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radon
un
problema...
invisibile
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Che cos’è il RADON?
Sempre più spesso se ne sente parlare ma è opportuno fare un po’ di chiarezza.
Indubbiamente non è una realtà nuova, essendo “vecchio” almeno quanto la crosta terrestre!
Infatti, la sua origine naturale, cioè, non direttamente connessa ad attività
tecnologico-produttive, risulta certa e soprattutto abbastanza diffusa e rilevante in termini di presenza quasi ubiquitaria.
Tralasciando interessanti cenni storici sull’evoluzione dello studio del radon e degli effetti della sua presenza
sulla salute umana, il primo rapporto noto riguardo ai rischi legati all’esposizione al radon risale al 1556, ma già dai tempi antichi c’erano strane segnalazioni di gravi malattie, soprattutto respiratorie, legate al terreno
a “miasmi invisibili che traspiravano dalla terra”.
Tito Lucrezio Caro, I sec. a.C., nel “De Rerum Natura” parla di danni polmonari subiti dai minatori a causa di gas provenienti dal sottosuolo.
Per capire che cosa effettivamente è il radon e cosa possa derivare dalla sua presenza, è necessario seguire questo piccolo percorso informativo.

ORIGINE E FONTI
Il radon, innanzitutto, è un gas naturale. Si forma di continuo dal radio per decadimento radioattivo dell’uranio
238, accompagnato dall’emissione di radiazioni ionizzanti. La sua origine, quindi, è naturale, derivando
dalla trasformazione spontanea dell’uranio.
A tal proposito, è da precisare che l’uranio, contrariamente a quanto si pensa, è piuttosto abbondante in natura.
É, però, opportuno sapere che le fonti di radiazioni ionizzanti
di origine naturale sono due:
• i raggi cosmici;
• il decadimento degli elementi radioattivi presenti nella crosta terrestre (radiazione terrestre = radon).
A livello del suolo, gli effetti causati dai raggi cosmici sono trascurabili, mentre può diventare preponderante la radiazione terrestre.
Viceversa, ad esempio, il personale che opera a notevoli altezze, come i dipendenti delle compagnie aree in servizio di volo, non ha problemi di radon bensì di radiazione cosmica.
Quindi il radon, viene generato dal decadimento nucleare
del radio che, a sua volta, ha origine dall’uranio e dal torio.
Questi elementi sono presenti in quantità molto variabile in:
• tutta la crosta terrestre;
• materiali da costruzione che derivano da questa, quali cementi, laterizi, pozzolane, graniti, ecc.
Però mentre il radio, il torio e l’uranio sono elementi solidi il radon è un gas e, di conseguenza, è in grado di muoversi fuoriuscendo dal terreno ed entrando, così,
negli edifici.
Di fatto, le modalità più frequenti che consentono tale penetrazioni all’interno dei vari fabbricati, sono:
• scanalature, tubature di acqua, ecc.;
• fessure, anche microscopiche del pavimento e/o delle giunzioni pavimento-pareti;
• passaggi dei servizi sanitari (scarichi, ecc.).
Una volta arrivato all’interno, il radon si accumula nei locali; all’aria aperta invece si disperde rapidamente, senza raggiungere concentrazioni pericolose.
Quindi, la tipologia architettonica di edificio più a rischio
è la struttura a diretto contatto con il suolo, più raramente i piani sovrastanti.

RISCHIO PER LA SALUTE UMANA
In generale, l’esposizione alle radiazioni ionizzanti può causare forme neoplastiche, in particolare cancro bronchiale e/o polmonare, leucemia.
In Francia, dove la concentrazione media di radon è a un livello intermedio rispetto agli altri paesi europei, si stima che circa il 10% dei decessi per cancro ai polmoni
sia dovuto al radon.
Il rischio aumenta vertiginosamente in caso di fumatori, grazie, ad un complesso meccanismo di facilitazione
espletato dal fumo di tabacco.
