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LA VISITA SPORTIVA:
COME, QUANDO, PERCHE'

 
Studi scientifici hanno dimostrato che la sedentarietà e una ridotta tolleranza allo sforzo
sono significativi fattori di rischio per l’insorgenza di malattie nell’età adulta e per una diminuita
aspettativa di vita.
La pratica regolare e costante di attività fisica è infatti un efficace strumento per contrastare e prevenire le patologie cardiovascolari (ipertensione, cardiopatia ischemica), dismetaboliche (diabete, obesità), i disagi psichici, gli effetti negativi dell’invecchiamento. D’altra parte la pratica di attività sportiva non fa sempre bene e
non a tutti ed è noto che tra gli sportivi è aumentato il rischio di patologia traumatica, di danni da sovraccarico e di eventi fatali in alcune
categorie di soggetti. 

MOLTE E DIVERSE SONO LE MODALITÀ
CON CUI PUÒ ESSERE PRATICATA
UN’ATTIVITÀ FISICA O SPORTIVA.
Innanzitutto teniamo presente che una certa attività fisica può essere già inserita nell’attività lavorativa e così ci sono occupazioni più sedentarie
(ad esempio l’impiegato) di altre (ad esempio la casalinga). Inoltre nella normale attività quotidiana
è possibile inserire regolarmente una abituale attività fisica o motoria: ad esempio preferendo,
quando possibile, gli spostamenti a piedi o in bicicletta, anziché con i mezzi di trasporto, usare le scale anziché l’ascensore, portare regolarmente
il proprio cane in passeggiata, ecc.
Gli scolari e gli studenti seguono nei loro programmi di studio lezioni di educazione fisica e possono praticare un’attività sportiva in ambito scolastico e parascolastico. nuove attività vengono via via proposte, spinte anche da mode e business.
Indipendentemente dalla disponibilità di impianti sportivi e di attrezzature sofisticate, un’attività fisica regolare può essere praticata da molti dedicandosi ad esercizi di corsa, marcia, ciclismo, ginnastica. L’attività sportiva può essere praticata
infine in forma organizzata e competitiva nell’ambito delle Federazioni Sportive e Discipline Associate e degli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI. In questi casi l’attività sportiva competitiva viene distinta, con riferimento
ai diversi regolamenti Una attività ludico-ricreativa può essere praticata presso circoli, centri ricreativi, patronati, ecc. Palestre, piscine, centri di fitness e
sportivi offrono una varietà notevole
di attività ginnico-sportive a vario grado di impegno fisico e sportivi, in attività agonistica e
non agonistica. Lo sport può essere anche un’attività lavorativa e si tratta allora di sport professionistico, previsto per alcune Federazioni Sportive (calcio, ciclismo, pallacanestro, pugilato,
golf, motociclismo).

LA PRATICA DI UNA ATTIVITÀ FISICA O SPORTIVA PUÒ QUINDI COMPORTARE L’OPPORTUNITÀ O LA NECESSITÀ DI UNA VISITA MEDICA.
Il ricorso al Medico appare scontato nel caso di incidenti traumatici o di insorgenza di sintomatologia legata all’esercizio. In tale evenienza la visita, generica o specialistica, seguirà i canoni
classici dell’esame obbiettivo mirato
sulla base della sintomatologia
descritta dal paziente, al fine di
giungere ad una diagnosi precisa
e all’eventuale terapia.
Una particolare competenza potrà
avere il Medico dello Sport nell’individuare
i danni da sport, le patologie
legate a particolari discipline
sportive, i segni da sovrallenamento
e gli effetti patologici dell’esercizio
nell’aggravamento di alcune
malattie.
Così come è scontato il ricorso al
Medico in caso di una sintomatologia,
è altrettanto evidente che
un’attività fisica inserita nelle normali
attività quotidiane, lavorative
o no, non richiede alcun controllo
sanitario, salvo i casi di accertamento
di idoneità fisica all’impiego.
Più articolato è il discorso per
le altre tipologie di attività fisico-sportive. L’attività ludico-ricreativa o ginnico-sportiva svolta presso
centri, palestre, ecc. e fuori dall’organizzazione
degli Enti affiliati o riconosciuti dal CONI non richiede alcun controllo medico obbligatorio.
Nelle attività ginnico-sportive più impegnative, dove l’esercizio diventa significativo soprattutto per
l’intensità e la durata del lavoro, può essere consigliabile un controllo medico preventivo del proprio Medico di fiducia. Una valutazione medico-sportiva diventa importante quando il carico di allenamento è particolarmente
impegnativo, oppure quando siano già presenti fattori di rischio (malattie, età, familiarità, ecc.).
Nei casi in cui si intenda proporre l’attività fisica come sport-terapia, il Medico dello Sport saprà
prescrivere l’esercizio da somministrare, analogamente alla prescrizione dei farmaci. Quando l’attività sportiva è svolta in ambito scolastico o parascolastico (Giochi Sportivi Studenteschi GSS) o nell’ambito degli Enti affiliati o riconosciuti dal CONI, l’accertamento dell’idoneità
all’attività sportiva, richiesto dalla scuola o dalla società sportiva, diventa obbligatorio perché previsto da specifiche norme. Nel caso di attività non agonistica (GSS nelle fasi precedenti alle nazionali, Enti affiliati o riconosciuti dal CONI secondo i vari regolamenti sportivi) la visita dovrà essere fatta dal Medico di Medicina Generale o dal Pediatra di Libera Scelta; nel caso di attività agonistica (si fa riferimento ai vari regolamenti
sportivi), la visita ed altri esami obbligatori dovranno essere fatti dai Medici dello Sport autorizzati dei Servizi di Medicina dello Sport o delle strutture private riconosciute dalla Regione.
È importante in questi casi non confondere il termine “competitiva” con “agonistica”: attività competitiva è infatti sia quella agonistica che quella
non agonistica e può esserlo perfino quella ludico-ricreativa. La visita medica effettuata a scopo preventivo, sia essa obbligatoria o meno, sarà necessariamente una visita generale e approfondita. Il Medico, infatti, non sarà indirizzato,
come abitualmente succede, dai sintomi riferiti dal paziente, spesso assenti e talvolta addirittura taciuti, e dovrà con perizia individuare ogni segno all’esame obbiettivo indicativo di sospetta patologia. Molte informazioni possono essere
ottenute da una attenta anamnesi (la raccolta di notizie da parte del Medico) e da un buon esame
obbiettivo. Questo tipo di valutazione è sufficiente per tutti i soggetti asintomatici che si dedicano
ad attività fisico-sportive a minore impegno cardiovascolare. L’aggiunta di pochi esami strumentali, in particolare dell’elettrocardiogramma, permette al Medico dello Sport di individuare le possibili controindicazioni alla pratica delle attività sportive più impegnative
e di fornire le indicazioni e i consigli più adeguati in ogni caso.

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