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PET THERAPY
QUANDO UNA ZAMPA TI DA' UNA MANO

Il termine Pet Therapy fu usato per la prima volta dallo psichiatra Boris Levinson (1953) nel suo libro “Il cane come co-terapeuta”. Egli, lavorando con un bambino autistico, si rese conto dello scambio affettivo e delle possibilità di gioco che il proprio cane sapeva offrire al suo piccolo paziente rendendo più efficaci le sedute terapeutiche.Nel 1961 questo termine viene utilizzato per indicare una terapia mediata dalla presenza di animali domestici (cane, gatto, coniglio, ecc.) che non è sostitutiva ma che affianca le terapie tradizionali potenziandone gli effetti. In Italia il governo ha riconosciuto ufficialmente la Pet Therapy e nella Gazzetta Ufficiale n.51 del 6 marzo 2003 viene pubblicato l’accordo tra Stato e Regioni sul benessere degli animali da compagnia e le attività e terapie assistite da animali. La Pet Therapy entra a pieno titolo a far parte del Sistema Sanitario Nazionale.
L’ESPERIENZADELL’ULSS 17
A partire dal mese di maggio 2007 è stato approvato un progetto di attività e terapie assistite da animali rivolto agli anziani delle case di riposo. Le strutture coinvolte sono: la Casa di Riposo “S. Giorgio” - Casale di Scodosia; la Casa di Riposo “F. Beggiato” - Conselve; la Fondazione Istituto per Anziani Santa Tecla - Este; il Centro Servizi per Anziani - Monselice; la Casa di Soggiorno e Pensionato della Città Murata - Montagnana. In ciascuna struttura il programma dura tre mesi e prevede una serie di incontri a cadenza settimanale. I cani impiegati nella Pet Therapy sono accuratamente controllati dal Servizio Veterinario dell’ULSS 17 del Distretto di Conselve che, oltre a partecipare alla selezione dei cani, ne segue costantemente lo stato di salute al fine di garantirne l’idoneità al lavoro. La progettazione e l’attuazione degli interventi rivolti agli anziani delle Case di Riposo richiede la presenza di un’équipe multidisciplinare diversa a seconda dei pazienti e delle patologie da trattare. Il gruppo d’intervento è costituito da un veterinario dell’ULSS 17, dal personale socio-sanitario delle strutture coinvolte (medici, psicologhe, educatrici, logopedisti, fisiochinesiterapisti, ecc.), da tre conduttrici cinofile e una coordinatrice, istruttrice cinofila dell’Associazione Powerdog Padova. I cani co-terapeuti impiegati sono di proprietà delle conduttrici cinofile: Morgana (un pastore bergamasco), Poncho (un labrador retriever) e Joff (un mastino tibetano).

GLI ANIMALI
Gli animali impiegati sono stati sottoposti ad un lungo iter di preparazione psicofisica a cura del veterinario e della coordinatrice cinofila con particolare attenzione ai seguenti aspetti.
* iter sanitario: effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie; prevenzione di malattie parassitarie; controllo periodico del buono stato di salute.
* verifica dei requisiti attitudinali: predisposizione nei confronti degli estranei e delle relative carezze; tranquillità in
mezzo a persone e luoghi non conosciuti; assenza di reazioni eccessive nei confronti di stimoli inconsueti.
* Corso di obbedienza di base: obbedienza ai comandi più elementari.
GLI INCONTRI DI GRUPPO CON IL CANE

Il gruppo campione a cui è rivolto il progetto è stato scelto dal personale socio-sanitario delle strutture coinvolte ed è costituito da ospiti affetti prevalentemente dal morbo di Alzheimer e da depressione grave verificatasi in seguito a ricovero o a malattia. Ogni seduta è caratterizzata da un clima di serenità ed allegria, preceduta da grande attesa da parte degli ospiti che accolgono i cani spesso con aspettative differenti. Il cane suscita in loro necessità di contatto, di raccontarsi, di condividere con gli altri ospiti le proprie esperienze ed emozioni, ma soprattutto di relazionarsi e di uscire da quella tristezza che spesso li accompagna. Accetta spontaneamente il contatto fisico e stimola direttamente l’anziano con la simpatia che gli è propria, senza badare a sedie a rotelle o a bastoni di sostegno, risponde scodinzolando quando viene chiamato e riporta allegro le palline che gli vengono tirate.L’ospite gradisce il contatto con il cane perché non è invasivo e lo accarezza con affetto e insistenza, gli offre bocconcini dalle proprie mani, lo fa giocare e lo porta a passeggio con allegria attraverso le corsie e i corridoi della struttura sanitaria facendolo ammirare al personale operativo.
BENEFICI RIPORTATIDAGLI OSPITI
La Pet Therapy non si propone come metodo unico e infallibile in sostituzione alle altre terapie ma bensì si affianca ad esse potenziandone i benefici. Ha lo scopo di migliorare le condizioni emotive, sociali e fisiche delle persone a cui è diretta. I benefici possono essere di vario tipo.
benefici fisici
* miglioramento delle abilità motorie, in piedi o su sedia a rotelle: passeggiata con il cane, lanciare palline, spazzolare il cane, ecc.;
* miglioramento delle condizioni
di equilibrio.
benefici di Salute mentale
* riduzione dell’ansia e della solitudine: accarezzando il cane, parlando con il gruppo di ospiti durante gli incontri e dopo di essi;
* incremento delle capacità di attenzione: osservare e descrivere i comportamenti giocosi messi in atto dal cane;
* incremento dell’autostima: essere in grado di accudire e di coccolare un essere vivente, di farlo giocare;
* incremento delle abilità ricreative: inventare e partecipare ai giochi proposti dalla coordinatrice cinofila;
* incremento della verbalità: raccontare le esperienze vissute e le emozioni provate in seguito
al contatto con il cane.
benefici educativi
• ampliamento del vocabolario e potenziamento della memoria a breve e lungo termine.
benefici motivazionali
• Stimola la partecipazione dell’ospite alle attività di gruppo: preparare la pappa, nascondere la pallina per farla cercare al cane, ecc.
CHI PUÒ TRARRE BENEFICI DALLA PET THERAPY
Possono trarre benefici dalla Pet Therapy:
• persone con difficoltà relazionale;
• persone in stato confusionale (es. morbo di Alzheimer);
• persone con disordini dello sviluppo: deficit da attenzione, autismo, iperattività, sindrome di Down;
• persone con disabilità fisiche;
• persone con difficoltà di parola, con problemi di vista ed udito che possono provocare un forte senso di isolamento;
• persone con disturbi psichiatrici come: schizofrenia, depressione reattiva e/o endogena, disordini alimentari e disturbi di personalità.
Stefano Gatti
Servizio Veterinario Area C
Dipartimento Prevenzione Azienda ULSS 17
PER SAPERNE DI PIù
Per informazioni sui progetti di Pet Therapy:
dipartimento di prevenzione Servizio veterinario
Piazza XX Settembre, 1 Conselve (Padova)
E-mail: stefano.gatti@ulss17.it
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