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TRAVAGLIO
E PARTO NATURALE:
IL RUOLO DELL'OSTETRICA |
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Nell’immaginario
collettivo il “parto” viene associato all’ospedale con tutta
la sua attrezzatura, la strumentazione, il personale medico
specializzato ed è vissuto sempre con un po’ di apprensione.
Questo pensiero è in sintonia con l’affermazione: “un parto può
essere considerato nor-male solo a posteriori”. Tale affermazione
è largamente condivisa tra gli ostetrici di molti Paesi: ciò
condiziona l’assistenza al parto normale assimilandola a quella
del parto con complicazioni. Questo comportamento ha dominato e
domina tuttora, in certi casi, le decisioni sulla nascita, il luogo,
il tipo di personale e di assistenza. Tutto ciò non è in sintonia
con quanto afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che
definisce nascita normale “un parto che insorge spontaneamente, è
a basso rischio all’inizio del travaglio e si mantiene tale fino
al parto. Il bambino nasce spontaneamente in posizione di vertice a
termine di gravidanza, tra la 37a e la 42a settimana.
Dopo il parto, mamma e neonato sono in buone condizioni”. Il
tentativo di migliorare la salute di madre e bambino, con
conseguente riduzione della morbilità e mortalità verificatasi nel
corso degli anni, ha però dato spazio ad un eccesso di interventi
finalizzati a indurre, accelerare, monitorare, regolare il processo
normale del travaglio e del parto. Un’ulteriore espressione dei
concetti suddetti è l’aumento indiscriminato del numero dei parti
mediante taglio cesareo. Negli ultimi decenni ci si è chiesti se,
ferme restando le indiscutibili conquiste scientifiche con le loro
applicazioni cliniche, fosse proprio necessario considerare ogni
gravidanza e ogni parto come un evento che necessiti di assistenza
medica.
Sempre l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce quale sia
lo scopo dell’assistenza in una nascita normale: “avere una
donna e un bambino in salute con il minore livello di intervento che
sia compatibile con la sicurezza, per cui in una nascita normale
deve esserci una ragione valida per interferire nel processo
naturale”. Per questa ragione si è verificato, in molti ospedali,
un cambiamento verso un processo di “umanizzazione della
nascita” con una ricerca e un recupero della fisiologia
dell’evento. Un tale atteggiamento tiene conto delle competenze
naturali della donna per cui la nascita è una normale funzione
vitale del corpo femminile, non una malattia. È importante
considerare la nascita anche nella sua dimensione psico-affettiva
assecondando i tempi del travaglio spontaneo, proteggendo e
favorendo il primo legame madre-bambino, consentendo e facilitando
la presenza del partner ogni qualvolta ciò sia richiesto, senza
perdere i benefici di sicurezza per mamma e bambino. È in
quest’ottica che il Punto Parto dell’Ospedale di Monselice offre
la sua assistenza alla donna in gravidanza. L’équipe composta da
medici, ostetriche, infermiere e personale di supporto, lavora in
collaborazione per offrire le condizioni per una nascita sicura per
madri e neonati e, nello stesso tempo, per una esperienza positiva
per la donna, che la renda capace di iniziare la maternità con un
senso di conquista ed una condizione di profonda fiducia in se
stessa. Al momento del ricovero in ospedale, il medico e
l’ostetrica che accolgono la donna stabiliscono un piano
assistenziale che, in base all’andamento della gravidanza e agli
esami clinici, sarà personalizzato e finalizzato all’esclusione
di fattori di rischio che permetteranno di seguire travaglio e parto
in modo fisiologico. Definita l’assenza di fattori di rischio, sarà
l’ostetrica ad assistere travaglio e parto. L’ostetrica, in
questo processo di cambiamento, è una figura cardine poiché, per
formazione e cultura, è indirizzata alla fisiologia della nascita.
Non vede in ogni gravida una patologia, ma una donna con tutte le
competenze biologiche per far crescere un bambino in utero,
partorirlo e nutrirlo fino allo svezzamento.
È soltanto in questo contesto che, molto spesso, la donna ha
l’opportunità di conoscere questa figura che, con la sua
vicinanza continua durante travaglio e parto, offre alla donna
assistenza professionale ma anche sostegno emotivo, creando un clima
protettivo e rispettoso dell’intimità della coppia. Presso il
Punto Parto dell’Ospedale di Monselice le sale travaglio sono
singole: favoriscono così la privacy, la possibilità della donna
di avere accanto a sé una persona di sua scelta, permettono di
affrontare attivamente il proprio travaglio muovendosi e cambiando
posizione e infine di tenere vicino a sé il proprio bambino e
allattarlo fin dai primi momenti di vita. Infatti è dimostrato che
la libertà di esprimersi, di muoversi e ricreare un ambiente il più
possibile familiare permettono alla donna in travaglio di sopportare
meglio il dolore, fare un’esperienza profonda, riscoprire risorse
nascoste che le consentiranno di acquisire autostima e forza. In
quest’ottica vi è piena sintonia fra le ostetriche territoriali,
che nell’ambito del Consultorio sono la figura di riferimento, in
particolare nei corsi di preparazione alla nascita, durante i quali
la donna può acquisire consapevolezza delle potenzialità del
proprio corpo per affrontare serenamente il travaglio e il dolore,
aumentando l’autostima e la presa di coscienza delle proprie
risorse, e l’équipe delle ostetriche ospedaliere che offrono
questa opportunità in sala parto. Perché voler restituire
naturalità all’evento nascita? Oggi si è consapevoli che lo
sviluppo della personalità dell’individuo è legato alle fasi
iniziali della vita, che una gravidanza serena, un parto
consapevole, l’affetto e la serenità che circondano il neonato
sono l’ideale porta d’accesso alla vita.
Antonietta Carluccio
Responsabile
Maria Irene Belluco
Coordinatrice Ostetrica
Francesca Robbiati
Tiziana Tassetto
Ostetriche
Unità Operativa Punto Parto
Azienda ULSS 17
Milena Fioravanti
Ostetrica
Consultorio Familiare
Azienda ULSS 17
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