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SERVIZIO
TRASFUSIONALE NELLA PROVINCIA DI PADOVA
Il sistema trasfusionale nella Regione del Veneto, a partire dal
2006, è stato sottoposto ad una profonda riorganizzazione secondo
le direttive regionali. In ogni provincia è stato istituito un
Dipartimento di Medicina Trasfusionale che riunisce in un unico
organismo le varie realtà trasfusionali del territorio di quella
provincia. Il Dipartimento di Medicina Trasfusionale della Provincia
di Padova, di conseguenza, riunisce il Servizio Immunotrasfusionale
dell’Azienda Ospedaliera di Padova, il Centro Trasfusionale
dell’ULSS 15 e quello dell’ULSS 17. Compito fondamentale del
Dipartimento è garantire, a tutti i ricoverati nelle varie
strutture ospedaliere della provincia, un trattamento adeguato per
quanto riguarda la necessità trasfusionale, cioè a nessun
ricoverato deve mai essere negata una giusta assistenza dal punto di
vista trasfusionale.
Per questo traguardo, molto ambizioso ma doveroso, è necessario
un coordinamento tra le varie realtà della provincia, in modo tale
da garantire un sicuro e certo afflusso di sangue ed emocomponenti a
tutti i reparti ospedalieri che ne avessero necessità.

La situazione, però, allo stato attuale non è confortante: a
fronte
di un incremento, anche se contenuto, nella raccolta di sangue nei
due Centri Trasfusionali delle ULSS 15 e 17, esiste una stagnazione,
se non una diminuzione, nella raccolta
presso il Servizio Immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di
Padova. Oltre a ciò, in tutte le realtà della provincia, i consumi
di sangue, da parte dei vari reparti ospedalieri, si sono
incrementati notevolmente:dal 1996 ad oggi, nella provincia di
Padova, la raccolta di sangue è aumentata del 9% mentre i consumi
del 28%. I motivi di questo incremento nelle trasfusioni sono vari:
• aumento dell’età media delle persone, che quindi possono più
frequentemente sviluppare malattie proprie dell’età avanzata,
quali tumori, leucemie, malattie del midollo osseo ecc.;
• introduzione di tecniche medicochirurgiche, un tempo
sconosciute, quali trapianti di midollo osseo, di fegato, di
polmone, di cuore, di pancreas ecc.;
• ricoveri, per cure ed interventi chirurgici complessi, di
cittadini
italiani provenienti da tutte le altre regioni, che trovano
nell’Ospedale di Padova ed in quelli dalla provincia
professionalità
mediche ed assistenza adeguate. Ecco perchè l’Azienda Ospedaliera
di Padova ha dovuto richiedere, nel 2005, oltre 15.000 unità di
sangue in più rispetto a quelle che è riuscita a raccogliere;
5.000 di tali unità sono state fornite dai Centri Trasfusionali
delle ULSS 15 e 17, mentre le altre 10.000 sono pervenute dai Centri
Trasfusionali delle altre province venete. È evidente che questa
situazione è estremamente grave e non può e non deve continuare.
Occorre che gli abitanti di Padova e della provincia ne prendano
coscienza e si rendano disponibili ad un gesto, così semplice ma
denso di significato, qual è quello di donare il proprio
sangue per chi ne ha bisogno. Solo con il contributo altruistico di
tutti quelli che possono donare il sangue, la realtà padovana
riuscirà, nei prossimi anni, a rendersi autosufficiente per quanto
riguarda la richiesta trasfusionale.
In fondo non ci vorrebbe molto, basterebbe solo che chi ancora non
è donatore di sangue si presti a diventarlo e chi lo è già
aumenti, anche solo di una donazione all’anno (se possibile), il
proprio apporto per aiutare e spesso salvare chi soffre.
Non occorre essere eroi per donare il proprio sangue, ma è
sufficiente superare quelle diffidenze e quei timori (quale quello
dell’ago per i prelievi) che tengono moltissimi cittadini lontano
dalle donazioni.
Il personale dei centri trasfusionali ed i volontari delle
associazioni,
quali AVIS, FIDAS ed altre sono a disposizione di chiunque voglia,
con pochissimo sforzo e con poca perdita di tempo, avvicinarsi al
dono del sangue. Tutte le persone, tra i 18 ed i 65 anni di età e
con un peso superiore ai 50 kg sono potenziali donatori ed una volta
superate le perplessità (legittime per chi si avvicina
per la prima volta) la donazione di sangue risulterà una pratica
semplice, priva di pericoli ed apportatrice di gratificazioni per
chi dona e di immensi benefici per chi, suo malgrado, deve ricevere
il sangue.

Aldo Pavone
Direttore
UOC Centro Trasfusionale
SEDI AVIS
www.avisveneto.it
AVIS
CONSELVANO
Via V. Emanuele II °, 22 - Conselve
Pres. Boscaro GianFranco
tel. 049.959.81.08
avisdelconselvano@libero.it
(presso l’Ospedale)
AVIS DUE CARRARE
Via Roma - Due Carrare
Pres. De Luca Francesco
tel. 049.911.52.19
AVIS ESTE
Via Settabile, 33 - Este
Pres. Rondin Roberto
tel.0429.618.396
avis.este@infinito.it
AVIS GRANZE
Via Bassa, 25 - Vescovana (presso il Presidente)
Pres.Bonaldo Ervino
tel. 0425.920.153 (tel. Presidente)
avisgranzevescovana@virgilio.it
AVIS MONSELICE
Via Marconi, 19 - Monselice (presso l’Ospedale)
Pres. Ennio Gianni
tel. 0429.788.382
avismonselice@libero.it
AVIS MONTAGNANESE
Via Ospedale - Montagnana (presso l’Ospedale)
Pres. Albertin Italo
tel. 0429.808.649
avis.montagnanese@libero.it
AVIS SOLESINO
Via Immacolata, 19 - Solesino
Pres. Nessi Nazzareno
tel. 0429.770.130
avissolesino@libero.it
AVIS STANGHELLA
Via I° Maggio, 21 - Stanghella (presso il Presidente)
Pres. Cecchinato Guerrino
tel. 0425.95.271
avis-stanghella@libero.it
AVIS VO’ Via dei Colli - Vo’
Pres. Gaeta Sabatino
PER DIVENTARE DONATORE
Presso i Centri Trasfusionali di Conselve, Este, Monselice e
Montagnana si effettuano le visite d’idoneità.
Il tempo necessario è di circa due ore e mezzo, in cui verrà
effettuato un prelievo per le necessarie analisi di laboratorio, una
radiografia del torace, un elettrocardiogramma ed una visita medica.
Solamente dopo aver visionato tutti i vostri esami, il medico
trasfusionista dichiarerà l’idoneità ed il numero massimo di
donazioni che possono essere effettuate in un anno.
È un’ulteriore garanzia per la salute del donatore e per quella
di
chi riceverà il sangue. Potrà poi iniziare l’attività di
donatore, che tutti ci auguriamo sarà lunghissima.
Azienda ULSS 17
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