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IMPARIAMO
A CONOSCERE
I NEI
I tumori della cute e degli
annessi sono protagonisti di un sensibile
aumento d’incidenza tra la
popolazione. La causa va ricercata
essenzialmente nella diffusa ten-denza
all’esposizione solare senza
la necessaria protezione nelle ore
in cui questo è più dannoso.
La diffusione di notizie sulle carat-teristiche
di questi ha sicuramente
contribuito ad elevare il livello
d’attenzione della popolazione.
L’EPITELIOMA
BASOCELLULARE,
O BASALIOMA
Il più diffuso tumore cutaneo, è
una neoplasia solitamente a basso
grado di malignità, la cui causa
principale è da ricercare in una
esposizione alla luce solare che
duri decine d’anni: alle nostre lati-tudini
colpisce prevalentemente
soggetti anziani soprattutto al vol-to e collo.
Il basalioma può presentarsi in varie
forme: da solido a nodulare, a
cistico, pigmentato, plurifocale
superficiale ed altro.
Nelle fasi iniziali si presenta come
un’area arrossata centrata da una
papula appena percettibile o da
una piccola depressione; cresce
molto lentamente, raggiungendo
le dimensioni di 5 mm in 1-2 anni,
poi sviluppa spesso una piccola
ulcera centrale su un nodulo con
piccoli vasi capillari visibili.
Può presentarsi anche come area
depressa cicatriziale, circondata
talvolta da un orlo appena rileva-to,
oppure come un’area rossa-stra,
con fini squame superficiali e
molto delicata. In ogni caso l’ac-crescimento
è lento e progressivo
e coinvolge i tessuti circostanti
solo se trascurato; le metastasi a
distanza, sono molto rare.
Il trattamento può essere effettua-to
efficacemente con la chirurgia o
la radioterapia; i pazienti sono sot-toposti
ad un controllo clinico po-stoperatorio
dopo sei mesi dal
trattamento, ed in mancanza di
segni di recidiva locale, ad un con-trollo
clinico annuale presso l’am-bulatorio
di medicina generale.
L’EPITELIOMA
SPINOCELLULARE
É un tumore maligno capace di
dare metastasi a distanza.
Più raro dell’epitelioma basocellulare,
è in aumento in questi ultimi
anni. Colpisce soprattutto soggetti
anziani e talora di media età.
Il maggior fattore di rischio è rap-
presentato dalla esposizione pro-lungata
non protetta alla luce so-lare
e può svilupparsi sul bordo di
un’ulcera cutanea cronica o sulla
cicatrice di un’ustione.
L’epitelioma spinocellulare si evi-denzia
come un nodulo duro ed
infiltrante, spesso nell’ambito di
un’area cutanea già danneggiata,
frequentemente al volto, collo,
dorso delle mani ed avambraccio.
Dopo un accrescimento relativa-mente
rapido, mostra un’ulcera-zione
centrale ed è possibile l’inva-sione
dei linfonodi, specie per le
forme del labbro.
Il trattamento di scelta è l’inter-vento
chirurgico accompagnato
dall’asportazione dei linfonodi se
sono ingrossati; può essere anche
sottoposto a radioterapia specie
per le forme più avanzate.
I controlli dei pazienti operati per
tumore spinocellulare devono es-sere
effettuati ogni 3-4 mesi nel
corso del primo anno, ed ogni sei
mesi negli anni successivi.
IL MELANOMA MALIGNO
É sicuramente le neoplasia cuta-nea
più aggressiva delle tre e più
conosciuta anche se è meno fre-quente
delle prime due. Anche
per il melanoma si è osservato un
aumento dell’incidenza negli ulti-mi anni.
Questa malattia colpisce con più
frequenza le persone con storia
familiare di melanoma, numero
elevato di nevi melanocitari, non
necessariamente atipici, con
efelidi, con pelle e occhi
chiari, con un’esposizione
solare eccessiva.
L’esposizione ai raggi solari
rimane un fattore fonda-mentale
nella nascita del
tumore, e sembra impor-tante
l’esposizione prolun-gata
soprattutto nel corso
dell’infanzia.
Il melanoma si presenta
come una chiazza di for-ma
irregolare, di colorito
bruno scuro e nerastro,
che può nascere da un
nevo preesistente che im-provvisamente
cambia co-lore
e dimensioni; qualche
volta si osserva invece la
crescita di un nodulo blu-nero.
Una chiazza piana poco
pigmentata di nuova insor-genza,
sul palmo delle
mani e sulla pianta del
piede può essere testimo-nianza
di un melanoma,
così come la presenza di
una pigmentazione ne-rastra
sottoungueale,
non chiaramente causato
da un trauma.
In sintesi occorre sospettare la pre-senza
di un melanoma maligno
quando si osserva il cambiamento
di forma, dimensioni e colore di
una lesione pigmentata preesi-stente,
o quando si nota l’insor-genza
di una nuova lesione che abbia alcune delle caratteristiche
sopra ricordate; meno importanti
sono la presenza d’infiammazione,
di prurito, di secrezione o la for-mazione
di una crosta, il diametro
superiore a 6 mm.
Queste caratteristiche possono
essere così raggruppate:
A asimmetria;
B bordi irregolari;
C colore;
D diametro superiore a 6 mm;
E evoluzione recente e piuttosto
rapida.
Molto importante per valutare la
gravità della malattia è lo spessore
del tumore, misurato in mm o de-cimi
di mm, ed il livello al quale le
cellule neoplastiche sono giunte
nell’invasione della cute e dei tes-suti
sottostanti (indice di Breslow
e livello Clark).
La terapia del melanoma è essen-zialmente
chirurgica e prevede
oltre all’esportazione del tu-more,
anche la biopsia del
linfonodo più vicino a que-sto
(linfonodo sentinella), nel
caso in cui il tumore stesso ab-bia
già oltrepassato la fase
iniziale; se è già evidente la
presenza di un interessa-mento
dei linfonodi occorre
procedere ad una linfoade-nectomia
completa, cui segue
un ciclo di chemioterapia.
La diagnosi precoce è fonda-mentale
perché il melanoma
in fase iniziale sembra non
possedere ancora la capacità di
dare metastasi (melanoma in
situ), e le percentuali di sopravvi-venza
a 5 e 10 anni sono tanto
maggiori quanto minore è lo spes-sore
del tumore.
Come per gli altri tumori della
cute, dopo la terapia chirurgica e
l’eventuale terapia adiuvante,
è necessario un periodo di
sorveglianza che prevede
controlli clinici e strumenta-li
(ecografia e radiografia)
della zona interessata dalla
neoplasia, dei linfonodi se
ancora presenti e di fegato e
polmoni.
Walter Tristano
Chirurgo Plastico
Unità Operativa
Chirurgia Generale - ESTE
ULSS 17
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