1° QUADRIMESTRE 2003 redazione@bussolasalute.com

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   IL DIABETE
NEL BAMBINO E 
NELL'ADOLESCENTE 

  In età pediatrica-adolescenziale il disordine ormo-nale
più comune è il diabete mellito insulinodipen-dente
(o diabete tipo 1), con un picco di maggiore
incidenza all’età di 10-14 anni. Può, tuttavia, manifestarsi
in qualsiasi età, in particolare in giovani adulti.
Maschi e femmine si ammalano con uguale frequen-za.
Nel corso degli anni il numero di casi di diabete
tipo 1 è aumentato in gran parte dei paesi occidentali.
In Italia si calcola che in questo momento vivano
oltre 20.000 bambini e adolescenti affetti da questa
patologia mentre in Veneto, si registrano, ogni anno,
circa 10 nuovi casi ogni 100.000 abitanti in età evolutiva.

MA COME SI MANIFESTA?
Per meglio capire come si manifesta è necessario
sapere che il diabete tipo 1 è conseguente all’incapacità
di produrre insulina, dovuta alla progressiva distruzione,
su base autoimmunitaria,
delle cellule ß del pancreas, e si sviluppa quando in
presenza di un terreno genetico favorevole,
intervengono fattori ambientali, molti non
ancora ben conosciuti che scatenano la formazione
di autoanticorpi
(es. alcune infezioni virali).
L’insulina ha la funzione, in particolare, di permettere
il passaggio dello zucchero (glucosio) all’interno delle cellule. In assenza
dell’insulina il livello di glucosio nel sangue (glicemia)
aumenta, dato che lo zucchero non può più essere
convogliato nelle cellule, fino a superare la capacità
del rene di trattenerlo.
Compare così nell’urina (glicosuria) e trascina con sè
molta acqua e molti sali: il bambino urina molto,
anche durante la notte, ed ha sempre molta sete, per
compensare le perdite di liquidi per via renale.
Di solito si evidenzia un progressivo calo di peso,
dovuto in parte alla disidratazione, in parte alla perdita
di proteine e di grassi. Le cellule, infatti, non potendo
utilizzare il glucosio per il loro fabbisogno energetico,
sono costrette a bruciare grassi che, a differenza
del glucosio, producono scorie tossiche (corpi chetonici,
in particolare acetone), queste possono accumularsi
nel sangue, provocando disturbi (mal di pancia,
mal di testa) e rendendo acido l’ambiente in cui vivono
le cellule. Questa alterazione, unita all’aumento
della glicemia e ai disturbi dell’equilibrio dei sali, può
causare stanchezza, sonnolenza, e arrivare, in certi
casi fino al coma.
Il riconoscimento di questi sintomi, permette una
diagnosi tempestiva e consente di eliminare quasi
completamente i rischi connessi alle situazioni
più gravi di scompenso.
Così la maggior conoscenza e la maggior
sensibilità nei confronti di questo problema,
ha permesso di rilevarlo molto precocemente,
soprattutto nei bambini più grandi e negli adolescenti
riducendo i disagi e le sofferenze connesse
al momento della formulazione
della diagnosi.

