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VISITE
DOMICILIARI
IN ETA' PEDIATRICA
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Il rapporto tra medico e paziente poggia su un pilastro fondamentale che è la fiducia, da parte di quest’ultimo, sia sulla competenza e preparazione scientifica del medico che sulla sua volontà di agire sempre per il bene del malato.
Nel caso dei bambini questa fiducia viene espressa dai genitori e, dalle indagini svolte negli anni scorsi, il loro livello di fiducia e di gradimento nei riguardi dei pediatri di libera scelta è molto elevato.
Nonostante questo riconoscimento e i risultati di qualità ottenuti in questi anni, alcune famiglie sembrano
non fidarsi del giudizio del pediatra e non accettano che sia il medico a decidere se visitare o no il bambino a domicilio.
È giusto, allora, tornare sull’argomento per spiegare perché i pediatri si comportano così tenendo conto che il servizio svolto dal pediatra verso i suoi assistiti comprende una serie ampia ed articolata di attività, presentate nella Guida dei Servizi pubblicata dall’Azienda ULSS 17, dove la visita domiciliare è soltanto una parte di quanto previsto (la guida è disponibile
presso le sedi distrettuali, gli ambulatori dei pediatri di libera scelta e presso l’URP; è anche consultabile sul sito web aziendale www.ulss17.it).
Bisogna premettere, inoltre, che, insieme alla fiducia, l’altro aspetto importante che deve regolare il rapporto tra i pazienti ed il medico DOMICILIARIè il rispetto reciproco e di quanto previsto dalle norme contenute nell’“Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti pediatri di libera scelta”. In questo accordo, stipulato
tra i pediatri ed il Ministero della Salute, sono contenuti i compiti e le competenze del medico durante
l’esercizio del suo lavoro.
Per quanto riguarda la visita domiciliare, l’accordo prevede: “L’attività medica viene prestata nello studio del pediatra. Qualora le condizioni cliniche non consentano la trasferibilità dell’ammalato, l’attività medica viene prestata a domicilio del paziente. …. La visita domiciliare (qualora ritenuta necessaria da parte del pediatra) deve essere eseguita entro…”.
Da questo si coglie, senza alcun dubbio, che:
• la decisione di fare la visita a domicilio spetta soltanto al medico;
• che la visita a domicilio viene eseguita solo nel caso il bambino non sia trasferibile.
Nell’articolo non si parla di febbre o di malattie particolari per la visita
a domicilio, ma solo di non trasportabilità del bambino che è un evento quanto mai raro (esempi: bambino ingessato che non può essere mosso dal letto, grave deficit immunitario con scarse difese anticorpali).
Infatti:
• se il bambino è ammalato con la febbre, l’andare in ambulatorio
non peggiora la malattia e non pregiudica la guarigione: non va, quindi, contro l’interesse del bambino;
• la visita in ambulatorio risulta essere più accurata perché ci sono attrezzature e strumenti che non possono essere portati
tutti a domicilio: quindi va a vantaggio e nell’interesse del bambino.
Al giorno d’oggi, per migliorare la qualità delle cure per il bambino, è meglio puntare su un ambulatorio medico attrezzato che permetta un miglioramento della specificità della diagnosi con riduzione al minimo degli errori, risparmio di farmaci e ricoveri inutili e conseguente vantaggio per il bambino.
A domicilio, invece, il pediatra potrebbe non essere in condizione di porre una diagnosi appropriata anche per comuni malattie dell’infanzia o per distinguere una malattia potenzialmente grave da una più banale perché gli mancano gli strumenti ed i test di laboratorio disponibili in ambulatorio.
Da ciò si coglie che non bisogna confondere la comodità delle cure di una visita domiciliare con la qualità della prestazione che, in questo tipo di visita, è sicuramente inferiore a quella ambulatoriale.
Il punto di vista dei pediatri italiani è condiviso anche in altre nazioni del mondo.
La visita domiciliare non è prevista: nel Nord-Europa (Olanda, Finlandia, ecc.); in USA con pediatria di famiglia
a copertura assicurativa dove la visita domiciliare è dismessa dal 1970; nè in Inghilterra dove il medico di medicina generale, che opera in studi associati, va a domicilio dei pazienti molto poco.
In Francia, Germania, Spagna, Svizzera la visita a domicilio è rara, occupando in media lo 0,5-2% dell’attività dei pediatri, cioè dalle 15 alle 100 volte in meno del pediatra di famiglia italiano.
La Società Italiana di Pediatria, per la miglior qualità delle prestazioni, ha puntato:
• sull’aggiornamento obbligatorio e certificato del medico;
• sulla prenotazione delle visite;
• sulla disponibilità di strumenti e attrezzature che permettano una diagnosi precisa e tempestiva già in ambulatorio;
• sui servizi integrati come la continuità
assistenziale nei giornifestivi e prefestivi;
• sull’associazionismo pediatrico;
• sulla pediatria di gruppo e sul sostegno e incentivazione di quanto di meglio può esistere attualmente in termini di risorse e strutture per dare continuità e qualità alla pediatria di base.
Concludiamo esprimendo la convinzione che la stretta collaborazione tra le famiglie e i pediatri, la fiducia reciproca ed il rispetto della normativa da parte di tutti sono le prime risorse su cui far leva per la promozione e la salvaguardia della salute delle future generazioni.
Cogliamo l’occasione per inviare un caloroso saluto ai bambini, alle loro famiglie e ai pediatri di base dell’Azienda ULSS 17
Giampietro Chiamenti
Segretario Regionale
Federazione Italiana
Medici Pediatri (FIMP)
Giorgio Meneghelli
Pediatra di Libera scelta
Mestre - Venezia
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