1° QUADRIMESTRE 2006 redazione@bussolasalute.com

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DISPLASIA CONGENITA DELL'ANCA: COME AFFRONTARLA PRECOCEMENTE

La Displasia Congenita dell’Anca è una malformazione a carattere evolutivo dovuta ad un’anomalia di sviluppo e di conformazione dell’articolazione dell’anca.
Quest’ultima è composta da:
• la testa del femore;
• l’acetabolo (la coppa dove si articola
la testa del femore);
• la capsula articolare che tiene unita la testa alla coppa.
Nella displasia congenita dell’anca la testa del femore e la coppa che la accoglie non combaciano perfettamente tra di loro in quanto le strutture non sono formate alla perfezione. Se non trattata precocemente questa condizione tende ad evolvere fino a che la testa esce dalla coppa (lussazione dell’anca).
Tra le patologie ortopediche è una delle più frequenti condizioni congenite:
in Italia interessa mediamente il 2% dei neonati; colpisce maggiormente le femmine rispetto ai maschi con un rapporto di 5 a 1 ed esiste una certa familiarità.
Molto raramente alla nascita ci si trova di fronte ad un’anca lussata; essa si presenta inizialmente quasi sempre displasica cioè non perfettamente formata.
La diagnosi è prima di tutto clinica cioè con la visita del neonato.
Alla nascita tutti i bambini vengono sottoposti ad un test chiamato manovra di Ortolani che permette al pediatra, muovendo l’anca in determinati modi, di avvertire se l’articolazione non è perfettamente congruente.
Questo è un test che fu messo a punto da un pediatra italiano 70 anni fa e che viene attualmente praticato in tutti gli ospedali del mondo alla nascita del bambino. Tale manovra va poi ripetuta nei successivi controlli pediatrici previsti nei primi mesi di vita.
Nei casi dubbi o nei casi in cui ci siano dei fattori di rischio (altre malformazioni, familiarità per displasia congenita dell’anca, presentazione podalica, anomalie di posizione del feto nell’utero, scarso liquido amniotico) è indicato eseguire l’ecografia delle anche che consente di fare una diagnosi più precisa.
L’ecografia rappresenta oggi l’esame di prima scelta per la diagnosi strumentale di questa patologia nei primi mesi di vita ed offre numerosi vantaggi:
• permette di identificare sia le strutture ossee che quelle cartilaginee (nel neonato l’anca è ancora costituita in buona parte da cartilagine);
• consente di identificare anche forme molto lievi di displasia;
• consente di valutare i cambiamenti
che si verificano con i movimenti della testa femorale, è cioè possibile eseguire un esame dinamico;
• è innocua, quindi può essere ripetuta per controllare l’evoluzione nel tempo.
L’ecografia consente inoltre di stabilire la gravità della displasia. Infatti si utilizza una classificazione che suddivide i pazienti in vari stadi, dai più lievi in cui ci può essere solo un ritardo di maturazione, fino alle forme più complesse in cui la testa del femore è decentrata.
La terapia iniziale della displasia congenita dell’anca è tanto semplice quanto efficace e consiste nel posizionare le cosce del neonato in flessione ed abduzione (cosce flesse ed allargate).
Si capisce, quindi, come in popolazioni come quelle africane, l’incidenza di tale patologia sia molto bassa in quanto le mamme usano portare i bambini sulla schiena con le gambe piegate ed aperte e questa è sicuramente una terapia efficace per quasi tutte le forme di displasia.
Diversamente, nelle popolazioni che usano fasciare i bambini con le gambe chiuse fin dalla nascita (come per esempio gli Indiani del Nord America), l’incidenza di tale patologia è molto più alta in quanto anche una lieve displasia, in tale posizione, tende a divenire significativa ed evolvere in lussazione dell’anca (perdita di ogni rapporto tra testa del femore ed acetabolo).
L’obiettivo di ogni intervento terapeutico è quello di portare la testa del femore nell’acetabolo e di mantenerla stabile in questa posizione, in maniera tale che lo sviluppo del bacino e del femore si completino correttamente e reciprocamente.
Per raggiungere questo risultato vi sono diversi metodi a seconda della gravità della displasia: quando la displasia è “lieve” vengono applicati divaricatori morbidi (tipo mega pannoloni), se la displasia è di “media gravità” si devono applicare
dei divaricatori rigidi. Nelle forme più severe può essere necessario applicare un gesso dal bacino alla gamba.
In ogni caso quando la diagnosi è precoce (entro 40-50 giorni dalla nascita) la prognosi è buona e la terapia è semplice.
I casi non trattati tempestivamente, necessitano invece di cure più lunghe ed in alcuni casi di un intervento chirurgico.
Nelle displasie non trattate e che evolvono in lussazione, appena il bambino inizia a camminare, l’articolazione dell’anca non è in grado di sostenere il peso, determinando una zoppia ed un’usura precoce dell’articolazione con conseguente artrosi giovanile.
Per questi motivi è nato un progetto interdipartimentale tra Pediatria, Ortopedia e Radiologia di Este per la diagnosi ed il trattamento precoci della displasia congenita dell’anca.
Tutti i neonati con fattori di rischio e con dubbio alla visita per displasia congenita dell’anca, vengono avviati allo Screening Ecografico dell’Anca Neonatale presso la Radiologia di Este, che viene svolto il lunedì mattina previa prenotazione al centro unico di prenotazione.
I neonati con ecografia normale vengono inviati al Pediatra Curante, mentre quelli con segni ecografici di displasia vengono indirizzati direttamente, nei posti riservati, all’Ambulatorio di Ortopedia Pediatrica di Este che si svolge il venerdì pomeriggio successivo.
Quindi, in una settimana, vengono garantite diagnostica e cura senza perdite di tempo prezioso.
L’obiettivo è di eliminare dalla nostra popolazione le anche completamente lussate, in quanto diagnosticate e adeguatamente trattate con metodi semplici prima che questo si verifichi.

Flavio Rossetti
Direttore Dipartimento
Materno Infantile

Gianluca Bisinella
Giorgio Perrone
Unità Operativa Ortopedia e
Traumatologia - Este

Bortolo Perin
Direttore Dipartimento
Immagini e Tecniche
Endoscopiche

Lorenzo Cavallari
Servizio Radiologia - Este
Azienda ULSS 17


PER SAPERNE DI PIÙ
Screening Ecografico
dell’Anca Neonatale
Si effettua il lunedì mattina
c/o Radiologia di Este
Prenotazioni presso il CUP
Telefono 0429.618.100
con impegnativa del Pediatra