2° QUADRIMESTRE 2006 redazione@bussolasalute.com

EDITORIALE
INSERTO SPECIALE
Il Radon
PIANETA RAGAZZI

Stop al dolore nel bambino

Leucemia nell'infanzia

Smoke free: una scelta 
di vita (fotoromanzo)

PIANETA ADULTI

Malattia da reflusso gastro-esofageo

Attività riabilitativa: la pallavolo

Quelli della notte e del dì di festa

Prestiti d'onore alle famiglie
PIANETA DONNA
Farmaci in gravidanza

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QUELLI DELLA NOTTE
E DEL DI' DI FESTA

La Guardia Medica è nata negli anni ’80 come un servizio di assistenza medica alla cittadinanza operante nelle fasce notturne, prefestive e festive.
Vi prestavano servizio medici, di solito neolaureati, in attesa di migliore occupazione.
Con l’evolversi in questi anni del Sistema Sanità, cioè con il maggiore
impegno di risorse e servizi nel territorio, oltre al cambiamento
del nome, da Guardia Medica a Servizio di Continuità Assistenziale (SCA), il servizio ha mutato radicalmente le sue funzioni e le sue attività.
La Regione del Veneto, nell’ambito delle politiche sanitarie territoriali, ha puntato molto sul suo ruolo riqualificandone il servizio e investendo sulla formazione dei medici che operano in esso.
In questi ultimi tempi il SCA è formato da medici, convenzionalmente di medicina generale, e come tali in fase di integrazione con le attività della rete dei servizi presenti nel territorio.

IL SERVIZIO DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE NELL’ULSS 17
Nel territorio dell’ULSS 17 operano 36 medici distribuiti nelle sedi di Conselve, Monselice, Este, Montagnana.
In ogni turno di servizio sono presenti nel territorio 8 medici per una popolazione di 181.000 abitanti (1 medico ogni 22.650 abitanti).
Nel corso del 2005 sono state effettuate 17.800 prestazioni (visite domiciliari, ambulatoriali e consigli telefonici).
Tali prestazioni sono in costante e progressivo aumento dagli anni 2000, segno tangibile dell’utilità del servizio e della qualità dell’intervento deducibile anche dalla bassa incidenza di ospedalizzazione e di ricorso ad altre strutture.

ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO
Al fine di garantire la continuità dell’assistenza
per l’intero arco della giornata il SCA svolge la sua attività:
• dalle ore 20.00 alle ore 8.00 di tutti i giorni;
• dalle ore 10.00 alle ore 20.00 di tutti i giorni prefestivi;
• dalle ore 8.00 alle ore 20.00 di tutti i giorni festivi;
per un totale di 106 ore settimanali
per sede. Il Servizio di Continuità Assistenziale - servizio gratuito - svolto da medici convenzionati con l’ULSS 17, ed indirizzato a tutta la popolazione di ogni fascia di età, assicura tutte quelle prestazioni sanitarie non differibili che richiedono l’intervento o un consulto medico.

COME RIVOLGERSI AL SERVIZIO DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE
L’intervento del medico può essere richiesto sia telefonicamente che recandosi
direttamente presso il servizio.
Il medico secondo scienza e coscienza e anche in base a linee guida
nazionali/regionali, decide sulla base della sintomatologia descritta dall’utente il tipo di intervento che ritiene più opportuno.
A scopo esemplificativo il suo intervento può essere: un consulto telefonico,
una visita medica domiciliare, una visita medica ambulatoriale (laddove ne sussistano i presupposti strutturali), attivazione del 118.

COSA PUÒ FARE IL MEDICO DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE
Tra i compiti del medico di continuità assistenziale rientrano:
• tutti gli interventi sanitari domiciliari che rivestono il carattere della non differibilità.
Non differibilità significa che l’utente ritiene di non poter attendere il rientro del proprio medico curante. La non differibilità è cosa diversa dall‘URGENZA.
L’urgenza è assicurata esclusivamente dal 118. Il medico di continuità assistenziale può comunque rilevare il carattere dell’urgenza e attivare il 118;
• certificazioni di malattia in assenza del proprio medico curante.
Per esempio se l’utente si ammala di sabato, giorno di assenza del medico curante, per la certificazione di malattia può rivolgersi al SCA e otterrà l’effettiva
constatazione di malattia fino ed un massimo di tre giorni;
• certificazioni di malattia per i lavoratori turnisti negli orari di pertinenza del SCA;
• prescrizioni di farmaci su ricettario
regionale che abbiano carattere di urgenza secondo le disposizioni vigenti in materia;
• la constatazione di decesso.

COSA NON PUÒ FARE IL MEDICO DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE
Il medico di continuità assistenziale non può:
• prescrivere esami diagnostici, di laboratorio e strumentali. Se il medico ritiene necessario disporre esami e/o visite specialistiche è tenuto ad inviare il paziente al Pronto Soccorso dell’Ospedale di residenza tramite il 118;
• prescrivere farmaci con nota, salvo i casi previsti e documentati;
• ripetere ricette mediche, se non per farmaci salvavita;
• trascrivere su ricettario regionale farmaci prescritti da medici del Pronto Soccorso o da medici ospedalieri;
• fare impegnative per ricoveri programmati.
Una particolare difficoltà, anche per la presenza di norme contraddittorie,
creano le richieste della cosiddetta “pillola del giorno dopo”. Poiché il medico non ha una conoscenza diretta delle condizioni di salute della richiedente si consiglia di rivolgersi al proprio ginecologo o al ginecologo di guardia. Il medico si comporterà comunque secondo la propria coscienza.


Umberto Costantini
Servizio di Continuità Assistenziale
Azienda ULSS 17

 

QUANDO CHIAMARE IL SERVIZIO DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE
• Per avere una visita non differibile
di un medico quando non è in servizio il proprio medico di base o il pediatra di libera scelta;
• per un parere medico;
• quando c’è necessita di una consulenza
medica sulla terapia in atto;
• per la constatazione di decesso.

QUANDO NON CHIAMARE
IL SERVIZIO DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE

• Per richieste di intervento immediato
in caso di emergenze (perdita
di coscienza, gravi difficoltà respiratorie, emorragie, traumi, ecc.); in tal caso attivare il 118;
• per informazioni sanitarie non rilevanti;
• per richieste di ricoveri programmati;
• per ricettazioni di farmaci non urgenti;
• per chiedere farmacia di turno;
• per somministrazione di terapia iniettabile.

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