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GRAVIDANZA E DIABETE

Oggi una donna in gravidanza su sette sviluppa il diabete gestazionale, una condizione sempre più diffusa ma facile da tenere sotto controllo e che spesso si risolve con il parto ma che deve stimolare a un mutamento nello stile di vita.

IL PROBLEMA
Quasi sempre risulta una sorpresa. Eppure il diabete gestazionale è una condizione frequente, di gran lunga la più probabile delle sfide che possono caratterizzare una gravidanza. Parliamo di “sfide” e non di “seccature” nè di seria “complicanza”. Bisogna trovare un atteggiamento giusto di fronte al diabete gestazionale, non va sottovalutato ma, dall’altra, non deve spaventare eccessivamente
la donna.
Come sempre la verità sta nel mezzo ed è compito del diabetologo rasserenare la donna ed impostare una corretta strategia per la gestione di questa frequente condizione.

COS’È IL DIABETE GESTAZIONALE?
Il diabete in gravidanza è insomma una “piccola spia rossa” che si accende sul cruscotto e che impone attenzione sia durante l’attesa che dopo. Il diabete gestazionale è un vero e proprio diabete, una condizione nella quale l’insulina, ormone secreto dal pancreas, non basta a controllare il livello degli zuccheri presenti nel sangue e ciò determina frequenti aumenti della glicemia
prevalentemente dopo i pasti ma anche a digiuno. Questa condizione si manifesta generalmente nella seconda parte della gravidanza e quasi sempre si risolve dopo il parto.

LA DIAGNOSI
La diagnosi: facile come bere un bicchiere di acqua e... zucchero.
Il diabete gestazionale si instaura senza che la madre accusi alcun disturbo particolare; è quindi necessario “ricercarlo” facendo
eseguire a tutte donne in gravidanza un particolare test, il cosiddetto “minicarico” orale di glucosio. A tutte, quindi, verso la ventiquattresima settimana di gestazione, o prima se ci sono particolari condizioni di rischio, indipendentemente dall’età e dal numero delle gravidanze, dev’essere somministrata una certa quantità di zucchero (50 grammi) diluito in un bicchiere di acqua e fatta una misurazione della glicemia (prelievo di sangue) prima e un’ora dopo l’assunzione della bevanda. Le donne che presentano tale test negativo non hanno probabilità di sviluppare un diabete gestazionale mentre quelle, il cui test risulti positivo, dovranno sottoporsi subito dopo a una “curva da carico orale di glucosio” con 100 grammi di zucchero e a quattro piccoli prelievi di sangue nel giro di tre ore. I risultati così ottenuti permettono di fare una diagnosi sicura di diabete gestazionale o di escluderlo completamente.
Si tratta di un test semplice, che non comporta nessun rischio e che permette di prevenire non solo il diabete della mamma ma anche
eventuali problemi che potrebbe avere il nascituro se il diabete gestazionale non venisse diagnosticato e curato.

E IL BAMBINO?
In questa condizione il glucosio presente in eccesso nel sangue materno stimola il feto a produrre più insulina, alti livelli di insulina e di glucosio fanno crescere eccessivamente alcuni tessuti del bambino, in mancanza di interventi c’è almeno
il 40% di possibilità che il bambino nasca macrosomico, vale a dire più grosso della media soprattutto nell’addome.
Si parla di macrosomia quando il peso alla nascita è superiore ai 4 chili.
Perché è un problema? Prima di tutto perché le dimensioni del bambino rendono il parto più difficile, inoltre studi a lungo termine dimostrano che l’incidenza del diabete tipo 2 è maggiore e più precoce fra gli adulti macrosomici alla nascita.

LA TERAPIA DEL DIABETE IN GRAVIDANZA
La terapia del diabete gestazionale si concentra in genere sui comportamenti della donna. Il primo passo consiste nel consigliare
un’alimentazione corretta e un esercizio fisico quotidiano.
Generalmente una vita e un’alimentazione sana, perché in questo consiste la nostra “prescrizione”, sono sufficienti:
una bella camminata ogni giorno e soprattutto, per carità, basta con il luogo comune secondo il quale una donna in attesa “deve mangiare per due”.
Una ipernutrizione è solamente negativa, sia per la madre che per il bambino.

COME CONTROLLARE IL DIABETE IN GRAVIDANZA?
Fondamentale è poi che alle donne con diabete gestazionale venga insegnato a effettuare i controlli domiciliari della glicemia più volte al giorno con un semplice apparecchio, il “glucometro” fornito gratuitamente presso gli ambulatori di diabetologia.
Basta una piccola goccia di sangue prelevata dal dito e in pochi secondi si determina con precisione la glicemia, cioè la quantità di zucchero presente nel sangue a digiuno e dopo i pasti principali.
Solo in poche, quando la dieta e il movimento non bastano a controllare la glicemia, soprattutto negli ultimi mesi, si rende necessario praticare poche unità di insulina prima dei pasti principali e solo fino al momento del parto.

IL PARTO
Per quanto riguarda il parto, se il diabete è stato ben controllato, le dimensioni del feto nel 92% dei casi sono normali. Il parto quindi avviene in modo regolare. Diverso il discorso per i neonati che, vuoi perché l’intervento è stato tardivo, vuoi perché la madre non ha
seguito al meglio le indicazioni, risultano all’ultima ecografia di controllo ancora macrosomici, in qualche caso il taglio cesareo può essere indicato, ma sarebbe sbagliato considerare l’intervento una metodica “migliore” del parto per vie naturali.

E DOPO IL PARTO?
Dopo il parto, come detto prima, entro poche ore, la madre ristabilisce normalmente i suoi livelli glicemici.
Sei settimane dopo il parto o a termine del periodo di allattamento viene effettuato un nuovo test da carico (con 75 grammi di zucchero e 2 prelievi) per essere sicuri che tutto sia rientrato nella norma. Solo in una piccola percentuale dei casi dà un esito positivo, dopodiché l’esame viene ripetuto una volta all’anno per alcuni anni e poi con cadenza triennale.
Questi controlli sono necessari perché è vero che il diabete gestazionale “passa”, ma è anche vero che esiste una correlazione fra il diabete gestazionale e l’insorgenza nella mamma di un diabete di tipo 2: per l’esattezza circa la metà delle donne che hanno avuto il diabete gestazionale tende a sviluppare il diabete di tipo 2 (quello tipico e diffuso nelle persone adulte).

COME PREVENIRE LA COMPARSA DEL DIABETE DOPO LA GRAVIDANZA?
Il diabete gestazionale è quindi un avvertimento. Essendo il diabete una malattia sottodiagnosticata, questo “avvertimento” può essere considerato una circostanza “fortunata”. La donna che ha avuto il diabete gestazionale dovrà, da una parte sottoporsi a cadenza periodica, almeno una volta all’anno, a un test della glicemia (meglio se in ambulatorio) ma soprattutto, per prevenire gli stadi iniziali del diabete, non dovrà perdere l’abitudine all’esercizio fisico acquisito durante la gravidanza e mantenere il peso forma continuando ad alimentarsi in maniera sana e corretta.

Giuseppe Panebianco
Direttore UOD di Diabetologia
Azienda ULSS 17

 



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