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"LE CURE PULITE SONO
CURE PIU' SICURE":
IL
LAVAGGIO DELLE MANI

"La sicurezza deL paziente è oggi Lapriorità deL sistema sanitario nazionaLe;Le infezioni associate aLL’assistenza sanitaria possono essere ridottee iL risvoLto di ciò è La saLvaguardiadi miLioni di persone in tutto iL mondo"
Sir liAm doNAldSoN PrEsidEntE dEll’AllEAnzA MondiAlE PEr lA siCurEzzA dEi PAziEnti
Per combattere la diffusione delle infezioni associate all’assistenza sanitaria (infezioni nosocomiali) che hanno un’importante impatto sulla salute umana e colpiscono milioni di persone nel mondo ogni anno, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) e i suoi partner hanno lanciato il programma “Global Patient Safety Challenge”, con il tema “Clean Care is Safer Care” (traducibile come “un’assistenza pulita è un’assistenza più sicura”), in cui sono enunciati i principi che dovrebbero guidare le azioni di tutti gli operatori sanitari durante le loro attività di assistenza (sicurezza nel maneggiare sangue e derivati, rifiuti sanitari nell’espletamento delle procedure cliniche ecc.).Le infezioni ospedaliere sono generalmente provocate da microrganismi normalmente presenti nell’ambiente, che possono causare malattia nei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie vista la potenziale fragilità di queste persone.Le infezioni nosocomiali sono globali in quanto interessano sia i Paesi progrediti che quelli in via di sviluppo. Secondo uno studio condotto dall’OMS, sono più di 1.400.000 le persone nel mondo colpite da questo tipo di infezioni (nei Paesi più progrediti circa il 5-10 % dei ricoverati; nei Paesi in via di sviluppo circa il 25%).

LA CAMPAGNA OMS “SFIDA MONDIALE
PER LA SICUREZZA DEL PAZIENTE”
Sulla cute integra dei pazienti possono essere presenti da cento a un milione di germi per cm2; la cute normale elimina giornalmente un milione di cellule di desquamazione ricche di microrganismi; toccando il paziente (valutando polso, pressione e temperatura) l’operatore si contamina con 100-1000 microrganismi; essi sopravvivono sulle mani da 2 a 60 minuti; le mani contaminate dal paziente o dall’ambiente possono così trasmettere infezioni anche gravi.
È stata proposta dall’OMS una strategia articolata su azioni rivolte ai diversi aspetti che influenzano il lavaggio delle mani.La sperimentazione della strategia sarà promossa in molte aziende sanitarie italiane con l’obiettivo di misurare il miglioramento, ma anche sperimentare le nuove linee guida e condividerne pregi e difetti.Il progetto è coordinato a livello nazionale dal “Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie” e dalla Regione Emilia Romagna. Nella Regione del Veneto numerose aziende sanitarie hanno aderito alla sperimentazione, tra le quali l’Azienda ULSS 17.L’impegno assunto si tradurrà in azioni concrete, tra le quali la più significativa e innovativa, prevista dalle stesse linee guida dell’OMS, vede la formazione degli operatori e l’utilizzo in misura consistente di prodotti come i gel idroalcolici per l’igiene delle mani.L’uso di tali prodotti permette di ridurre il numero di microrganismi presenti e soprattutto agevola il lavaggio delle mani in quanto non serve il risciacquo. Questa esperienza si affianca all’attività quotidianamente svolta negli ospedali per la prevenzione delle infezioni correlate alle pratiche assistenziali e favorisce il “corretto comportamento” di igiene delle mani durante lo svolgimento delle attività quotidiane. Il lavaggio delle mani può sembrare una pratica banale, ma è la principale metodologia che garantisce la sicurezza delle cure in ogni fase dell’intervento clinico, come sottolineato dal Ministero della Salute che ha infatti attivato nei primi mesi del 2007 un’indagine nazionale sull’igiene nelle strutture sanitarie, a seguito di alcune denunce apparse sulla stampa.Tali episodi, pur se riferiti a singoli casi, confermano la necessità di un’azione forte e immediata di verifica del rispetto delle indicazioni internazionali per la prevenzione delle infezioni ospedaliere.
COME SI POSSONO COMBATTERE LE INFEZIONI OSPEDALIERE?
La struttura sanitaria contrasta quelle condizioni e azioni che possono essere causa di infezione.Per far ciò è indispensabile un’adeguata preparazione e controllo sanitario sugli operatori, la verifica dei macchinari per la sterilizzazione degli strumenti, la messa a norma e l’ispezione dei sistemi di ventilazione, aerazione e dei flussi dell’acqua, la formazione ed il controllo per il trattamento dei tessuti e dei campioni di laboratorio, una corretta pulizia dell’ambiente, la gestione di un protocollo di sorveglianza che permetta l’identificazione e la quantificazione delle infezioni nelle diverse strutture sanitarie.Il personale sanitario deve mantenere una corretta igiene personale:
* lavarsi le mani, più volte al giorno come da linee guida OMS su citate;
* usare i guanti, considerando che riducono l’incidenza della contaminazione delle mani anche se non sostituiscono la pratica del lavaggio;
* usare la mascherina, la visiera, gli occhiali se si è esposti;
* usare i camici e non uscire dall’ambiente di lavoro con la divisa e gli zoccoli.
La partnership tra operatori sanitari, cittadini e organizzazioni sanitarie è cruciale per garantire un’assistenza sicura; solo un’adeguata sinergia di azioni tra chi offre assistenza e chi ne usufruisce
è in grado di produrre un continuo miglioramento della qualità delle cure offerte.
Il cittadino collabora con la struttura sanitaria rispettando le norme igieniche, garantendo la propria igiene personale e quella dei visita
tori.
Direzione Medica Ospedale Ufficio Qualità Aziendale
Gestione del Rischio Clinico Azienda ULSS 17
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