1° QUADRIMESTRE 2007 redazione@bussolasalute.com
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La redazione


SERVIZIO TRASFUSIONALE NELLA PROVINCIA DI PADOVA

Il sistema trasfusionale nella Regione del Veneto, a partire dal
2006, è stato sottoposto ad una profonda riorganizzazione secondo
le direttive regionali. In ogni provincia è stato istituito un Dipartimento di Medicina Trasfusionale che riunisce in un unico organismo le varie realtà trasfusionali del territorio di quella provincia. Il Dipartimento di Medicina Trasfusionale della Provincia di Padova, di conseguenza, riunisce il Servizio Immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, il Centro Trasfusionale dell’ULSS 15 e quello dell’ULSS 17. Compito fondamentale del Dipartimento è garantire, a tutti i ricoverati nelle varie strutture ospedaliere della provincia, un trattamento adeguato per quanto riguarda la necessità trasfusionale, cioè a nessun ricoverato deve mai essere negata una giusta assistenza dal punto di vista trasfusionale.
Per questo traguardo, molto ambizioso ma doveroso, è necessario
un coordinamento tra le varie realtà della provincia, in modo tale
da garantire un sicuro e certo afflusso di sangue ed emocomponenti a tutti i reparti ospedalieri che ne avessero necessità.



La situazione, però, allo stato attuale non è confortante: a fronte
di un incremento, anche se contenuto, nella raccolta di sangue nei
due Centri Trasfusionali delle ULSS 15 e 17, esiste una stagnazione, se non una diminuzione, nella raccolta
presso il Servizio Immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di
Padova. Oltre a ciò, in tutte le realtà della provincia, i consumi di sangue, da parte dei vari reparti ospedalieri, si sono incrementati notevolmente:dal 1996 ad oggi, nella provincia di Padova, la raccolta di sangue è aumentata del 9% mentre i consumi
del 28%. I motivi di questo incremento nelle trasfusioni sono vari:
• aumento dell’età media delle persone, che quindi possono più
frequentemente sviluppare malattie proprie dell’età avanzata,
quali tumori, leucemie, malattie del midollo osseo ecc.;
• introduzione di tecniche medicochirurgiche, un tempo sconosciute, quali trapianti di midollo osseo, di fegato, di polmone, di cuore, di pancreas ecc.;
• ricoveri, per cure ed interventi chirurgici complessi, di cittadini
italiani provenienti da tutte le altre regioni, che trovano nell’Ospedale di Padova ed in quelli dalla provincia professionalità
mediche ed assistenza adeguate. Ecco perchè l’Azienda Ospedaliera di Padova ha dovuto richiedere, nel 2005, oltre 15.000 unità di sangue in più rispetto a quelle che è riuscita a raccogliere; 5.000 di tali unità sono state fornite dai Centri Trasfusionali delle ULSS 15 e 17, mentre le altre 10.000 sono pervenute dai Centri
Trasfusionali delle altre province venete. È evidente che questa situazione è estremamente grave e non può e non deve continuare. Occorre che gli abitanti di Padova e della provincia ne prendano coscienza e si rendano disponibili ad un gesto, così semplice ma denso di significato, qual è quello di donare il proprio
sangue per chi ne ha bisogno. Solo con il contributo altruistico di
tutti quelli che possono donare il sangue, la realtà padovana riuscirà, nei prossimi anni, a rendersi autosufficiente per quanto riguarda la richiesta trasfusionale.
In fondo non ci vorrebbe molto, basterebbe solo che chi ancora non è donatore di sangue si presti a diventarlo e chi lo è già aumenti, anche solo di una donazione all’anno (se possibile), il proprio apporto per aiutare e spesso salvare chi soffre.
Non occorre essere eroi per donare il proprio sangue, ma è sufficiente superare quelle diffidenze e quei timori (quale quello dell’ago per i prelievi) che tengono moltissimi cittadini lontano dalle donazioni.
Il personale dei centri trasfusionali ed i volontari delle associazioni,
quali AVIS, FIDAS ed altre sono a disposizione di chiunque voglia, con pochissimo sforzo e con poca perdita di tempo, avvicinarsi al dono del sangue. Tutte le persone, tra i 18 ed i 65 anni di età e con un peso superiore ai 50 kg sono potenziali donatori ed una volta superate le perplessità (legittime per chi si avvicina
per la prima volta) la donazione di sangue risulterà una pratica semplice, priva di pericoli ed apportatrice di gratificazioni per chi dona e di immensi benefici per chi, suo malgrado, deve ricevere il sangue.



Aldo Pavone
Direttore
UOC Centro Trasfusionale

SEDI AVIS 
www.avisveneto.it

AVIS CONSELVANO 
Via V. Emanuele II °, 22 - Conselve 
Pres. Boscaro GianFranco 
tel. 049.959.81.08 
avisdelconselvano@libero.it
(presso l’Ospedale)
AVIS DUE CARRARE 
Via Roma - Due Carrare 
Pres. De Luca Francesco 
tel. 049.911.52.19
AVIS ESTE 
Via Settabile, 33 - Este 
Pres. Rondin Roberto 
tel.0429.618.396 
avis.este@infinito.it
AVIS GRANZE 
Via Bassa, 25 - Vescovana (presso il Presidente)
Pres.Bonaldo Ervino 
tel. 0425.920.153 (tel. Presidente)
avisgranzevescovana@virgilio.it
 AVIS MONSELICE 
Via Marconi, 19 - Monselice (presso l’Ospedale)
Pres. Ennio Gianni 
tel. 0429.788.382 
avismonselice@libero.it
AVIS MONTAGNANESE 
Via Ospedale - Montagnana (presso l’Ospedale)
Pres. Albertin Italo 
tel. 0429.808.649 
avis.montagnanese@libero.it
AVIS SOLESINO 
Via Immacolata, 19 - Solesino 
Pres. Nessi Nazzareno 
tel. 0429.770.130 
avissolesino@libero.it
AVIS STANGHELLA 
Via I° Maggio, 21 - Stanghella (presso il Presidente)
Pres. Cecchinato Guerrino 
tel. 0425.95.271 
avis-stanghella@libero.it
AVIS VO’ Via dei Colli - Vo’ 
Pres. Gaeta Sabatino

PER DIVENTARE DONATORE
Presso i Centri Trasfusionali di Conselve, Este, Monselice e Montagnana si effettuano le visite d’idoneità.
Il tempo necessario è di circa due ore e mezzo, in cui verrà effettuato un prelievo per le necessarie analisi di laboratorio, una radiografia del torace, un elettrocardiogramma ed una visita medica. Solamente dopo aver visionato tutti i vostri esami, il medico trasfusionista dichiarerà l’idoneità ed il numero massimo di donazioni che possono essere effettuate in un anno.
È un’ulteriore garanzia per la salute del donatore e per quella di
chi riceverà il sangue. Potrà poi iniziare l’attività di donatore, che tutti ci auguriamo sarà lunghissima.
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