Ovviamente è molto importante il tempo di esposizione cui la persona si espone: ecco quindi, l’importante
problema delle civili abitazioni. L’attuale normativa (Decreto Legge n.241 del 24.05.2000, DGR n.79 del 18.01.2002, ecc.) considera quale livello di riferimento
per l’adozione di interventi di rimedio la concentrazione
media annua di gas radon di 200 Bq/m3 per le civili abitazioni.
Nel territorio di questa ULSS sono pochi i comuni dove
tale livello è stato raggiunto. Per avere informazioni dettagliate in tal senso, l’ente di riferimento è l’Agenzia
Regionale per la Prevenzione e Protezione Veneto (ARPAV), che è in grado di effettuare anche le relative misurazioni e fornire ogni informazione e consiglio necessario.
Per ulteriori informazioni:
www.arpa.veneto.it
indirizzo: ARPAV Padova
Via Ospedale, 22 - 35121 Padova
Telefono 049.822.78.41 - Fax 049.822.78.10
E-mail: dappd@arpa.veneto.it
AZIONI DI PREVENZIONE E DIFESA
Non è possibile eliminare totalmente il radon dagli ambienti chiusi, ma solo diminuirne la concentrazione.
Questo risulta essenziale per ridurre gli effetti dannosi alla salute umana. Per quanto riguarda le possibilità di intervento possiamo distinguere:
• tecniche di rimedio su edifici già esistenti;
• tecniche preventive su edifici di nuova costruzione.
Per entrambe, comunque, è essenziale aumentare e rendere costante la ventilazione interna, cioè arieggiare
i vari ambienti in modo da far fuoriuscire da essi il gas che si è concentrato all’interno.
Quindi, almeno tre volte al giorno è opportuno aprire le finestre, iniziando l’apertura dai locali posti a livello più basso, chiudendo
quelli più alti per eventuali fenomeni di “aspirazione” (“effetto camino”).
Per le azioni di rimedio, laddove si evidenzi un’eccessiva concentrazione
di gas, possono essere messi in atto più interventi:
• sigillatura di tutte le possibili
vie di ingresso, in particolare,
scanalature in cui scorrono tubature, crepe varie fra pareti verticali e solaio orizzontale, ecc.;
• aspirazione (con depressurizzazione) intercettando il gas al di sotto del solaio a terra, che viene poi scaricato in atmosfera attraverso pozzetti;
• ventilazione del vespaio ed altre ancora.
Ovviamente, per le nuove costruzioni risulta essenziale mettere in atto tutto o, quantomeno, le più efficaci tecniche preventive considerando che in fase progettuale
è possibile e facile prevedere le posizioni dei vari sistemi scelti (aspirazione, ecc.).
È scontato che particolare cura deve essere posta sui materiali utilizzati. Per una più completa informazione in tal senso potrà essere contattata l’ARPAV, specificamente
competente in materia.
RAPPORTO RADON-FUMO
È talmente importante e consistente questo micidiale legame di potenziamento che i ricercatori distinguono i rischi da radon in due grandi gruppi:
• rischi per fumatori;
• rischi per non fumatori.
Infatti, questa enorme differenza deriva dal fatto che le particelle aspirate da chi fuma (attivamente
ma.. anche passivamente!) si legano con le particelle attive
del radon e così i polmoni vengono irradiati dall’interno dell’organismo, con effetti nocivi estremamente
più gravi.
CONCLUSIONI
Dunque, come proteggersi, come difendere noi e i nostri cari? È possibile ed è fattibile proteggersi
efficacemente dal radon, le condizioni sono:
• smettere di fumare;
• bonificare gli ambienti esistenti;
• progettare le nuove costruzioni sulla base delle indicazioni
radon-connesse;
comunque, sempre avere cura e attenzione alla corretta aerazione dei locali.
Maria Gabriella Penon
Direttore U.O. Servizio Igiene e Sanità Pubbica
Claudio Cecchinello
Franco Rubini
Chiara Schiavinato
Graziano Tasinato
U.O. Servizio Igiene e Sanità Pubbica
Azienda ULSS 17
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