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OBESITA'
IN ETA' PEDIATRICA
L’obesità è una patologia emergente anche nei bambini per i quali preoccupa non solo il fatto in sé ma anche l’impatto che può avere nell’arco di tutta la vita poiché è noto che l’obesità incide sulla qualità e sulla durata della vita stessa per i legami reciproci con malattie cardiovascolari (ipertensione, infarto del miocardio, ictus cerebrale), diabete e sindrome metabolica.
La prevalenza dell’obesità nell’infanzia sta aumentando considerevolmente in Italia, soprattutto al Sud, ed ora ci collochiamo al primo posto in Europa.
L’obesità è una patologia multifattoriale ed include una predisposizione genetica (familiarità) e numerosi fattori legati allo stile di vita,
in particolare abitudini dietetiche e attività fisica. A maggior ragione se uno o entrambi i genitori sono obesi è importante che “i rovvedimenti” per il controllo dell’obesità coinvolga tutta la famiglia. Un altro problema è il riconoscimento (o l’accettazione) da parte
della famiglia dello stato di sovrappeso o, addirittura dell’obesità del figlio: infatti, da una ricerca risulta che solo il 45% è cosciente e dichiara che il proprio figlio è “grasso”. Una piccola percentuale di mamme dichiara il proprio figlio “troppo magro” anche in presenza di un peso superiore alla norma per età ed altezza. Dal punto di vista sociocomportamentale, vi sono numerose abitudini che redispongono ad una scarsa cultura motoria: la scuola si raggiunge in auto anche se si potrebbe arrivarci a piedi o in bicicletta,
si usa l’ascensore invece delle scale; si preferisce TV e video giochi all’attività sportiva (ludico addestrativa, non necessariamente agonistica), gli spazi all’aperto sono sempre più ridotti e non si fanno più “giochi motori”; d’altro canto vi è pressione pubblicitaria a snack gradevoli, piccoli in volume ma ben calorici e con scarsa presenza di fibre; anche la preparazione di cibi ricchi di fibre risulta scomoda perché richiede ripetuti lavaggi ed elaborazioni tali da non risultare convenienti per le donne lavoratrici.
Quali suggerimenti preventivi:
• favorire l’allattamento materno nel primo anno di vita;
• impostare lo svezzamento senza salare o dolcificare;
• attuare una costante educazione alimentare; un modello è costituito dalla piramide alimentare da cui risulta: favorire l’utilizzo di frutta, verdura e carboidrati ricchi di fibre;variare le fonti proteiche (carni bianche, carni rosse, uova, pesce); utilizzare oli vegetali in particolare quello d’oliva ed evitare i grassi animali; solo occasionalmente mangiare cibi salati ed insaccati;
• raccomandare un sano ed equilibrato esercizio fisico;
• è sufficiente annualmente dall’età prescolare in poi seguire periodicamente l’andamento del peso;
Tutte le attenzioni saranno ancor più pressanti se esiste una familiarità per obesità, diabete, malattia metabolica.
Flavio Rossetti
Direttore UOC di Pediatria
Dipartimento Materno Infantile
Azienda ULSS 17
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