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QUESTIONE
DI..."ETICHETTA"
Sicuramente sono innumerevoli le volte in cui abbiamo avuto
l’opportunità di tenere tra le mani un farmaco. Quante volte però la
nostra attenzione si sia soffermata su quello spazio così ristretto e
denso di molteplici informazioni, è pur difficile dirlo. Inizia così, da
qui, da questo spazio così piccolo e al contempo infinitamente ampio,
il nostro viaggio all’interno del complesso mondo del farmaco.
Per cercare di spiegare le informazioni contenute nelle confezioni
ci serviremo di un farmaco confezionato nella fantasia. Così, nomi,
ditte e altro a cui ci riferiremo saranno puramente inventati, con
l’unico scopo di facilitarne la spiegazione. La prima cosa che balza
all’occhio, perché di solito stampata con colori più evidenti e caratteri
più grandi, è il nome commerciale.
Può essere di fantasia (nell’esempio “DOLOSTOP”, vedi figura 1) oppure, nel caso di un
farmaco generico, composto dal nome del principio attivo seguito dal nome della ditta farmaceutica
produttrice.
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| figura 1 |
Abbassando di poco lo sguardo, ci imbattiamo in un codice, detto codice
ATC: un insieme di lettere e numeri (per la precisione sette) che ha lo scopo di individuare univocamente
ed universalmente il nostro principio attivo (nell’esempio
nimesulide, riferita a M01AX17). Si può facilmente intuire l’utilità di questo
codice, immaginando
l’evenienza di chi, trovandosi all’estero, sia nelle condizioni di dover reperire
un farmaco di uso quotidiano. Dettando al medico o al farmacista del
luogo una dopo l’altra le lettere e i numeri che lo
compongono, il paziente si vedrà consegnare un farmaco esattamente uguale al suo, pur avendo,
in qualche caso, nome commerciale diverso.
Ulteriori informazioni presenti sulla scatola sono il dosaggio (nell’esempio
100 mg) riferito alla quantità di principio attivo
per singola unità posologica o per millilitro, nel caso di preparazioni
liquide (nell’esempio 30 bustine), la forma farmaceutica (bustine) e la ditta
produttrice (Farmil). In aggiunta a queste informazioni, obbligatorie
per legge e quindi comuni a tutti i farmaci in commercio, ve ne possono
essere altre aggiuntive sotto forma di simboli (vedere figura 3).
Non meno importanti sono gli elementi che possiamo individuare sul
retro della nostra scatola (vedere figura 2).
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| figura2 |
Di particolare importanza è la composizione del medicinale.
Essa comprende l’elenco dei principi attivi e quello degli eccipienti.
Mentre i primi sono i responsabili dell’effetto terapeutico del medicinale,
i secondi, pur inerti farmacologicamente, giocano un ruolo molto importante.
Proteggendo il principio attivo dalle aggressioni esterne (caldo, freddo,
umidità e urti accidentali), correggendone il gusto (edulcoranti) e
limitandone le contaminazioni da
microrganismi, agiscono affinché questo venga rilasciato e veicolato
al momento opportuno all’interno del nostro organismo. È da tenere
presente che sia i principi attivi che gli eccipienti possono essere
responsabili delle eventuali manifestazioni di intolleranza o allergia.
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| figura 3 |
Di rilievo poi:
• l’indicazione del numero di lotto (nell’esempio 020024) e il cosiddetto
“codice di targa” (codice a barre riportato in fustella) che permettono l’individuazione della
singola confezione e garantiscono la cosiddetta “tracciabilità”
a ritroso lungo la filiera di
produzione.
• La data di scadenza, che si riferisce al prodotto integro e correttamente
conservato. L’indicazione del solo mese ed anno
(nell’esempio 11/2005) estende la validità del prodotto all’ultimo
giorno del mese indicato. Va da sé che è rischiosa l’assunzione di
un farmaco scaduto.
• Il prezzo, unico su tutto il territorio nazionale per i farmaci con
obbligo di ricetta medica, viene invece liberamente stabilito dal
titolare dell’esercizio di vendita per quelli di libera vendita.
Concludiamo infine con le avvertenze d’uso. Esse comprendono:
temperature e/o modalità di conservazione (nell’esempio inferiore a
25°, al riparo della luce, ecc.), il regime di dispensazione (nell’esempio,
“su presentazione di ricetta medica ripetibile”) e altre (“tenere
fuori dalla portata dei bambini”, “servirsi degli appositi contenitori
per la raccolta differenziata dei medicinali”, “leggere attentamente
il foglietto illustrativo”, ecc.).
Da quanto detto risulta evidente che un’occhiata poco attenta alla
confezione può portare non solo all’assunzione di un farmaco scaduto
o non correttamente conservato, ma, ancor più grave, ad un vero e proprio scambio. Valutiamo
ed osserviamo diligentemente
qualsiasi medicamento prima di assumerlo. Uno scambio, in particolar modo
tra confezioni che si assomiglino, come nel caso dei farmaci generici
in cui i medicinali di una stessa ditta sono molto spesso simili, potrebbe
essere causa di gravi danni per la nostra salute.
Carlo Tiengo
UOC Assistenza
Farmaceutica Territoriale
Azienda ULSS 17
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