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IL
PAPILLOMAVIRUS,
IL VACCINO
E LA PREVENZIONE
DEL CANCRO ALL’ UTERO
L’infezione da Papilloma Virus Umano (PVU) è la più comune infezione sessualmente trasmessa nelle donne. Tale infezione risulta la causa principale del tumore del collo dell’utero (o cervice uterina) che risulta essere la seconda causa più frequente di morte da neoplasia nel sesso femminile dopo il tumore alla mammella. Tra gli oltre 100 tipi di PVU, vi sono “genotipi” che presentano un alto rischio di stimolare lo sviluppo del cancro alla cervice uterina. Altri tipi sono causa dei condilomi anogenitali ovvero di escrescenze cutanee fastidiose ma benigne. La maggior parte delle patologie causate da questo virus sono transitorie in quanto l’organismo lo elimina prima che stimoli l’insorgenza di lesioni precancerose.In media ci vogliono cinque anni tra l’infezione e l’inizio della lesione precancerosa e decenni prima dell’evoluzione in tumore.Oltre alla presenza del virus, sono descritti molti fattori favorenti l’insorgenza del tumore: un precoce inizio dell’attività sessuale, il numero dei partner sessuali, il fumo di tabacco, lo stress, l’uso prolungato di contraccettivi orali, infezioni concomitanti (come herpesvirus e clamidia), l’immunodepressione e lo stato nutrizionale. Viene considerato effetto protettivo l’alto consumo di frutta e verdura.La prevenzione del cancro all’utero può essere attuata riducendo i fattori di rischio e sottoponendosi a diagnosi precoce delle lesioni precancerose grazie allo screening specifico (pap test). Recentemente, è stato reso disponibile un vaccino specifico contro alcuni ceppi di papillomavirus ad alto rischio tumorale, in particolare i ceppi 16 e 18 che sono “i più colpevoli”.Si tratta di una iniezione intramuscolare che prevede il richiamo dopo due e sei mesi. Il vaccino ha rivelato una buona efficacia e una buona tollerabilità. Viene raccomandato nelle ragazze verso i 12 anni, ovvero durante il periodo puberale.
Ed in questo senso, dal 2008, il piano vaccinale regionale inserirà gratuitamente il vaccino antipapillomavirus fra quelli già in calendario proprio per le ragazze dodicenni, anche se la vaccinazione rimane raccomandata nelle età successive, almeno nella fascia tra i 13 e i 26 anni. In questo caso, la vaccinazione potrà essere somministrata su richiesta e previo pagamento della quota stabilita dal tariffario regionale, pari a 135 euro (114 euro, costo vaccino + 10% IVA + 10 euro per la prestazione) per ciascuna dose.A prescindere da questo programma di prevenzione primaria (cioè, la vaccinazione) rimane l’indicazione per tutte le donne ad aderire al programma di prevenzione secondaria, ovvero di diagnosi precoce tramite lo screening con pap-test in quanto la copertura non è assicurata al 100%.
Maria Gabriella Penon
Direttore UOC Servizio
Igiene e Sanità Pubblica
Franco Garbin
Direttore UOCdi Ostetricia e Ginecologia
Flavio Rossetti
Direttore UOC di Pediatria Azienda ULSS 17
Antonio Ferro
Direttore ServizioSanità Pubblica
e Screening Regione del Veneto
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