3° QUADRIMESTRE 2006 redazione@bussolasalute.com
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TRAVAGLIO 
E PARTO NATURALE:
IL RUOLO DELL'OSTETRICA


Nell’immaginario collettivo il “parto” viene associato all’ospedale con tutta la sua attrezzatura, la strumentazione, il personale medico specializzato ed è vissuto sempre con un po’ di apprensione. Questo pensiero è in sintonia con l’affermazione: “un parto può essere considerato nor-male solo a posteriori”. Tale affermazione è largamente condivisa tra gli ostetrici di molti Paesi: ciò condiziona l’assistenza al parto normale assimilandola a quella del parto con complicazioni. Questo comportamento ha dominato e domina tuttora, in certi casi, le decisioni sulla nascita, il luogo, il tipo di personale e di assistenza. Tutto ciò non è in sintonia con quanto afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che definisce nascita normale “un parto che insorge spontaneamente, è a basso rischio all’inizio del travaglio e si mantiene tale fino al parto. Il bambino nasce spontaneamente in posizione di vertice a termine di gravidanza, tra la 37a e la 42a settimana. 

Dopo il parto, mamma e neonato sono in buone condizioni”. Il tentativo di migliorare la salute di madre e bambino, con conseguente riduzione della morbilità e mortalità verificatasi nel corso degli anni, ha però dato spazio ad un eccesso di interventi finalizzati a indurre, accelerare, monitorare, regolare il processo normale del travaglio e del parto. Un’ulteriore espressione dei concetti suddetti è l’aumento indiscriminato del numero dei parti mediante taglio cesareo. Negli ultimi decenni ci si è chiesti se, ferme restando le indiscutibili conquiste scientifiche con le loro applicazioni cliniche, fosse proprio necessario considerare ogni gravidanza e ogni parto come un evento che necessiti di assistenza medica.

Sempre l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce quale sia lo scopo dell’assistenza in una nascita normale: “avere una donna e un bambino in salute con il minore livello di intervento che sia compatibile con la sicurezza, per cui in una nascita normale deve esserci una ragione valida per interferire nel processo naturale”. Per questa ragione si è verificato, in molti ospedali, un cambiamento verso un processo di “umanizzazione della nascita” con una ricerca e un recupero della fisiologia dell’evento. Un tale atteggiamento tiene conto delle competenze naturali della donna per cui la nascita è una normale funzione vitale del corpo femminile, non una malattia. È importante considerare la nascita anche nella sua dimensione psico-affettiva assecondando i tempi del travaglio spontaneo, proteggendo e favorendo il primo legame madre-bambino, consentendo e facilitando la presenza del partner ogni qualvolta ciò sia richiesto, senza perdere i benefici di sicurezza per mamma e bambino. È in quest’ottica che il Punto Parto dell’Ospedale di Monselice offre la sua assistenza alla donna in gravidanza. L’équipe composta da medici, ostetriche, infermiere e personale di supporto, lavora in collaborazione per offrire le condizioni per una nascita sicura per madri e neonati e, nello stesso tempo, per una esperienza positiva per la donna, che la renda capace di iniziare la maternità con un senso di conquista ed una condizione di profonda fiducia in se stessa. Al momento del ricovero in ospedale, il medico e l’ostetrica che accolgono la donna stabiliscono un piano assistenziale che, in base all’andamento della gravidanza e agli esami clinici, sarà personalizzato e finalizzato all’esclusione di fattori di rischio che permetteranno di seguire travaglio e parto in modo fisiologico. Definita l’assenza di fattori di rischio, sarà l’ostetrica ad assistere travaglio e parto. L’ostetrica, in questo processo di cambiamento, è una figura cardine poiché, per formazione e cultura, è indirizzata alla fisiologia della nascita. Non vede in ogni gravida una patologia, ma una donna con tutte le competenze biologiche per far crescere un bambino in utero, partorirlo e nutrirlo fino allo svezzamento. 
È soltanto in questo contesto che, molto spesso, la donna ha l’opportunità di conoscere questa figura che, con la sua vicinanza continua durante travaglio e parto, offre alla donna assistenza professionale ma anche sostegno emotivo, creando un clima protettivo e rispettoso dell’intimità della coppia. Presso il Punto Parto dell’Ospedale di Monselice le sale travaglio sono singole: favoriscono così la privacy, la possibilità della donna di avere accanto a sé una persona di sua scelta, permettono di affrontare attivamente il proprio travaglio muovendosi e cambiando posizione e infine di tenere vicino a sé il proprio bambino e allattarlo fin dai primi momenti di vita. Infatti è dimostrato che la libertà di esprimersi, di muoversi e ricreare un ambiente il più possibile familiare permettono alla donna in travaglio di sopportare meglio il dolore, fare un’esperienza profonda, riscoprire risorse nascoste che le consentiranno di acquisire autostima e forza. In quest’ottica vi è piena sintonia fra le ostetriche territoriali, che nell’ambito del Consultorio sono la figura di riferimento, in particolare nei corsi di preparazione alla nascita, durante i quali la donna può acquisire consapevolezza delle potenzialità del proprio corpo per affrontare serenamente il travaglio e il dolore, aumentando l’autostima e la presa di coscienza delle proprie risorse, e l’équipe delle ostetriche ospedaliere che offrono questa opportunità in sala parto. Perché voler restituire naturalità all’evento nascita? Oggi si è consapevoli che lo sviluppo della personalità dell’individuo è legato alle fasi iniziali della vita, che una gravidanza serena, un parto consapevole, l’affetto e la serenità che circondano il neonato sono l’ideale porta d’accesso alla vita.

Antonietta Carluccio
Responsabile 

Maria Irene Belluco
Coordinatrice Ostetrica

Francesca Robbiati
Tiziana Tassetto
Ostetriche

Unità Operativa Punto Parto
Azienda ULSS 17

Milena Fioravanti
Ostetrica
Consultorio Familiare
Azienda ULSS 17

 



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