COME SI CURA?
Molti progressi sono stati compiuti negli ultimi anni
nel campo dello studio e della terapia del diabete.
La terapia con insulina permette, nella maggioranza
dei casi, di correggere rapidamente queste alterazioni
metaboliche e di riportare la persona ad uno stato di
pieno benessere.
Il diabete tipo 1 è una malattia dalla quale non si
guarisce, ma che si può curare bene.
L’insulina viene completamente inattivata dalla dige-stione
per questo deve essere somministrata per mez-zo
di iniezioni, che vengono effettuate, di solito,
prima dei pasti principali, per utilizzare al meglio lo
zucchero contenuto negli alimenti. Per decidere la
quantità di insulina appropriata è necessario control-lare,
più volte al giorno, i valori della glicemia e della
glicosuria.
Le modalità di somministrazione dell’insulina sono
oggi più comode e pratiche e anche gli strumenti
utilizzati per effettuare i test quotidiani sono molto
più veloci ed accurati e meno dolorosi rispetto a quelli
disponibili in passato.
Parallelamente a questi progressi, è aumentata la
possibilità di mantenere uno stato di buon controllo
della glicemia.
Un’alimentazione sana ed equilibrata ed un’attività
sportiva regolare, inoltre, aiutano moltissimo i ragazzi
a regolarizzare i valori della glicemia, a mantenersi
sani e a crescere in modo armonioso.
Le persone con diabete dedicano complessivamente
circa un’ora al giorno ai controlli e alla terapia e con-ducono,
per il resto, una vita normale, del tutto simile
a quella dei loro compagni di scuola, di sport e di
gioco. Un recente e importante studio americano ha
dimostrato, in modo chiaro ed inequivocabile, che un
buon controllo metabolico consente di ritardare o
evitare del tutto la comparsa delle complicanze a
lungo termine della malattia.

LA NOSTRA ESPERIENZA
Presso il Reparto di Pediatria della nostra ULSS ci oc-cupiamo,
già da alcuni anni, dei bambini e degli ado-lescenti
affetti da diabete, fin dal momento della
diagnosi; attualmente ne seguiamo all’incirca una
ventina. Cerchiamo di applicare, nel nostro lavoro, il
principio della “Medicina Centrata sulla Persona”, nel
senso che centro dell’interesse e del lavoro del medico
è, non solo e non tanto il diabete, bensì la persona
del giovane con diabete.
La persona viene considerata e valorizzata in tutte le
sue componenti (fisico-biologica, psicologica e spiri-tuale)
permettendo così di scoprire le innumerevoli
risorse di cui è portatrice.
Soltanto la consapevolezza delle risorse personali
permette, infatti, al giovane con diabete di costruire
un progetto per una soluzione, originale e creativa,
dei suoi problemi.
Il medico può contribuire ad aprire per lui nuove
possibilità di realizzazione personale, nel pieno rispet-to
della sua libertà e della sua dignità e facendo speri-mentare
al giovane di essere protagonista della pro-pria
vita e responsabile della propria salute.
La famiglia è però la risorsa più importante dei bambini
e degli adolescenti: il medico, che ne è consapevo-le,
cerca di valorizzarla, incoraggiando i genitori ad
affrontare i dubbi e le paure e a porsi davanti alle
difficoltà del figlio con fiducia nelle proprie possibilità
di aiutarlo.
Lo scopo finale che ci poniamo, quindi, è quello di
incoraggiare e di favorire l’indipendenza e l’autonomia
della persona, affinchè possa diventare adulta, in
modo consapevole e responsabile.
Per tale motivo da tempo collaboriamo e cerchiamo di
coordinarci con il Servizio di Diabetologia dell’adulto
con il quale si condividono gli stessi principi. In particolare
perché si vuole fare in modo che il delicato
“passaggio” del giovane con diabete al Servizio per
l’adulto sia organizzato nel momento e nel modo più
opportuno, sia nel pieno rispetto della libertà individuale
che in quello della medicina dell’adulto.
La nostra esperienza nel campo della cura del diabete,
in particolare, ci ha permesso di fare alcune constata-zioni
che ci sembrano interessanti e incoraggianti.
Abbiamo, innanzitutto, l’impressione (condivisa anche
da altri colleghi che utilizzano lo stesso strumento di
lavoro) che i giovani con il diabete siano, mediamente,
più “sani” degli altri.
Questa affermazione, che può sembrare paradossale,
merita una breve spiegazione: i pericoli maggiori per
la salute dei giovani derivano, nelle società occidentali,
da alcuni comportamenti “a rischio” (es. abuso di
sostanze, guida spericolata, ecc.); i ragazzi con diabete
danno molto valore alla propria vita ed al proprio
benessere e più difficilmente degli altri sono, quindi,
disposti a “sprecarli”.
Stiamo pensando ad uno studio controllato che permetta
di verificare e quantificare questa impressione.
L’esperienza di sofferenza legata alla malattia, inoltre,
con il sostegno e l’incoraggiamento della famiglia,
può diventare uno stimolo per la crescita e la matura-zione
della persona: spesso i ragazzi con il diabete
sono più consapevoli e “saggi” rispetto ai loro compa-gni.
Tutti i bambini e i ragazzi seguiti presso il nostro Servizio
frequentano la scuola con buoni, e spesso ottimi,
risultati e praticano qualche attività sportiva, riportan-do,
in alcuni casi, gratificanti successi personali.
Alcuni ragazzi e ragazze, in particolare, hanno vinto
gare di nuoto, classificandosi anche a livello regionale.
Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i giovani
seguiti presso il nostro Servizio, perchè ognuno di loro
ha contribuito, in maniera sostanziale, alla nostra
crescita umana e professionale e, quindi, anche alla
stesura di questo articolo.

