1° QUADRIMESTRE 2006 redazione@bussolasalute.com

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TEATRO E DISAGIO MENTALE

"LAB 17",OVVERO L’ESPERIENZA DI LABORATORIO TEATRALE 
CON UTENZA PSICHIATRICA

 

 

 

 

A questo punto comincia ad essere una storia importante se, 5 anni di ininterrotta attività, possiamo farla rientrare nella categoria “storia”. Ci riferiamo al Laboratorio Teatrale proposto e promosso quale attività riabilitativa e ri-socializzante del Centro Diurno del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda ULSS 17, che si va ad aggiungere alle altre attività del Centro Diurno. Ricordiamo che il Centro Diurno è una struttura semiresidenziale a carattere socio-riabilitativo finalizzata allo sviluppo e al recupero delle capacità cognitive e di relazione, al miglioramento della qualità della vita e alla riacquisizione delle abilità sociali compromesse nel paziente psichiatrico.
Il Centro Diurno caratterizza il suo operare attraverso una serie di proposte che vanno a soddisfare quattro diverse aree che possono essere così suddivise: area delle relazioni sociali, area dell’autonomia, area espressiva e area terapeutica.
Il Laboratorio Teatrale, che rientra nell’area terapeutica, si è caratterizzato fin dall’inizio per due scelte precise che si sono mantenute nel tempo: lo spazio, che crea l’appartenenza, e la formazione del gruppo che definisce le identità.
È stato quindi cercato ed individuato uno spazio teatrale quale “setting” ideale, definito, adeguato e riconosciuto dai partecipanti (utenti, operatori, conduttore) per quella specifica attività. Abbiamo così trovato una sala teatrale inizialmente messa a disposizione dal Comune di Este, attualmente dal Patronato Redentore. Il secondo elemento è stata la formazione di un gruppo al quale partecipano persone che provengono da tutto il territorio dell’ULSS 17, alcuni sono attualmente ospiti delle Comunità terapeutiche di Este e di Monselice e del Centro Diurno di Montagnana.
Il Laboratorio Teatrale si avvale della collaborazione di un esperto, Erio Gobbetto, che ha competenza ventennale nella conduzione di laboratori teatrali con finalità socializzanti e riabilitative sia nei settori del disagio che del benessere (psichiatria,
handicap, bambini, adolescenti) ed è un’attività caratterizzata da continua innovazione grazie anche alle periodiche verifiche effettuate tra gli operatori, l’équipe di conduzione e i partecipanti al laboratorio. Nel corso degli anni la proposta si è andata via via modificando e qualificando. Il gruppo, pur nel continuo cambiamento dei membri presenti, si è formato e per l’appunto caratterizzato come unità. La strada percorsa anche da chi per vari motivi lasciava il laboratorio teatrale, rimaneva in eredità ai nuovi arrivati, al punto che non si è mai ricominciato da capo.
Punto focale dell’attività è il “Laboratorio” inteso come processo (teatrale, ma non solo), ossia metodo di lavoro che mette al centro dell’interesse la persona formata sia di materia fisica (muscoli, articolazioni, organi, ecc.) che di emozioni, pensieri e desideri.
E ancora, “luogo” di relazioni con il proprio io, con gli altri, con lo spazio. Il percorso riabilitativo non è calato dall’alto dagli esperti di turno, ma chiede impegno e partecipazione, ossia volontà di cambiamento, da parte di ciascuno.
È quindi necessario lavorare sulla persona e sul gruppo per iniziare un processo che può portare o no ad un prodotto artistico: lo spettacolo; anche se non è quest’ultimo, naturalmente, l’obiettivo principale.
Allo spettacolo però ci si è arrivati, naturalmente dopo che il gruppo ha realizzato la sua crescita e si è sentito pronto e maturo per questa ulteriore esperienza.
Lo spettacolo diventa, quindi, non conclusione di un percorso ma ulteriore passo nel percorso, non evento fine a se stesso ma nuova esperienza riabilitativa e di confronto.
La presentazione dell’evento è avvenuto nel luglio 2004.
Progettare e portare a esposizione pubblica uno spettacolo, imparare
un testo, conoscere i movimenti nella scena, trovarsi talvolta soli o protagonisti, confrontarsi con le musiche, con le luci e con gli oggetti teatrali significa presa di responsabilità per se stessi e per tutto il gruppo. Ma pure come personaggio-attore creare relazione e rapporto con altri attori-personaggi.
E ancora, entrare in relazione e comunicare agli spettatori contenuti ed emozioni.
L’attimo prima dell’evento l’utente-attore (ma anche l’attore) è carico di ansia, di paura di non farcela, di dimenticare il testo; è un tempo carico di tensione.
Dopo l’evento quella tensione diventa luce, l’applauso carica ulteriormente, fa sentire di essere al centro dell’attenzione, protagonisti in positivo. Su questa isola felice ci si vorrebbe fermare, accontentarsi del risultato. Anche chi conduce, organizza, sostiene, promuove si sente contento, sente di aver raggiunto un risultato, di aver contribuito a scalfire delle difficoltà, talvolta delle impassibilità. Sappiamo però che per mantenere i risultati positivi (terapeutici) è necessario non fermarsi. La ricerca deve continuare, altri percorsi sono da indagare, altre difficoltà da affrontare, sempre e comunque in funzione degli obiettivi principali: la riabilitazione e la ri-socializzazione.
La nostra équipe non si è fermata.
Con l’autunno ha elaborato, messo a punto e dato inizio ad un progetto che vede il coinvolgimento di altri attori istituzionali, due scuole superiori di Este: l’ITIS Euganeo e l’Istituto d’Arte Corradini.
Allargare i confini è un desiderio diventato necessità: Il bisogno di aprirci, come gruppo, verso l’esterno; conoscere e farci conoscere, mettendo in gioco curiosità, paure, il sapere e le fantasie nostre e degli altri; far incontrare persone con storie diverse in un terreno che può diventare comune che, nel nostro caso, è quello dell’arte teatrale. L’obiettivo che ci si propone con questa azione è combattere il pregiudizio e i preconcetti che sottostanno all’idea di malattia mentale ma anche permettere l’incontro tra malattia mentale e normalità.
Favorire lo scambio, l’incontro, la conoscenza tra persone “affette” da normalità e da malattia mentale mediante l’esperienza del laboratorio teatrale. Il progetto a durata biennale (rinnovabile) si è articolato in questo primo anno con incontri preparatori tra i referenti del laboratorio teatrale del Dipartimento di Salute Mentale e gli insegnanti delegati della scuola, incontri con gli studenti nelle rispettive sedi scolastiche, incontri laboratoriali congiunti tra utenti del Dipartimento di Salute Mentale e studenti, presso la sala teatrale, con dimostrazione di lavoro da parte del LAB 17 e forum con gli spettatori-studenti.
Il progetto si propone di proseguire il prossimo anno (scolastico) con un laboratorio congiunto con lo scopo (artistico) di produrre alla fine uno spettacolo da presentare pubblicamente. In sede di verifica e valutazione con i partecipanti al laboratorio, l’esperienza fin qui attuata è risultata positiva. C’è un forte desiderio di continuare, di incontrarsi, di lavorare assieme.

Tiziana Bellini
Paolo Cattaneo
Educatori
Centro Diurno Montagnana
ULSS 17