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LA
MALATTIA DA REFLUSSO
GASTRO-ESOFAGEO
Il nostro stomaco produce un acido molto potente, l’acido cloridrico (HCl), che ha l’utile funzione
di contribuire alla digestione del cibo.
Questo acido viene prodotto da un tipo di cellule presenti nella mucosa
gastrica, “le cellule parietali”: la mucosa dello stomaco però non ne viene danneggiata, essendo protetta da vari
meccanismi che formano
nel loro insieme una “barriera” tra acido e cellule gastriche (in pratica viene impedito il contatto diretto tra loro). Quando per varie cause tale barriera viene ad essere
alterata allora l’acido è in grado di produrre lesioni nello stomaco e nel duodeno (ulcere, erosioni, gastrite, duodenite).
L’esofago è l’organo tubulare che rappresenta l’inizio del canale alimentare: il cibo percorre l’esofago per poi arrivare nello stomaco.
Tra esofago e stomaco esiste una “valvola” (il cardias) che normalmente
impedisce la risalita del contenuto gastrico verso l’esofago, proteggendo in tal modo dall’acido
la mucosa esofagea, priva dei mezzi difensivi propri della mucosa gastrica. Quando per l’imperfetta chiusura della valvola l’acido riesce ad entrare in contatto con l’esofago
ne possono derivare sintomi quali bruciore o dolore. In alcuni casi l’acido non provoca soltanto sintomi, ma anche un danno alla mucosa dell’esofago,
“l’esofagite”, che consiste nella formazione di erosioni (lesioni simili alle ulcere, ma meno profonde), evidenziabili
mediante gastroscopia; anche se l’acido cloridrico è il maggiore responsabile dell’irritazione della mucosa esofagea, anche la pepsina
(enzima prodotto dallo stomaco) e la bile (prodotta dal fegato) hanno un effetto dannoso.
La risalita di acido dallo stomaco verso l’esofago avviene più facilmente
quando siamo distesi (per esempio durante il riposo notturno),
arrivando talvolta a provocare un’irritazione della mucosa delle prime vie aeree (laringe, corde vocali,
trachea); pertanto, in alcuni casi, il reflusso di acido verso l’esofago
può causare sintomi quali tosse e raucedine. L’insieme di questi
quadri clinici vengono compresi nel termine “Malattia da reflusso gastro-esofageo”: si tratta di una patologia ampiamente diffusa nella
popolazione di ogni fascia d’età.
Da vari anni sono disponibili farmaci efficaci e ben tollerati per il trattamento della malattia da reflusso, che possono agire in due modi differenti:
riducendo la secrezione acida delle cellule gastriche e rendendo così meno aggressivo
il succo gastrico che può arrivare a contatto con l’esofago, oppure ricoprendo
la mucosa dell’esofago con uno strato protettivo che impedisce il contatto diretto
con l’acido.
Tali farmaci risultano efficaci nella guarigione dell’esofagite e nel miglioramento dei sintomi da reflusso.
Il medico di medicina generale e lo specialista di gastroenterologia sono
le figure coinvolte nella gestione di questa patologia, e possono interagire tra loro per proporre eventuali indagini diagnostiche e impostare le terapie più efficaci.
Ezio Mastropasqua
Specialista Gastroenterologo
U.O. Medicina
Azienda ULSS 17
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