Patrizia Marchetti
Unità Operativa di Pediatria
ULSS 17

 UNA GIORNATA PARTICOLARE
Nel 2001 è stato organizzato, dalla Roche Diagno-stics,
in collaborazione con i Centri di Diabetologia
Pediatrica italiani, un concorso: veniva chiesto ai
ragazzi di esprimere, con un disegno, la propria
esperienza con il diabete.
Tra i 400 lavori pervenuti é stato selezionato quel-lo
di Veronica, una ragazza di 13 anni seguita
presso il nostro Servizio che ha vinto il secondo
premio con un disegno dal titolo “Una giornata
particolare: tratta dal film della mia vita da diabeti-ca”,
fotogrammi di una pellicola che illustrano i
vari momenti della sua giornata, accompagnati da
un breve commento.
Veronica è stata invitata con la sua famiglia a
ritirare il premio al 27° Congresso della Società
Internazionale per il Diabete Pediatrico ed Adole-scenziale,
che si è tenuto a Siena nel settembre
2001 ricevendo i complimenti personali di alcuni
dei più importanti Diabetologi Pediatri d’Italia.

CAMPI SCUOLA
Quest’anno il nostro Reparto ha aderito all’iniziati-va
promossa dalla Regione Veneto che ha stanzia-to
dei fondi per l’organizzazione di Campi-Scuola
per ragazzi con diabete.
I medici che hanno partecipato all’iniziativa (dr.
Aldo Zanon e dott.ssa Patrizia Marchetti) hanno
programmato e organizzato le attività del Campo,
hanno avuto il privilegio di accompagnare i ragaz-zi
in ogni tappa dello stimolante percorso. Il Cam-po
si è svolto a Borca di Cadore nell’ultima setti-mana
di Agosto 2002; vi hanno partecipato 11
ragazze e ragazzi, seguiti presso i Reparti di Pedia-tria
di Cittadella e di Monselice, e tre ragazzi non
diabetici. È stata un’esperienza entusiasmante ed
indimenticabile: tra i ragazzi, che pure non si
conoscevano tra loro, si sono instaurati forti lega-mi
di simpatia ed amicizia. Si è trattato, innanzi-tutto,
di una vacanza, ricca di escursioni ed avven-ture.
Ci sono stati, inoltre, momenti dedicati a
migliorare le conoscenze sul diabete, per aumen-tare
le possibilità di gestirlo in modo autonomo. I
ragazzi, si sono impegnati anche in lavori di grup-po,
tesi a far “costruire” ai giovani partecipanti
esperienze centrate sulla propria dignità di perso-na.
Tutti hanno trascorso una settimana veramen-te
speciale, che ha permesso ad ognuno di fare
un’esperienza di condivisione profonda, vissuta
soprattutto nel camminare insieme, immersi negli
stupendi scenari delle Dolomiti.
Una delle ragazze che hanno partecipato al Cam-po,
appena tornata, ha vinto il concorso di “Miss
Este”. Più bravi e più belli di così!...

 


Il disegno di Veronica vincitore del 2° Premio del concorso orga-nizzato da un’azienda farmaceutica in collaborazione con i Centridi Diabetologia Pediatrica.

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