di scoiattolo più comune in commercio è lo scoiattolo giapponese.
È onnivoro e l’alimentazione di base è costituita da miscele di semi e da frutta secca (uvetta, noci rotte, nocciole, pinoli, ecc.), frutta fresca (mela, pera, ecc.) e verdura. Anche il latte diluito con acqua è molto gradito. Quali sono le patologie più frequenti e cosa bisogna fare?
• Ferite: gli scoiattoli possono rivelarsi aggressivi se vedono minacciato
il loro territorio, per cui vanno evitate convivenze in gabbie di piccole dimensioni e tra soggetti che non si tollerano. Se superficiali sarà sufficiente lavarle con acqua bollita e sapone e disinfettarle una volta al giorno applicando anche una pomata cicatrizzante, se profonde è bene ricorrere ad un veterinario.
• Diarrea: se il problema è dato dall’alimentazione è necessario ridurre l’apporto di frutta ed aggiungere riso soffiato o fiocchi di mais. Quando la diarrea perdura nel tempo è bene rivolgersi ad un veterinario.
• Raffreddore: l’animale ha difficoltà respiratorie, muco nasale, pelo arruffato e tosse. È necessario allora sistemarlo in un luogo caldo e rivolgersi ad un veterinario.

FURETTO
L’alimentazione dei furetti è prevalentemente proteica e grassa (carne, uova). In commercio si trova anche un alimento specifico in pellet. Non è consigliabile somministrare cibo umido in quanto può creare problemi a denti e gengive. Occasionalmente si possono dare pezzetti di frutta e verdura (molto limitatamente perché la fibra viene digerita male), o un bocconcino di carne cruda o una rondella di banana.
Per la pulizia dei denti sono ottime le crocchette dure per gatti o anche del semplice pane raffermo.
Quali sono le patologie più frequenti e cosa bisogna fare?
• Diarrea: sospendere gli alimenti freschi, cambiare più spesso la lettiera e mantenere il furetto al caldo. Sostituire la dieta abituale con camomilla tiepida e riso bollito senza sale, se entro due giorni la diarrea non cessa, allora ci si deve rivolgere ad un veterinario.
• Costipazione: eliminare l’alimentazione secca e aumentare la frutta, la verdura e l’acqua da bere, anche in questo caso se dopo due giorni non si nota nessun miglioramento, consultare un veterinario.
• Anemia: è bene che una femmina non destinata alla riproduzione venga sterilizzata (non prima dei 6/8 mesi di età) altrimenti potrebbe presentare anemia, anoressia, perdita peso, alopecia, letargia, edema vulvare dovuti a un’affezione
del midollo osseo da parte degli estrogeni.
• Calcoli renali: non rari e per colpa dei quali l’animale si lecca insistentemente l’apparato urogenitale.
• Tumori: sono molto frequenti, per cui è consigliabile far visitare da un veterinario il furetto dopo i tre/quattro anni di età perché solo con esami preventivi si possono individuare ed eventualmente eliminare.
• Cimurro, Rabbia, Influenza: sono le malattie virali più comuni del furetto. Il cimurro e la rabbia sono molto contagiosi e letali nel furetto, quindi è necessaria una vaccinazione preventiva, mentre l’influenza è l’unica malattia trasferibile
tra uomo e furetto.
• Malattie fungine: sono le stesse che per il cane.
Anche questi animali da compagnia hanno quindi bisogno di cure ed attenzioni, per cui è necessario documentarsi sempre sul tipo di animale che si intende acquistare per potergli assicurare condizioni di vita ottimali. È molto importante
saper riconoscere i primi sintomi di malessere ai quali spesso possiamo porre rimedio personalmente, senza l’aiuto di un veterinario, poichè il padrone, è bene ricordarlo, è il primo medico degli animali.

Agostino Sinigaglia
Direttore
Servizio di Sanità Animale
ULSS 17

 

 

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